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Auto elettriche: a giorni la decisione UE sui dazi alla Cina, ecco cosa aspettarsi

Auto elettriche: a giorni la decisione UE sui dazi alla Cina, ecco cosa aspettarsi

La settimana che è appena iniziata sarà di grande importanza per il settore delle auto elettriche in Europa. La Commissione europea sarà chiamata a decidere sui dazi da imporre ai veicoli di importazione cinese, meno di un mese dopo che gli Stati Uniti hanno quadruplicato le tariffe a Pechino portandole a oltre il 100%. Il presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, ha affermato a più riprese circa la necessità dell’Europa di agire in fretta per impedire che le case automobilistiche cinesi invadano letteralmente il mercato europeo. Il braccio esecutivo dell’UE ha previsto che la quota di veicoli a batteria di marca cinese venduti in Europa è destinata a salire fino al 15% nel 2025 da appena l’1% del 2019. Il problema è che i prezzi sono inferiori in media di circa il 20% dai modelli europei, sottolinea la Commissione. Tra le aziende cinesi che esportano maggiormente nel Vecchio Continente sono da annoverare BYD con l’Atto 3, SAIC con la MG e Geely con la Volvo.

 

Auto elettriche: cosa aspettarsi dai dazi alla Cina

Bisogna precisare che questa settimana verrà emesso un avviso di pre-divulgazione, a seguito di un’indagine da parte dell’Unione Europea circa eventuali sussidi che il governo cinese avrebbe elargito alle sue aziende permettendo di esercitare una forma di concorrenza sleale. Entro il 4 luglio dovranno essere attuate misure provvisorie, che potrebbero avere anche effetto retroattivo di 90 giorni. La road map terminerà a fine ottobre, quando la decisione sull’opportunità di imporre dazi sarà definitiva e avrà valore normalmente per cinque anni. In questo lasso di tempo c’è sempre la possibilità di un accordo tra l’Europa e la Cina, e comunque bisognerà fare i conti con l’eventuale opposizione da parte dei governi locali del blocco dei 27.

In genere gli analisti prevedono tariffe che oscillano tra il 10% e il 25%, quindi molto più basse rispetto a quelle americane. Sulla base dei dati commerciali dello scorso anno, si quantifica che sulla parte bassa della fascia i dazi costerebbero agli importatori di auto elettriche cinesi circa 1 miliardo di dollari in più. Ovviamente il costo sarebbe destinato a salire via via che aumentano i volumi importati dalla Cina.

 

 

L’incubo ritorsioni

Se l’Europa si muoverà con i piedi di piombo rispetto agli Stati Uniti, il motivo è che teme una ritorsione da Pechino. L’impatto sarebbe deleterio, soprattutto per le case automobilistiche tedesche che esportano molto in territorio cinese. Gli analisti di HSBC hanno stimato che BMW, Mercedes e Volkswagen generano in Cina dal 20% al 23% dei loro profitti a livello globale. Al riguardo il governo tedesco è abbastanza riluttante all’idea di applicare i dazi, al contrario di quello francese che viceversa intende proteggere le proprie aziende come Renault.

Tra l’altro, la fornitura di materie prime, pezzi di ricambio e materiali proviene in gran parte dalla Cina e l’imposizione di dazi potrebbe innescare una reazione in termini di aumento dei prezzi di fornitura. In tale contesto, i dirigenti delle case automobilistiche europee sono spaventati dai provvedimenti di Bruxelles, perché ritengono che il vantaggio acquisito potrebbe essere solo temporaneo e svanire con le ripercussioni ad ampio raggio da una reazione cinese. “Se provocata, la reazione e le ripercussioni potrebbero portare a una guerra commerciale che sarebbe devastante per una regione che è ancora fortemente dipendente dalle catene di approvvigionamento dominate dalla Cina al fine di raggiungere i suoi elevati obiettivi climatici”, ha affermato Will Roberts, responsabile della ricerca automobilistica di Rho Motion.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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