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Azionario cinese: le ragioni di ottimismo degli asset manager

L'ingresso dello Shanghai Stock Exchange

L’ingresso della Cina nel 2023 è stato accompagnato dalle grandi aspettative degli asset manager. Il mercato azionario cinese potrebbe riprendere la marcia, così come la crescita del paese, azzoppata negli ultimi anni dalla crisi del settore immobiliare, dai giri di vite del governo sui settori tecnologici e dalla politica zero-Covid. Dopo il -15% dello scorso anno, l’indice on-shore di Shanghai potrebbe continuare un recupero già iniziato nella seconda parte del 2022 e il Pil tornare a crescere con vigore dopo il 2,7% previsto dagli economisti per l’anno appena terminato.

 

Le basi dell’ottimismo sull’azionario cinese

Per Christian Tuntono, senior economist Asia Pacific di Allianz GI, la svolta positiva risale al 30 novembre scorso. In quella data il vicepresidente cinese Sun Chuntan ha reso noto che “la lotta della Cina contro il Covid-19 è entrata in una nuova fase”. Le parole di Chuntan hanno preceduto le decisioni del Consiglio di Stato, che il 7 dicembre ha annunciato un piano in dieci punti per la distensione delle misure di controllo della pandemia. In contemporanea la Commissione sanitaria ha abbassato il livello di rischio effettivo del Covid-19 da 1 (pandemia) a 2 (malattia endemica) e ha eliminato l’obbligo di quarantena per i viaggiatori.

L’accelerazione dei contagi ha messo in dubbio questa politica di apertura e gli investitori hanno temuto un ritorno alle restrittive misure anti-Covid. Tuttavia le autorità cinesi non hanno cambiato la loro decisione e, secondo una ricerca della rivista specializzata Frontiers of Medicine, il picco di diffusione nelle città cinesi potrebbe ora essere dietro le spalle. Alcuni timori permangono ancora. In particolar modo si teme che in occasione del Capodanno cinese – i festeggiamenti inizieranno con la vigilia del 21 gennaio e si protrarranno fino al 5 febbraio – i contagi possano aumentare nelle campagne e nei piccoli centri urbani dove chi vive in città si reca per visitare i familiari. Un ritorno alle drastiche misure anti-Covid non viene però considerato probabile dagli investitori.

Secondo Tuntono “una distensione più rapida del previsto della politica zero Covid di Pechino e le politiche industriali favorevoli del governo contribuiranno a innescare un rimbalzo dell’attività economica più forte di quanto atteso nel primo semestre del 2023. A fronte di una base statistica modesta nel 2022, nel 2023 la crescita potrebbe tornare a livelli in linea con il potenziale (4,5%-5%) o superiori”. Il riferimento alle politiche industriali del senior economist Asia Pacific di Allianz GI sono gli interventi varati dal governo sulle società internet e sul settore immobiliare. “Nel settore internet – spiega Tuntomo – la Cina Banking and Insurance Regulatory Commission ha approvato il piano di raccolta di capitali dell’unità di finanziamento al consumo di una piattaforma internet cinese, un segnale di progresso nel risolvere le preoccupazioni dei regolatori. In ambito immobiliare, il Comitato per la stabilità finanziaria e lo sviluppo del Consiglio di Stato ha esortato le autorità di vigilanza del settore bancario e dei mercati finanziari a contribuire al risanamento dei bilanci di alcuni costruttori importanti a livello di sistema.

 

Il ruolo della People’s Bank of China e dei risparmi delle famiglie

A sostegno dell’ipotesi di una primavera del mercato azionario cinese nel 2023 ci sono anche elementi di natura finanziaria. In particolare il posizionamento della Banca centrale e la necessità delle famiglie di investire i risparmi in settori diversi dall’immobiliare. A illustrare questi due fattori è Alessandro Rollo, product manager di VanEck: “Il motivo principale del riprezzamento degli asset quest’anno è stato il rapido aumento dei tassi di interesse, in particolare negli Stati Uniti, in risposta a un’inflazione dei prezzi che non si vedeva da 40 anni. Ciò non solo ha avuto ripercussioni su tutte le asset class a livello globale, ma ha anche conferito una forza significativa al dollaro, provocando significativi afflussi verso gli asset statunitensi”. Nel 2023 questo scenario è destinato a cambiare e i mercati valutari hanno già iniziato a scontarlo. Il dollaro Usa ha perso circa l’8% nei confronti di un paniere di valute a partire dal 30 settembre scorso. In questo scenario gli investitori potrebbero guardare alla Cina che, secondo Rollo, “probabilmente sarà l’unica grande economia globale ad allentare le condizioni finanziarie nel 2023, fornendo un tipo di stimolo non presente in altre grandi economie nel breve termine”.

Per quanto riguarda i risparmi, Alessandro Rollo sottolinea la presenza di un livello record dei risparmi delle famiglie depositati nelle banche cinesi. “In passato questo denaro è rimasto spesso nel sistema bancario sotto forma di conti di risparmio o è finito in investimenti immobiliari, considerati dai cinesi una riserva di valore sicura e una fonte di rendimenti costante”. Questa volta potrebbe non essere così. Prosegue Rollo: “L’edilizia abitativa ha perso il suo lustro come riserva di valore del paese a seguito dell’implosione del settore. Questo lascia centinaia di milioni di risparmiatori con poche opzioni per generare rendimenti decenti mentre costruiscono un gruzzolo per la pensione al di fuori del mercato dei capitali del paese. Nel futuro più immediato – conclude – ci aspettiamo che una parte di questi risparmi in eccesso trovi spazio nel mercato azionario cinese”.

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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