Wall Street non ce la fa, Dollar Index sotto quota 97

WALL STREET NON CE LA FA, DOLLAR INDEX SOTTO QUOTA 97

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Stato di emergenza per California, Florida e Washington. Tutti gli indici di Wall Street negativi. L’occupazione per ora regge. Risale ancora lo Yen giapponese. Oro verso i 1.660, decennale Usa a ridosso dei minimi storici

 

Gli otto miliardi di budget approvato dal Congresso Usa per far fronte all’emergenza coronavirus non bastano. Wall Street apre in forte calo e incrementa le perdite dell’Europa. I timori per la diffusione negli Stati Uniti del Covid-19 aumentano dopo la dichiarazione, da parte della California, dello stato di emergenza: c’è infatti una prima vittima, mentre in quarantena, al largo delle coste, risulta una nave da crociera con 3.500 persone a bordo. In tutto sono 150 i casi di infezione negli States, 11 le vittime. Lo stato d’emergenza riguarda anche la Florida e lo stato di Washington mentre New York sta provvedendo a chiudere diverse scuole e università.

 

AGENDA MACRO

Sussidi di disoccupazione in calo: 216.000, contro i 215mila attesi. Un segnale importante, perché significa, almeno per il momento, un impatto pari quasi a zero sull’occupazione americana. Cresce anche la produttività nel settore non agricolo nel quarto trimestre: +1,2% rispetto al terzo trimestre, il dato tuttavia delude gli analisti, che avevano stimato un aumento dell’1,3%. Rivista al ribasso la crescita di produttività e costo lavoro: in particolare gli ordinativi alle fabbriche del mese di gennaio hanno deluso le aspettative, con una contrazione dello 0,5%, più profonda del -0,1% atteso, e ovviamente peggiore del +1,9% di dicembre.


Grafico sussidi iniziali di disoccupazione 23-29 febbraio in Usa by  TradingEconomics

EQUITY

Dunque, il recupero di Wall Street sembra già terminato. Il taglio dei tassi da parte della Fed era stato scontato nella seduta precedente,con guadagni superiori ai 5 punti. Il rimbalzo, di fatto, si è bloccato dopo un’accelerazione del 7% nelle ultime tre sedute. Le preoccupazioni sull’epidemia di coronavirus sono evidenti, a dispetto anche degli aiuti promessi in campo dal Fondo Monetario Internazionale. Guardando ai singoli titoli, il settori finanziario è quello più venduto, -3,35%, seguono i beni industriali ed energia, in entrambi i casi le perdite superano il 2,5%. Il paniere principale del Dow Jones è interamente negativo. Maglia nera è American Express, a -3,83%. In caduta libera anche Boeing, -3,52% e in generale ancora il settore viaggi con American Airlines sotto del 6,5%. Pesante Exxon Mobil, -3,34%. Viacom è l’unica performance positiva del Nasdaq, +3,24%.

Dow Jones 26.564 (-1,9%). S&P-500 -1,75% a 3.075. Nasdaq 8.903 (-1,28%).


Grafico S&P500 by TradingView

 

VALUTE

Scivola sotto i 97 punti il Dollar Index, come già aveva fatto, per pochi istanti, martedì scorso e come non faceva da due mesi. L’effetto coronavirus sta colpendo in particolare il Dollaro, già sottopressione dopo il taglio dei tassi da parte della Fed: l’Euro è sempre più vicino a 1,12, la Sterlina, anch’essa molto debole, è ai massimi delle ultime cinque sedute e si sta riavvicinando a 1,30. Le valute più forti in questo momento si confermano i beni rifugio per eccellenza: il Franco Svizzero e soprattutto lo Yen giapponese, che scambia a quota 106,7, valori che non raggiungeva da ottobre.

Dollar Index 96,91 (-0,4%). Dollaro Yen 106,67 (-0,79%). Sterlina Dollaro 1,2926 (+0,5%)


Grafico Dollar Index by TradingView

 

MATERIE PRIME

L’accordo è stato raggiunto. Ma questo riguarda soltanto l ‘Opec. Che spera di ricevere il via libera dall‘Opec Plus sul taglio da 1,5 milioni di barili al giorno sulla produzione di petrolio. Un via libera che non va dato per scontato, essendoci Russia e Libia in forte contrasto. Un’ora dopo l’apertura di Wall Street il Wti scambia a 46,7 $ al barile, in lieve calo (-0,6%) ma in linea con i valori della vigilia. Torna alla ribalta l’oro, che si porta a 1.658 dollari l’oncia con un massimo di 1.662 che non raggiungeva da 7 sedute.


Grafico Oro by TradingView

 

TASSI D’INTERESSE

Il decennale americano non aggiorna i nuovi minimi storici ma rimane vicino allo 0,93% come rendimento. Lo 0,548% dei treasury 2 anni sono il minimo degli ultimi quattro anni, mentre il trentennale Usa non scendeva a 1,58 da luglio 2018.


Grafico Titolo di Stato decennale Usa by TradingView

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