Azionario Giappone: le sfide del Nikkei e i settori da monitorare nel 2025

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Finora il 2025 è stato avaro di soddisfazioni per il Nikkei, l’indice delle blue chip giapponesi. Tutte le Borse globali, in realtà, hanno sofferto l’impatto del presidente Trump sul commercio globale. Il ribasso  accumulato da inizio anno dal principale benchmark del Giappone è di quasi il 4% (15 maggio 2025). Nell’ultimo mese, tuttavia, il Nikkei ha recuperato ben 10 punti percentuali e mantiene una performance al rialzo del 42% negli ultimi tre anni. Il 2023 e il 2024, in particolare, sono stati anni molto positivi per l’azionario del Sol Levante, con un nuovo massimo storico sopra quota 40.000 raggiunto proprio lo scorso anno.

Il rialzo è stato alimentato da diversi fattori chiave tra le quali una grande importanza hanno avuto le riforme nella governance aziendale e l’aumento dei riacquisti di azioni, che hanno migliorato l’efficienza e la redditività delle imprese. Borsa&Finanza ha chiesto a Oleg Kapinos, responsabile Global Distribution Strategy di Asset Management One, di fare il punto sul mercato azionario giapponese.

 

Il Giappone è tra le prime nazioni ad aver avviato colloqui con l’amministrazione Trump in merito ai dazi. Quanto è probabile che si arrivi a un accordo commerciale favorevole?

“Sebbene l’amministrazione Trump si sia mostrata altamente imprevedibile, possiamo trarre alcune indicazioni dal recente accordo tra Regno Unito e Stati Uniti. Un accordo commerciale tra Stati Uniti e Giappone appare probabile, ma si concretizzerà probabilmente in una riduzione, piuttosto che nell’eliminazione, dei dazi annunciati. Consideriamo positivo che il segretario al Tesoro Bessent, che conosce bene il Giappone e ha una buona comprensione del mercato, sia diventato il punto di riferimento del Giappone per le negoziazioni sui dazi. Questo potrebbe favorire un approccio più costruttivo”.

 

L’indice Nikkei, dopo la correzione causata dalle politiche dell’amministrazione statunitense è tornato in zona neutra in termini di valutazioni. Quali fattori potrebbero favorire una ripartenza?

“Attualmente, le valutazioni del Nikkei 225 sono tornate ai livelli del ‘Giorno della Liberazione’. Questo è stato possibile grazie a un atteggiamento meno aggressivo dell’amministrazione Trump nelle trattative, oltre a una maggiore attenzione ai fondamentali di singoli settori e titoli, via via che lo shock iniziale per l’annuncio dei dazi si è attenuato. Detto ciò, vi è una grande dispersione tra i titoli per quanto riguarda l’impatto dei dazi, quindi riteniamo importante essere selettivi”.

 

Quali settori del mercato azionario giapponese sono nelle condizioni migliori?

“In Asset Management One abbiamo diverse strategie d’investimento e l’attrattività dei singoli settori varia in base allo stile, all’orizzonte temporale e alla capitalizzazione di mercato. Un esempio interessante è quello delle banche, che non sono direttamente colpite dai dazi. Con l’aumento dei tassi di interesse in Giappone e l’irripidimento della curva dei rendimenti, le opportunità di business per le banche giapponesi migliorano. Il modello base del business bancario consiste nel prendere a prestito a breve termine dalla Banca centrale e prestare a lungo termine a imprese e privati. Più ampio è il differenziale tra tassi a lungo e a breve termine, maggiore è il margine di profitto. Prevedendo ulteriori rialzi dei tassi in Giappone, il settore si trova in una posizione favorevole”.

 

L’economia giapponese, fortemente orientata all’export, soffre non solo per i dazi ma anche per il rafforzamento dello yen. A quale livello di cambio USD/JPY le aziende esportatrici giapponesi iniziano ad avere difficoltà?

“Innanzitutto, il Giappone ha anche un mercato interno di dimensioni rilevanti, quindi non tutte le aziende soffrono per l’apprezzamento dello yen. Detto questo, il differenziale dei tassi d’interesse tra Stati Uniti e Giappone si è ridotto, poiché il Giappone ha aumentato i tassi mentre gli USA hanno mantenuto un atteggiamento accomodante, e lo yen si è rafforzato di conseguenza. Un cambio USD/JPY a 140 avrebbe un impatto rilevante sugli esportatori giapponesi; a 135, l’effetto sarebbe doloroso. Per noi investitori, si tratta sempre di selezionare i titoli meglio posizionati nel lungo termine, e grazie alla profondità e diversificazione del mercato giapponese, ci sono quasi sempre opzioni disponibili”.

 

Quali sono le previsioni per le prossime mosse della Banca del Giappone nel 2025, considerando la pressione al rialzo sullo yen e il rallentamento economico potenzialmente causato dai dazi?

“A seguito dell’incertezza e degli effetti negativi dei dazi di Trump sull’economia globale, il consenso sul momento del prossimo rialzo dei tassi si è spostato da luglio a ottobre. Attualmente prevediamo un aumento dei tassi in ottobre e un altro in aprile 2026. Un indicatore da monitorare è il tasso di interesse reale (tasso nominale meno inflazione), che è ancora negativo. Questo suggerisce che i rialzi dei tassi dovrebbero continuare”.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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