Nuovo impulso alla crescita di WeRoad. La travel tech italiana specializzata nei viaggi di gruppo per viaggiatori solitari ha chiuso un round di Serie C da 58 milioni di dollari guidato da Airbnb, con la partecipazione degli investitori già presenti nel capitale, tra cui H14, lead investor del precedente round di Serie B. Con questa operazione, la raccolta complessiva della società sale a 100 milioni di dollari. Le nuove risorse finanzieranno la prima espansione extraeuropea del gruppo, con l’ingresso nel mercato statunitense e l’obiettivo di replicare oltreoceano il modello di “community travel” sviluppato in Europa. L’operazione rappresenta un passaggio strategico per WeRoad e, al tempo stesso, un segnale dell’evoluzione in atto nel settore turistico, sempre più orientato verso esperienze condivise e connessioni sociali piuttosto che verso la sola destinazione.
In questo articolo:
- L’espansione di WeRoad
- Lo sbarco negli Usa
L’espansione di WeRoad
Fondata in Italia nel 2017 e parte del gruppo OneDay, WeRoad ha costruito il proprio posizionamento trasformando il viaggio in solitaria in un’esperienza di community. Da allora oltre 300 mila persone hanno viaggiato attraverso la piattaforma, scegliendo più di mille itinerari distribuiti in tutti i continenti.
Elemento distintivo del modello è la forte componente relazionale: circa il 90% dei clienti parte da solo, con l’obiettivo di vivere esperienze condivise e creare nuove connessioni. Ogni viaggio viene accompagnato da un coordinatore, figura centrale nella gestione del gruppo e nell’organizzazione dell’esperienza, selezionato all’interno di una community che oggi supera i 4 mila membri in Europa e che la società sta iniziando a sviluppare anche negli Stati Uniti.
Accanto alla crescita operativa, WeRoad ha investito nella costruzione del brand attraverso strategie di marketing non convenzionali, combinando attivazioni offline, campagne creative e una comunicazione fortemente identitaria. Un approccio che ha permesso alla società di aggregare una community digitale di oltre 3,5 milioni di follower. Negli ultimi anni l’azienda ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, evolvendosi da operatore di viaggi adventure a piattaforma focalizzata sulle esperienze offline, inserendosi nel cosiddetto segmento “IRL” (in real life), che utilizza la tecnologia per favorire interazioni nel mondo reale.
In questa direzione si inserisce il lancio di WeMeet, piattaforma dedicata a esperienze locali e sociali – dagli aperitivi alle escursioni, fino a eventi sportivi e sessioni di yoga – aperta anche a chi non ha mai partecipato a un viaggio WeRoad. Nel solo 2025 oltre 50 mila persone, distribuite in 35 città, hanno preso parte a circa 2 mila eventi organizzati attraverso il servizio, mentre l’applicazione ha registrato 150 mila download.
Lo sbarco negli Usa
WeMeet avrà un ruolo centrale nella strategia di sbarco negli Stati Uniti. L’espansione partirà da un approccio digitale basato su campagne mirate e partnership strategiche, per poi replicare il modello già sperimentato in Europa attraverso la creazione di community locali di coordinatori e una rete di eventi e iniziative sul territorio.
Parallelamente all’operazione e all’avvio del progetto americano, cambia anche l’assetto manageriale del gruppo. L’attuale ceo Andrea D’Amico, dopo una lunga esperienza in Booking.com, si trasferirà a San Francisco per assumere la guida della divisione hotel di Airbnb, mantenendo comunque un ruolo nel board di WeRoad. La guida operativa resterà al fondatore Paolo De Nadai insieme ai co-founder Fabio Bin, Chief Marketing Officer, ed Erika De Santi, Chief of Experience, supportati da nuove figure internazionali destinate ad accompagnare l’ingresso nel mercato statunitense.
“Le persone oggi non cercano soltanto nuovi luoghi da visitare, ma un senso di appartenenza”, ha commentato Paolo De Nadai, fondatore di WeRoad. “L’espansione negli Stati Uniti è un traguardo su cui lavoriamo da anni e avere Airbnb al nostro fianco rappresenta una forte validazione del modello costruito”. Per WeRoad, il round guidato da Airbnb non rappresenta soltanto un’iniezione di capitale, ma anche una scommessa su un segmento emergente dell’economia delle esperienze, alimentato soprattutto da Millennial e Gen Z, sempre più disposti a investire in relazioni autentiche e attività offline come risposta alla crescente solitudine sociale.









