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Yuan a nuovi minimi nei confronti del dollaro USA, quali prospettive?

Yuan a nuovi minimi nei confronti del dollaro USA, quali prospettive?

Lo yuan offshore è precipitato fino al minimo storico contro il dollaro statunitense. La valuta cinese è arrivata a 7,36 per dollaro nel mercato offshore, superando il livello psicologico di 7,35. Nel mercato onshore invece è scivolata al minimo degli ultimi 16 anni. I nuovi minimi sono arrivati dopo che la People’s Bank of China ha posizionato il fixing al minimo di due mesi mostrando poca contrarietà nei confronti di un graduale deprezzamento della moneta nazionale.

La Banca centrale cinese si trova di fronte all’ingrato compito di cercare una stabilizzazione del cambio ma allo stesso tempo di fornire stimoli monetari per rilanciare l’economia stagnante del paese . L’accomodamento monetario sta mettendo sotto forte pressione lo yuan, in particolare perché la forza dell’economia americana e il differenziale dei tassi d’interesse con la Fed stanno favorendo il dollaro USA.

 

Yuan: gli analisti vedono nero

I responsabili politici cinesi in situazioni del genere tendono a dare più importanza alla crescita economica, a costo di un deprezzamento dello yuan. Tuttavia devono affrontare gli attacchi degli speculatori che possono innescare turbolenze difficili da controllare. Il governo ha indirizzato le banche statali nella vendita di dollari con l’obiettivo di sostenere lo yuan e anche alcune dichiarazioni dei suoi esponenti sono state mirate a instillare nella mente degli investitori l’idea che le autorità abbiano la situazione sotto controllo.

Gli analisti però ritengono poco probabile che, almeno nel breve termine, ci possa essere un rimbalzo dello yuan. “Sebbene la gestione della liquidità dello yuan potrebbe essere sostenibile ed efficace per respingere le aspettative di deprezzamento, le condizioni attuali suggeriscono ancora un indebolimento dello yuan, soprattutto con il rafforzamento del dollaro” hanno affermato gli economisti di Goldman Sachs.

A giudizio di Kiyong Seong, capo macro strategist per l’Asia di Société Générale SA, “il fixing più debole mostra che la PBoC è disposta ad accettare un tasso dollaro-yuan più alto”.  Per il futuro l’esperto prevede che “il percorso dello yuan dipenderà in gran parte dal movimento generale del dollaro che è difficile da prevedere in questo frangente”. Tuttavia, “i recenti sviluppi sembrano supportare la nostra previsione di fine anno a 7,60” ha concluso Seong.

Poco ottimista risulta essere anche Gary Ng, economista senior di Natixis a Hong Kong: “Il sentiment è influenzato anche dalla mancanza di un reale miglioramento dell’economia e dei profitti aziendali cinesi. Lo yuan dovrà probabilmente affrontare venti contrari che portano al deprezzamento”.

Mansoor Mohi-uddin, capo economista della Bank of Singapore, mette invece in risalto la straordinaria forza del dollaro; “Si può capire perché il renminbi sta toccando nuovi minimi: il dollaro è forte su tutta la linea e le opzioni della PBoC per sostenere la propria valuta rimangono limitate”, ha detto. A suo avviso le prospettive sono poco incoraggianti: “La Banca centrale cinese continuerà a cercare di utilizzare la correzione per prevenire una caduta più forte del tasso di cambio che peggiorerebbe il sentiment nei confronti della Cina e porterebbe a maggiori deflussi di capitali e ulteriori cali valutari”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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