L’asset management globale nel 2024: i dati di Bcg

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Il settore dell’asset management globale ha raccolto 128.000 miliardi di dollari (113.750 miliardi di euro) di patrimoni in gestione nel 2024, chiudendo l’anno con una crescita importante del +12% rispetto al 2023. Lo ha rivelato il 2025 Global asset management report: from recovery to reinvention della società di consulenza Boston Consulting Group. Giunto alla 23esima edizione, il rapporto di Bcg fotografa una crescita consistente dell’attività di gestione degli investimenti e dei risparmi, dovuta soprattutto alla spinta dei mercati.

I ricavi nel settore sono aumentati di 58 miliardi di dollari: 42 miliardi (oltre il 70%) arrivati dal rally dei mercati finanziari, i restanti 16 miliardi (appena il 30%) dalla raccolta netta. Le performance migliori sono state quelle degli indici principali: Nasdaq con il +29% ed S&P500 con il +23%. Il trend è ormai strutturale: l’apprezzamento dei mercati fa da traino ai ricavi globali, mentre i prodotti passivi attirano la quota maggiore dei flussi netti.

 

Asset management globale in crescita nel 2024

La notevole crescita dell’asset management globale segna una ripresa netta rispetto alla contrazione subita nel 2022, quando la raccolta si era fermata a 104.000 miliardi di dollari. Sul totale di 128 trilioni in asset under management nel 2024, gli investitori hanno proseguito la tendenza a lungo termine di passare dai fondi a gestione attiva ai prodotti a gestione passiva. Pur rimanendo strategici, i patrimoni attivi sono diminuiti dal 65% del 2023 al 61% del 2024 per i fondi comuni e gli ETF. Nuovi flussi netti hanno rispecchiato questa tendenza, con 0,1 trilioni di flussi in uscita dai fondi attivi (a esclusione dei fondi comuni monetari) a fronte di 1,6 trilioni di inflows verso i fondi passivi.

Nel comparto della gestione attiva, il 2024 è stato l’anno degli ETF attivi, affermatisi in forte crescita rispetto ai portafogli modello e alle gestioni separate. Il 44% di tutti i nuovi ETF lanciati è stato a gestione attiva, con un tasso di crescita annuo composto del 39% nell’ultimo decennio. La quota pari al 6,5% degli aum totali è ancora ridotta, ma gli exchange-traded fund attivi si sono rivelati un’opportunità da cogliere sia per i gestori che per gli investitori grazie a commissioni medie dello 0,64% rispetto all’1,08% dei fondi comuni.

Dall’analisi di Boston Consulting Group emerge la necessità di una trasformazione dei modelli operativi dell’asset management, dovuta all’intensificazione della pressione sui margini (le commissioni sono arrivate a 20 punti base nel 2024), all’evoluzione della domanda degli investitori e all’introduzione delle nuove tecnologie digitali. I costi fissi legati alla digital disruption, infatti, avranno un impatto sempre più rilevante sui profitti degli asset manager. La ridefinizione dei modelli dovrà confrontarsi con la capacità di adattarsi a questo mutato contesto e innovazione di prodotto.

 

I numeri del risparmio gestito in Italia e in Europa

L’Italia è il quinto mercato in Europa nell’asset management industry, con 2.400 miliardi di masse gestite nel 2024. La gestione patrimoniale italiana cresce in linea con l’andamento medio europeo, facendo registrare un significativo +8% sul 2023. A trainare il mercato è il retail: gli investitori non professionali rappresentano il gruppo di clienti più numeroso con una percentuale pari al 59% dei patrimoni in gestione, contro la quota media del 33% registrata a livello europeo. Guardando all’insieme dell’Europa, il totale degli asset gestiti ha raggiunto i 25.000 miliardi di dollari, di cui 8.200 miliardi attribuiti agli investitori retail e 16.800 a quelli istituzionali.

In Italia il retail guida il mercato con una crescita del +10% degli investitori rispetto al +5% del comparto istituzionale. In questo segmento, il 70% delle masse è detenuto in fondi comuni con la maggior parte del restante affidato al comparto assicurativo. Nel 2024 i fondi semi-liquidi su asset privati (come private equity, private debt, real estate e infrastrutture) hanno superato i 300 miliardi di dollari di patrimonio netto. Sul versante istituzionale, invece, le compagnie assicurative e i fondi pensionistici hanno rappresentato i due principali gruppi di clienti con una crescita a cifra singola.

 

Il futuro della gestione patrimoniale e l’adozione dell’AI

Il report di Bcg individua tre elementi che stanno rimodellando l’industria dell’asset management: un cambiamento sostanziale nell’offerta dei prodotti e negli approcci alla distribuzione, con gli investitori che richiedono sempre più prodotti efficienti e a basso costo come gli ETF; un’attività di consolidamento in tutto il settore, con l’aumento di dimensioni e raggio d’azione attraverso partnership strategiche o fusioni e acquisizioni; una necessità di riduzione dei costi operativi, tramite strutture più snelle e concentrazione delle spese su gestione degli investimenti ed esecuzione delle operazioni, vendite, marketing, operazioni e IT.

È centrale in questo mix di efficienza e innovazione l’adozione di soluzioni integrate di intelligenza artificiale per analizzare le tendenze di mercato, redigere documenti per i comitati di investimento, estrarre informazioni da vasti set di dati, automatizzare la reportistica personalizzata e gestire in modo più efficiente i requisiti normativi in continua evoluzione. L’integrazione è complessa e gli asset manager stanno lavorando per garantire che i risultati generati dagli algoritmi siano affidabili e in linea con i modelli decisionali.

La trasformazione del settore passa per questa strada: l’AI è diventata un acceleratore chiave per soddisfare le esigenze dei gestori patrimoniali di efficienza operativa, ottimizzazione dei flussi di lavoro, miglioramento dei processi decisionali e coinvolgimento dei clienti. “Con l’avanzare dell’adozione dell’AI – si legge nel rapporto –, le sfide legate all’integrazione, alla compliance e alla governance rimangono punti focali per il settore, che deve affinare il proprio approccio all’automazione e all’intelligence augmentation”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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