LAGARDE SPARA A SALVE. I MERCATI SPROFONDANO

Peggior seduta di sempre per Piazza Affari: -16,9%. Lagarde: “Lo spread? Non è compito della Bce”. E le borse crollano

 

Un problema di forma e di sostanza. Una comunicazione che ha scatenato un effetto contrario a quello sperato. Questa quantomeno è la speranza. E un pacchetto di provvedimenti che probabilmente poteva “osare” un po’ di più, da qui la “trasformazione” del famoso bazooka in un fucile ad acqua. Polveri bagnate, insomma, il senso è questo. Christine Lagarde, oggi in conferenza stampa a Francoforte, aveva due obbiettivi da raggiungere: presentare le misure di contenimento del coronavirus a sostegno dell’economia dell’Unione Europea e tranquillizzare i mercati. Detto francamente, la presentazione è stata maldestra. Le rassicurazioni, invece, si sono tramutate quasi in minacce.

 

Polveri bagnate e fischi per fiaschi

I 120 miliardi di euro da destinare all’attuale Quantitative Easing, innanzitutto, appaiono pochi. Chi si aspettava un naturale proseguimento della politica “Whatever It Takes”, per alcuni analisti, fino alla vigilia, una posizione considerata quantomeno probabile da parte della nuova governatrice della Bce, si è ritrovato un atteggiamento sostanzialmente opposto: Mario Draghi fece di tutto per tenere a bada lo spread in passato. Oggi, la risposta del numero uno della Banca Centrale Europea, proprio nel momento in cui l’Italia si trova a essere uno dei paesi più colpiti da quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito una pandemia, nonché minaccia mondiale quale è il coronavirus, va nella direzione opposta: “No. Non sono le banche centrali a doversi muovere per prime. E no, non spetta a loro garantire la tenuta degli spread”.

 

Piazza Affari, la peggior seduta di sempre

E così, la fiammata del differenziale di rendimento tra Btp e Bund è stata inevitabile: 264 punti base di massimo (253 finali), che cancellano in un botto solo i record segnati dalla crisi del governo gialloverde, e rendimento del decennale italiano che schizza dall’1,2% a 1,8%. Impennata, stavolta, non causata dall’emergenza del Covid19. Non stavolta. L’impennata è partita proprio dalle parole, quelle parole, usate da Christine Lagarde. Che poi, quella dello spread, è stata una reazione perfettamente in linea a tutto il resto dei mercati internazionali. Wall Street -7%, mai così male dai tempi di Lehman Brothers. Le borse europee? Perdevano circa il 5% al giro di boa. Alle 13.45, quando è stato diramato il comunicato in cui la Bce dichiarava i tassi di interesse fermi, un timido quantitative easing e una serie di aste che garantiranno liquidità alle piccole medie imprese -le più colpite dalla crisi del coronavirus- Francoforte, Milano e tutte gli altri listini sono peggiorati, scivolando fino a un passivo di circa 7 punti. Dopo la conferenza, e dopo la dichiarazione sullo spread, il rosso è passato in doppia cifra. La piazza peggiore? Proprio Piazza Affari. Proprio il Ftse Mib: quasi -17%: è la seduta peggiore di sempre, che riporta l’indice sotto i 15.000 punti come non succedeva da agosto 2012, quando lo spread viaggiava tra i 400 e i 500 punti. Per Francoforte e Parigi chiusura a -12,2%, Madrid -14%. Qualcuno direbbe: un bagno di sangue ed è così che Christine Lagarde, almeno per il momento, ha deciso di entrare nella storia.


Grafico Ftse Mib by TradingView

 

Lagarde: “Decisioni che il Consiglio direttivo ha preso all’unanimità”

“Non tocca alle banche centrali”. Christine Lagarde al suo primo vero test da presidente della Bce si è lasciata andare a una dichiarazione che forse non avrebbe dovuto pronunciare. Certo, trovarsi a capo di un istituto in passato così ben governato (e quindi con una notevole pressione) in un momento così complicato e per certi versi inedito per tutti, non lo si augura a nessuno. Ma forse il punto è proprio questo. Perché a parte le aste che daranno man forte alle imprese, i provvedimenti della Bce, in condizioni normali, sarebbero stati probabilmente accettati e condivisi. Ma non ci troviamo in condizioni “normali”.  C’è un’epidemia che si è trasformata in pandemia, c’è l’Italia costretta alla quarantena per 14 giorni, aziende e attività commerciali che chiudono e tanti cittadini che potrebbero perdere il lavoro. Non solo. In tutti gli altri paesi europei, il contagio è ancora in fase iniziale, quantomeno molto più indietro rispetto al nostro paese. Come a dire: il peggio, probabilmente, deve ancora arrivare. Ma i mercati si muovono prima, tendono di solito ad anticipare quello cha accadrà ed è per questo che le loro perdite sono così forti. Parole rassicuranti, anche solo un “Tranquilli, lo spread in generale non è un problema. Staremo attenti” forse poteva bastare. E invece no. Di fatto, Lagarde, oltre a deludere gli investitori che si aspettavano più bazooka, più misure, più tutto, ha preso le distanze anche da responsabilità che Mario Draghi, al contrario, ha sempre saputo prendersi.  “Non spetta alla Bce né alle banche centrali. Il compito spetta anche e soprattutto alle singole nazioni”, è il messaggio che arriva da Christine Lagarde. La politica monetaria fa il suo, le politiche fiscali dei paesi europei e dell’Eurogruppo dovranno fare il loro. In conferenza stampa sono arrivate anche delle domande un po’ critiche. La risposta, sostanzialmente, è rimasta sempre la stessa: “Sono decisioni che abbiamo preso all’unanimità. Questi provvedimenti contribuiranno a sostenere la nostra economia che rischia uno shock economico di proporzioni simili alla grande recessione del 2008, se ognuno farà la sua parte”.

 

 

Tassi bloccati, incentivi alle banche per fornire prestiti alle piccole e medie imprese

La parte della Bce è la seguente: 120 miliardi di euro in più da aggiungere ai 20 miliardi di euro al mese destinati al Quantitative Easing. Non ci sono ulteriori dettagli sulle tempistiche di impiego e sull’ammontare mensile: facendo una stima, sono circa 13 miliardi in più. Tassi d’interesse bloccati, in questo caso qualcuno sperava in un ulteriore taglio, ma d’altronde i tassi sono già fortemente negativi, insomma: libertà di movimento pochina, al contrario di Fed e BoE. Infine, aste di liquidità (TLtro III) da destinare alle piccole e  medie imprese, considerati i soggetti più colpiti dalla crisi del coronavirus, attraverso le cosiddette tranche di maxi prestiti Ltro. In altre parole, la Bce agevolerà le condizioni di prestito alle banche a patto che questi soldi vengano a loro volta prestati alle imprese, fino a uno 0,75% di interesse annuo, per una durata che va dal 20 giugno 2020 al 21 giugno 2021.

 

Riviste al ribasso le stime di crescita

La Bce infine ha tagliato le stime di crescita dell’Eurozona per il 2020, portandole a 0,8% dal precedente 1,1%, ma anche per il 2021: le previsioni erano pari a +1,4%. Adesso si “accontentano” dell’1,3%. Invariata la stima per il 2022: 1,4%. La crescita nel primo semestre 2020 appare molto debole causa coronavirus. La ripresa non prenderà piede prima di allora.


Grafico Spread by TradingView