AllianceBernstein: primi Etf attivi in Europa, ed è solo l’inizio

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Anche AllianceBernstein sceglie la strada degli Etf attivi, prodotti che stanno riscuotendo un grande successo per le loro caratteristiche di trasparenza e basso costo, portando sui mercati europei la sua proposta. Lo “sbarco” è avvenuto ieri con la quotazione a Piazza Affari di tre etf Ucits obbligazionari a gestione attiva, l’AB Global Corporate Bond UCITS ETF, l’AB USD Corporate Bond UCITS ETF e l’AB EUR Corporate Bond UCITS ETF.
Il lancio, comunicato il 23 aprile 2026, è un passaggio strategico per il gruppo globale di asset management, già presente in questo segmento di mercato a livello internazionale, in particolare negli Stati Uniti.

“Negli Stati Uniti siamo presenti con 29 prodotti quotati, attualmente, e altri tre verranno quotati in pochi giorni, anche sui mercati di Taiwan e in Australia” ha puntualizzato Noel Archard, responsabile globale Product Solutions and Marketing di AB. Nel complesso il segmento vale per AB 19 miliardi di dollari.
I nuovi etf attivi europei sono quotati, oltreché su Borsa Italiana, sul London Stock Exchange, Börse Xetra e Six Swiss Exchange.

 

In questo articolo: 

 

  • Gli obiettivi dell’espansione nel mercato europeo
  • Per AllianceBernstein il futuro è a base di Etf
  • Un segmento sempre più affollato

 

Gli obiettivi dell’espansione nel mercato europeo

Con il lancio degli Etf attivi in Europa, AllianceBernstein punta a trasferire nella piattaforma Ucits le competenze storiche nella gestione obbligazionaria attiva maturate negli Stati Uniti. I prodotti utilizzano la piattaforma sistematica proprietaria sviluppata dal gruppo nel reddito fisso, costruita su oltre vent’anni di dati proprietari e tecnologie predittive dedicate alla selezione dei bond. L’obiettivo dichiarato è generare extra-rendimento mantenendo al tempo stesso una gestione del rischio coerente con i benchmark di riferimento e un tracking error contenuto.

“In Europa, il percorso di sviluppo è partito inizialmente dalle strategie obbligazionarie sistematiche, con l’obiettivo di estendere progressivamente l’offerta verso soluzioni azionarie core, strategie tematiche globali e, più in generale, a un numero crescente di asset class” ha aggiunto Archard. La tempistica del lancio è in parte dettata dall’evoluzione del settore della consulenza finanziaria e punta a intercettare la crescente domanda di strumenti liquidi e trasparenti e il progressivo spostamento verso modelli distributivi più digitali, come ha sottolineato Giovanni De Mare, responsabile Italia di AllianceBernstein: “Il modello distributivo si sta progressivamente spostando verso una relazione più diretta con il cliente finale, superando la tradizionale impostazione prevalentemente B2B-B2C. In questo contesto, efficienza dei costi, trasparenza e semplicità di negoziazione stanno diventando elementi sempre più rilevanti. Gli Etf rispondono efficacemente a queste esigenze, offrendo strumenti immediati, modulari e facilmente leggibili per l’investitore”.

 

Per AllianceBernstein il futuro è a base di Etf

Gli Etf rappresentano una componente centrale della strategia di lungo termine di AllianceBernstein. Lo ha sottolineato Julie Gunts, responsabile globale Etf Strategy and Partnership. A livello mondiale l’accelerazione registrata da questi prodotti è stata eccezionale con masse che hanno superato i 20.000 miliardi di dollari, raddoppiando nel corso degli ultimi 5 anni. In Europa il mercato vale circa 3.000 miliardi di dollari contro i circa 1.000 del 2020. “Questa evoluzione riflette un cambiamento sempre più evidente nel comportamento degli investitori, che utilizzano gli Etf non solo per allocazioni strategiche di lungo periodo, ma anche per implementare scelte tattiche e costruzioni di portafoglio più dinamiche” ha affermato Gunts.

Il segmento degli Etf attivi rappresenta ancora una fetta contenuta del mercato, con 89 miliardi di dollari in Europa a febbraio 2026, in crescita dai 30 del 2023. “Pur rappresentando soltanto il 3% delle masse complessive del mercato Etf europeo, gli attivi raccolgono già circa l’8% dei flussi, segnale di un segmento ancora in una fase iniziale ma con un significativo potenziale di espansione” ha proseguito. Su base globale gli Etf attivi rappresentano già oltre il 25% dei flussi netti del mercato Etf, mentre negli Stati Uniti, mercato più maturo, raccolgono stabilmente tra il 30% e il 40% dei flussi complessivi”.
“Anche il mercato europeo potrebbe progressivamente convergere verso dinamiche simili, sostenuto sia dall’ampliamento dell’offerta sia dall’ingresso di nuove categorie di investitori che utilizzano queste soluzioni per la prima volta”.

 

Un segmento sempre più affollato

La convergenza verso gli Etf da parte dei gestori attivi è un altro trend in accelerazione. Una scelta che appare obbligata. Etf e fondi comuni attivi tradizionali sono destinati a convivere ma alla fine saranno i primi ad avere la parte preponderante del mercato.

“Il numero di emittenti specializzati è cresciuto rapidamente, passando in pochi anni da meno di trenta operatori a oltre cento, contribuendo ad ampliare il mercato e la varietà delle strategie disponibili” ha commentato Julie Gunts, che individua nella qualità delle strategie sottostanti ai prodotti la chiave della differenziazione e del successo in un contesto sempre più affollato. “Accanto alle competenze di investimento, assume quindi crescente importanza anche la solidità della piattaforma Etf dell’emittente, comprese le capacità operative, la gestione della liquidità e il network di trading e market making”.

“La crescita degli Etf attivi sta aumentando il livello di competitività dell’intero settore. In questo contesto, la capacità di innovare, costruire soluzioni comprensibili per il cliente finale e adattarsi rapidamente all’evoluzione dei modelli distributivi rappresenterà uno dei principali fattori distintivi per gli operatori del mercato” è la chiosa di Giovanni De Mare, che prosegue: “ L’industria del risparmio gestito sta evolvendo verso una maggiore distinzione tra il costo della gestione finanziaria e quello della consulenza e dell’asset allocation, favorendo l’adozione di strutture più efficienti nelle quali gli Etf possono svolgere un ruolo centrale come componenti di portafoglio”.

Tra i prodotti che riscuotono il maggiore gradimento, secondo il responsabile Italia di AB, ci sono le soluzioni outcome-driven, “capaci di comunicare in modo diretto quale risultato o obiettivo di investimento l’investitore possa attendersi” e le target maturity “orientate alla generazione di reddito e prodotti con meccanismi di protezione parziale del capitale, particolare spazio nel mercato italiano, storicamente sensibile ai temi della protezione del capitale e della prevedibilità dei rendimenti”.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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