L’automotive europeo festeggia in Borsa oggi, dopo il regalo quasi inaspettato sulle emissioni 2025. Le azioni Stellantis sono in rialzo di circa 6 punti percentuali, mentre Volkswagen e Renault crescono di ben oltre il 3%. La Commissione europea ha reso pubblico il piano di sostegno del settore proponendo di allentare le regole sulle emissioni di CO2. Ciò consentirà alle case automobilistiche di evitare multe. In buona sostanza, se i produttori non raggiungono l’obiettivo per quest’anno, avranno tempo altri due anni per mettersi in regola senza bisogno di acquistare crediti dalle aziende più virtuose.
Tra l’altro, il braccio esecutivo dell’Unione europea ha delineato un programma per potenziare i produttori nazionali e stimolare l’innovazione dei veicoli, oltre all’offerta di 1,8 miliardi di euro per la catena di approvvigionamento delle materie prime per le batterie. Tutto questo ovviamente dovrà essere approvato dagli Stati membri del blocco e dal Parlamento Ue. Intanto, però, le case automobilistiche del Vecchio continente tirano un sospiro di sollievo perché vedono accolte le pressioni fatte su Bruxelles dopo il crollo delle vendite delle auto.
Automotive europeo: chi vince e chi perde con l’allentamento delle regole
Le strette dell’Europa sulle emissioni di CO2 hanno generato il caos nel settore dell’automotive europeo, colpendo le aziende più indietro nella transizione dalle auto endotermiche ai veicoli elettrici. Le stesse che oggi traggono vantaggio dal riposizionamento dell’Ue. Stellantis, Volkswagen e Renault sono in cima alla lista dei beneficiari. Le tre società insieme fanno la metà delle vendite dei nuovi veicoli immatricolati in Europa e gli analisti ritenevano che tutte avrebbero avuto problemi a rispettare i limiti di CO2 quest’anno. Secondo Michael Dean, analista di Bloomberg Intelligence, se la proposta della Commissione europea passerà, il risparmio complessivo per i produttori citati potrebbe arrivare a quasi 3 miliardi di euro.
In particolare, Stellantis e Volkswagen hanno fatto scelte molto importanti a livello dirigenziale, esonerando i propri amministratori delegati che insistevano per il passaggio a una produzione incentrata sulle auto elettriche anche di fronte a una domanda latente. L’ex a.d. di Stellantis, Carlos Tavares, aveva promesso di rispettare gli standard europei mettendosi contro tutto il consiglio di amministrazione e il presidente John Elkann. Dopo la sua partenza a dicembre, la società ha ampliato la gamma di veicoli ibridi. Quanto a Volkswagen, la società ha estromesso Herbert Diess dalla guida dell’azienda dal 2022, sostituendolo con Oliver Blume. Il nuovo amministratore delegato ha scartato i piani per la costruzione di una nuova fabbrica di auto elettriche da 2 miliardi di euro a Wolfsburg, puntando invece sull’introduzione di modelli ibridi. Lo scorso anno, Blume era stato tra i più insistenti nel chiedere alla Commissione guidata da Ursula von der Leyen di allentare i criteri per il rispetto degli standard nelle emissioni di carbonio.
La proposta dell’organo esecutivo dell’Ue però non soddisfa le società più virtuose, che perderanno entrate dalla vendita di crediti normativi alle altre aziende non in regola. Una di esse è Volvo Car AB, che aveva un accordo con Mercedes-Benz. Il produttore svedese ha protestato affermando che all’industria automobilistica sono già stati concessi diversi anni per prepararsi agli standard più severi. Un’altra società scontenta è Tesla, al cui aiuto sarebbero ricorso diverse case automobilistiche grazie alla sua grande flotta di auto elettriche.









