WALL STREET SOTTO ZERO, ORO ANCORA AI MASSIMI DA 7 ANNI

Ancora i timori per il coronavirus in primo piano a Wall Street. Dollar Index vicino ai 100. Petrolio sotto le attese tenta il recupero

 

“Il virus cinese rappresenta un rischio per l’economia americana. L’epidemia e le sue possibili ripercussioni debbano essere monitorate attentamente”. E’ quanto è emerso dalle minute della Federal Reserve, il cui board considera ancora appropriata l’attuale politica monetaria per sostenere l’espansione dell’economia americana.

In questo contesto Wall Street parte debole, con i dati macroeconomici in chiaro scuro per gli Stati Uniti: il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere i sussidi di disoccupazione è leggermente aumentato, ma rispetta le attese degli analisti (210mila unità, dato precdente: 206mila). Segnali di forza giungono dall’attività del settore manifatturiero nell’area di Philadelphia, dove c’è un rafforzamento delle aspettative delle aziende americane: a febbraio 36,7 punti, più del doppio dei 17 precedenti e ben al di sopra dei 12 attesi.

Perdite decimali per i tre indici principali: Dow Jones -0,1% sostenuto da Boeing (+0,8%), S&P 500 vicino allo zero e in prossimità dei livelli precedenti con buona performance del comparto energia, calo frazionale anche per il Nasdaq -0,22% con Viacom in controtendenza (+3,24%). Il Vix, indice che riporta la volatilità, è stabile in area 14 punti.

 

VALUTE

Con un massimo di 99,9, il Dollar Index è ai livelli record da aprile 2017, e guadagna terreno sulla sterlina per le incertezze sui provvedimenti voluti da Boris Johnson, ma è in calo rispetto all’Euro, che cerca di riprendersi e di lasciarsi alle spalle le paura per gli effetti sul coronavirus dopo i minimi nella seduta odierna sotto quota 1,08. Richieste di disoccupazione continua superiori alle attese: 1,726mila è il nuovo dato, maggiore dell’1,720mila atteso e dell’1,701 precedente. Da monitorare il Dollaro Yen, a quota 112, ai massimi da aprile per le incertezze sull’economia giapponese e la possibile recessione tecnica del Pil. 


Grafico Euro Dollaro by TradingView

MATERIE PRIME

Oro di nuovo abbondantemente sopra i massimi da febbraio 2013, sospinto dalle incertezze dei mercati azionari e dai timori sul coronavirus. Il massimo raggiunto nella seduta odierna è pari a 1.622 dollari l’oncia. Occhio al petrolio, che prosegue nel suo recupero (+11% dal 9 febbraio) e corre a 54,34 dollari al barile, complici le scorte Eia inferiori alle attese: 0,414 milioni di barili nell’ultima settimana rilevata, a fronte dei 2,494 milioni di barili attesi dal mercato e dei 7,459 milioni rilevati nella settimana precedente mentre il rame viaggia nell’ultima settimana in una lateralità tra i 2,57 e i 2,62.


Grafico Petrolio Wti by TradingView

TASSI D’INTERESSE

Anche il treasury decennale americano resta in una lateralità, tra il 27 gennaio a oggi, compresa tra 1,69% e 1,50%, con il rendimento fermo nella seduta odierna in area 1,55%.


Grafico Treasury 10 anni Usa by TradingView