Automotive: focus su elettrico e guida autonoma ma attenzione a carenza chip

Automotive: focus su elettrico e guida autonoma ma attenzione a carenza chip

Automotive: focus su elettrico e guida autonoma ma attenzione a carenza chip

Il 2021 è stato un anno di boom per il settore automotive, trainato dalla forte crescita del comparto delle auto elettriche. La svolta green favorita dai diversi piani messi in campo da Governi e unioni transnazionali ha fatto da volano allo sviluppo del settore, portando tuttavia a un eccesso di domanda e alla creazione di alcuni colli di bottiglia nella catena produttiva. E’ il caso dei chip, la cui carenza ha portato anche a blocchi (momentanei) della produzione. Ecco il punto di Vontobel proposto nella sua newsletter settimanale Idea d’investimento (Clicca QUI per iscriverti).

 

Il 2022 è iniziato all’insegna delle difficoltà per il settore automotive. Un esempio arriva dagli ultimi dati rilasciati dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, in Italia le immatricolazioni sono scese del 19,7% su base annuale. Leggermente meglio gli Stati Uniti, che nel periodo hanno segnato un -8,8% a/a. Le motivazioni che hanno portato a questa discesa sono diverse, in primis quelle relative alle difficoltà sulle catene di approvvigionamento con particolare riferimento ai semiconduttori, situazione che gli analisti stimano stabilizzarsi tra la seconda metà del 2022 e il 2023.

Si pensi infatti che, stando a quanto riportato sul sito Wallenius Wilhelmsen, una macchina media contiene tra i 1.000 e i 1.500 semiconduttori, i quali permettono di controllare strumenti come il sistema frenante, le luci, il cruise control e anche l’accensione. Oltre a questo, le difficoltà passano anche per la carenza di magnesio, utilizzato per diverse leghe tra cui quelle di alluminio. Le difficoltà di approvvigionamento di tale materia prima derivano in gran parte dalla pandemia di Covid-19. Da segnalare inoltre che circa l’85% della produzione di questo materiale a livello globale è effettuata in Cina.

 

Automotive: un settore da oltre 820 miliardi entro il 2030

Il settore potrebbe tuttavia beneficiare di diversi megatrend, in primis quello della mobilità elettrica e quello della guida autonoma. Sul primo tema, un’analisi di Arcadis mette in luce come entro il 2024 questo tipo di auto costituiranno il 54% delle vendite totali. Questa tendenza sarà guidata principalmente dal percorso di decarbonizzazione fortemente voluto dai vari Paesi del mondo e dai relativi incentivi governativi.

In termini monetari, Allied Market Research nota come questo settore possa arrivare a valere 823,75 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita composto annuo del 18,2%. Per quanto invece concerne la guida autonoma, Fortune Business Insight prevede che questo business abbia la possibilità di passare da 1,64 miliardi nel 2021 a 11,03 miliardi per il 2028, con un tasso di crescita composto annuo del 31,3%. Stando agli esperti, questo veloce sviluppo avverrà grazie all’accelerazione nella tecnologia relativa ai sensori, agli algoritmi adattivi, alla mappatura in alta definizione e all’implementazione dei sistemi di infrastructure-to-vehicle e vehicle-to-vehicle.

 

Azioni Stellantis: cosa dice l’analisi grafica del titolo

Da un punto di vista grafico, le azioni Stellantis si trovano all’interno di una fase laterale iniziata a fine maggio 2021. Nel breve periodo, sarà importante monitorare la reazione delle quotazioni a ridosso della linea di tendenza ottenuta collegando i minimi del 30 novembre 2021 e 25 gennaio 2022. Se questo sostegno dinamico dovesse essere violato, si potrebbe assistere ad un’accelerazione dei corsi verso il coriaceo supporto a 15,186 euro, lasciato in eredità dai massimi del 4 gennaio 2021. Al contrario, un’indicazione positiva arriverebbe nel caso di segnali di forza oltre i 18 euro. In tal caso, ci sarebbe la possibilità di osservare una continuazione dell’uptrend verso i 18,51 euro prima, per poi passare all’approdo sulla resistenza orizzontale a 19,93 euro.

 

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