La situazione che sta vivendo oggi il mercato a Wall Street sul fronte degli investimenti è molto simile a quanto accadde nel 2018. Allora come oggi si verificò una contemporanea riduzione del valore di azioni, obbligazioni e titoli di Stato negli Stati Uniti. Più precisamente l’S&P 500 scese del 6,2% alla fine dell’anno, le obbligazioni persero in media il 2,3% e i T-Note a lunga scadenza scivolarono dell’1,6%. A determinare quel sell-off fu la politica monetaria della Federal Reserve, che decise di alzare i tassi e stringere sulla quantità di moneta in circolazione.
Oggi si sta configurando una cosa simile, con alcune aggravanti. L’inflazione è molto più elevata rispetto a 4 anni fa e questo potrebbe impedire alla Banca Centrale statunitense un rapido rientro dalla sua politica aggressiva. Poi vi è l’incertezza derivante dalla guerra Russia-Ucraina, che si profila di non facile e veloce risoluzione. Inoltre c’è da considerare la pandemia che ancora non è stata debellata e che in Paesi importanti come la Cina sta determinando gravi interruzioni alle attività produttive, con riflessi nefasti in tutto il mondo. Infine, i livelli di debito delle società non finanziarie oggi sono superiori a quelli del 2018.
Tolti questi aspetti, i mercati comunque sono molto simili. Anche allora l’S&P 500 viaggiava su valutazioni elevate e la differenza di rendimenti tra obbligazioni societarie e titoli di Stato USA si trovava ai minimi storici, aprendo le porte per l’intervento aggressivo della Fed. Nel 2018 il comportamento dei mercati scontava un aumento dei tassi del 3% nell’arco di 15 mesi; nel 2022 gli investitori prevedono entro la fine dell’anno un costo del denaro che arrivi a quella soglia.
BofA: ecco come proteggersi con azioni e obbligazioni in calo
Gli strateghi di Bank of America vedono un aspetto positivo in questa situazione in cui la Fed aumenterà i tassi d’interesse, ossia il fatto che gran parte delle aziende aveva contratto debito a lunga scadenza quando il denaro costava zero e non dovrà rifinanziarlo a tassi più elevati. In base ai dati di Morgan Stanley, dei 1.700 miliardi di obbligazioni ad alto rendimento, nel breve meno del 20% dovrà essere rifinanziato. BofA comunque prevede che il costo del denaro crescerà fino al 4%, circa un punto percentuale in più rispetto a quanto i mercati si aspettano.
Le obbligazioni a più alto rendimento potrebbero essere un grave problema per le società il cui cash flow verrebbe soppiantato da spese per interessi e costi di margine più elevati, rendendo insostenibile la situazione. In particolare verrebbero coinvolti i settori di viaggi, media, giochi e servizi pubblici. Quindi come difendersi? La soluzione potrebbe essere quella di puntare su titoli a Wall Street che non devono affrontare un eccessivo tasso di interesse o rischio di credito. Le obbligazioni municipali di alta qualità o i buoni del Tesoro tenuti fino alla scadenza rappresenterebbero un’alternativa di successo in questo contesto.









