Anasf: in manovra passi avanti per la previdenza complementare

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La Legge di Bilancio 2026, approvata dalla Camera dei deputati, si inserisce in un quadro di finanza pubblica improntato al contenimento della spesa e a un utilizzo prudente delle risorse disponibili. In questo contesto, gli interventi di riduzione del prelievo fiscale risultano mirati, ma assumono rilievo sotto il profilo sistematico, accanto a misure volte a rafforzare il gettito per garantire la tenuta dei saldi di finanza pubblica. Anasf valuta positivamente la riduzione dell’aliquota Irpef applicabile al secondo scaglione di reddito, compreso tra 28.000 e 50.000 euro, che scende dal 35% al 33%. “La misura contribuisce ad alleggerire il carico fiscale sui redditi medi, rafforzando la progressività dell’imposta all’interno di una dinamica dei prezzi che è sempre da monitorare”, ha commentato Luigi Conte, presidente Anasf.

Un ulteriore segnale significativo riguarda la previdenza complementare, con l’innalzamento del limite annuo di deducibilità dei contributi a 5.300 euro e l’introduzione del meccanismo di adesione automatica per i lavoratori neoassunti del settore privato. “Il conferimento del Tfr ai fondi pensione rafforza la pianificazione previdenziale di lungo periodo e rappresenta un incentivo alla costruzione di percorsi di accumulo più strutturati, con benefici sia individuali sia macroeconomici. Crediamo che un incremento, in futuro, del limite di deducibilità in misura maggiore sia necessario”, ha aggiunto Conte.

Sul versante opposto, la manovra introduce un elemento di criticità per il settore della consulenza finanziaria attraverso l’incremento delle aliquote dell’imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin tax). Una scelta che incide sui costi degli investimenti e che richiede un’attenta valutazione, soprattutto in un contesto di elevata volatilità dei mercati e di crescente sensibilità alla fiscalità applicabile alle operazioni finanziarie.

“Per i consulenti finanziari, la dimensione fiscale assume un peso sempre più rilevante nella valutazione comparata degli strumenti finanziari, nelle scelte di investimento e nelle raccomandazioni alla clientela, anche alla luce della distinzione tra redditi di capitale e redditi diversi, in attesa di un auspicabile riordino organico della disciplina tributaria. La dimensione fiscale diventa così un fattore sempre più condizionante nelle scelte di investimento, che dovrebbero rimanere, invece, ancorate prevalentemente a criteri economici, finanziari e di coerenza con gli obiettivi dell’investitore”, ha concluso il presidente Anasf.

Immagine di ANASF

ANASF

ANASF è l’Associazione rappresentativa dei consulenti finanziari autorizzati all'offerta fuori sede. Fondata nel 1977, l'Associazione conta oggi su oltre 12.800 iscritti, e svolge un’azione di rappresentanza della categoria dialogando con le istituzioni e le autorità di riferimento, e di tutela degli interessi morali e professionali dei consulenti, valorizzando l'immagine della categoria nei confronti di risparmiatori, intermediari, istituzioni e opinione pubblica. L’Associazione partecipa attivamente e con propri rappresentanti ad OCF, l’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari, e dal 2016 siede nell'Assemblea dei Delegati e nel Consiglio di Amministrazione Enasarco.

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