Warren Buffett vende ancora azioni BofA, qual è il motivo?

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Warren Buffett continua a vendere le azioni di Bank of America (BofA). Nell’ultimo deposito normativo, la Berkshire Hathaway che amministra ha ceduto azioni per 760 milioni di dollari nel mese di settembre, aumentando il bottino a 6,97 miliardi di dollari da quando ha iniziato a scaricare i titoli BofA il 17 luglio. Ciò fa crescere ancora la liquidità dell’azienda, che alla fine del secondo trimestre 2024 era arrivata a 277 miliardi di dollari. Ancora il conglomerato finanziario di Omaha risulta il principale azionista della banca americana con una partecipazione di circa l’11% che vale 34,7 miliardi di dollari. Tuttavia, se continua a vendere, presto potrebbe scendere al di sotto della soglia chiave del 10% che obbliga le società a fornire tempestivamente aggiornamenti sulle operazioni che effettuano. Nella fattispecie, bisognerà probabilmente attendere la pubblicazione delle trimestrali per sapere come Buffett abbia operato su BofA qualora ci saranno ulteriori movimenti.

 

 

BofA: perché Warren Buffett vende le azioni?

Il 94enne miliardario non ha fornito mai spiegazioni circa la sua decisione di ritirarsi da una banca della quale ha sempre apprezzato la modalità di gestione del management. Buffett ha acquistato per la prima volta le azioni di Bank of America nel secondo trimestre del 2007, poco prima della crisi finanziaria globale. All’epoca pagò 50,61 dollari per azione. Ma ha iniziato veramente a costruire la sua partecipazione nel 2011 investendo 5 miliardi di dollari in azioni privilegiate e warrant che ha convertito nel 2017 dopo la ripresa della banca dalla crisi.

Buffett ha puntato deciso su BofA perché si era praticamente “invaghito” del suo amministratore delegato Brian T. Moynihan. Il re del value investing ha sempre consigliato di investire in aziende che abbiano bravi dirigenti, sempreché tutto ciò si coniughi con il fatto di puntare su società di cui si comprende il business o che rientrano nella propria cerchia di competenze e ovviamente che siano in salute. All’epoca Moynihan ha saputo brillantemente risollevare BofA dalla grande crisi del 2008 che aveva stravolto il sistema finanziario americano e mondiale, e questo è un aspetto che ha colpito particolarmente Warren Buffett.

Sotto certi aspetti, gli analisti trovano anomalo da parte del guru della finanza vendere le azioni di un’azienda che gode di una buona salute finanziaria e che ha sul mercato una “valutazione equa”. Buffett ha sempre sostenuto che un’azione vada mantenuta in portafoglio fino a quando il business dell’azienda non si deteriora o le valutazioni di mercato oltrepassino il valore intrinseco della società. E, in occasione della conversione dei warrant in azioni nel 2017, aveva giurato di “tenere le azioni BofA in portafoglio per molto tempo”.

Gli esperti di mercato a questo punto hanno abbozzato l’ipotesi che la riduzione della redditività netta degli interessi di BofA per effetto delle aspettative del taglio dei tassi di interesse della Federal Reserve alla fine abbia pesato sulla scelta dell’oracolo di Omaha. Tutto questo assume più rilevanza soprattutto se si aggiungono le incertezze di natura macroeconomica e geopolitica che potrebbero in generale mettere pressione al sistema finanziario.

Alcuni invece ritengono che semplicemente Buffett stia accumulando liquidità per un grande acquisizione o soltanto per prepararsi a una recessione economica e a una flessione di mercato in arrivo. Secondo Haruki Toyama, gestore di portafoglio e responsabile del team Mid and Large Cap di Madison Investments, “le mosse di Berkshire per raccogliere liquidità non dovrebbero essere del tutto ignorate”. Tuttavia, “potrebbero essere un segno che Buffett e la società ritengono che le azioni siano almeno moderatamente sopravvalutate”, ha aggiunto. Il messaggio però che arriva è un po’ inquietante, se si pensa che quando Berkshire accumula tutta questa liquidità vuol dire che stanno per arrivare tempi difficili. “Se si va a ritroso, l’ultima volta che Berkshire ha avuto così tanta liquidità rispetto al valore contabile è stato prima della crisi finanziaria. Quindi si può pensare che forse Buffett stia guardando un po’ di più al rischio”, osserva Toyama.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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