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Azioni cinesi: 4 ragioni per comprare e 4 per vendere

Azioni cinesi: 4 ragioni per comprare e 4 per vendere

Le azioni cinesi sono tornate a suscitare l’interesse degli investitori dopo diversi anni disastrosi. Nel 2024 l’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong è salito del 12,13%, mentre il CSI 300 riferito alle Borse della Cina continentale ha guadagnato il 6,8%. Per fare un raffronto, il principale benchmark americano, l’S&P 500, è avanzato nello stesso periodo di 9,49 punti percentuali.

Il mercato ritiene che l’economia cinese possa tornare alla ribalta. Il governo ha previsto per quest’anno un PIL al 5,2%, un obiettivo considerato troppo ambizioso da alcuni analisti ma che i segnali macroeconomici finora arrivati stanno confermando. Il Dragone si lascerebbe alle spalle un lungo tunnel fatto di repressioni normative, chiusure pandemiche e un disastro nel settore immobiliare che hanno tramortito le attività economiche e le azioni in Borsa.

 

Azioni cinesi: ecco i motivi per acquistare

Quindi è il momento di comprare le azioni cinesi? Ci sono almeno quattro ragioni che supportano questa possibilità:

 

  • Ritorno della tecnologia;
  • Valutazioni convenienti;
  • Sostegno governativo;
  • Ancoraggio del dollaro di Hong Kong.

 

Un tempo i grandi colossi tecnologici cinesi reggevano non solo l’economia della nazione, ma anche le quotazioni dei mercati finanziari. Alibaba e Tencent, che sono state tra le più colpite dalla repressione normativa negli ultimi anni, hanno registrato guadagni a due cifre nell’ultimo mese in Borsa e molti fondi stanno aumentando gli investimenti. Questa settimana le due società, insieme ad altre big come JD.com e Baidu, presenteranno i conti trimestrali, il che sarà un banco di prova importante per i prossimi mesi.

La seconda ragione attiene alle valutazioni convenienti. Il sell-off degli anni passati ha reso le azioni cinesi a buon mercato in rapporto ai fondamentali, soprattutto per quanto riguarda alcune grandi aziende. Gli investitori stanno ora spostando denaro dal Giappone alla Cina, monetizzando il rally delle Borse nipponiche per puntare sulle potenzialità di Pechino.

La terza motivazione si riferisce al sostegno governativo. La Cina è determinata a rilanciare l’economia con un pacchetto miliardario di misure di stimolo. Venerdì emetterà la prima tranche di obbligazioni sovrane nell’ambito di un piano da 140 miliardi di dollari complessivi. “La vendita di obbligazioni è una parte fondamentale degli sforzi concertati per sostenere progetti significativi, urgenti e impegnativi che sono essenziali per la modernizzazione dell’economia” ha dichiarato Liu Sushe, vice capo della Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme.

Infine, vi è l’ancoraggio del dollaro di Hong Kong al dollaro USA. La forza del biglietto verde sta mettendo in difficoltà i mercati emergenti in Asia; la vigilanza da parte della Banca centrale di Hong Kong pone una barriera importante che porta a un vantaggio competitivo dei mercati cinesi.

 

I rischi

Non è tutto rose e fiori però. Ci sono alcuni rischi che bisogna tenere in considerazione quando si investe nelle azioni cinesi. Innanzitutto c’è un fattore tecnico: il mercato è in ipercomprato. Ciò potrebbe indurre molti a monetizzare i profitti fin qui conseguiti in attesa di rientrare a prezzi più bassi.

In secondo luogo, gli afflussi di denaro nelle Borse cinesi provengono per lo più da investitori cinesi onshore e questo, secondo Swiss Bank Union Bancaire Privée, è un segnale che il rally attuale non trova il supporto dei fondamentali.

Un terzo rischio si riferisce all’economia cinese che si sta risvegliando dal torpore degli ultimi anni. Tuttavia ancora ci sono incertezze. A marzo la crescita delle vendite al dettaglio ha registrato un calo, mentre la produzione industriale è stata inferiore alle aspettative. In sostanza, la ripresa dell’economia cinese è in corso ma c’è parecchia strada da fare prima di poter dire che sia uscita dal tunnel.

In quarto luogo non bisogna dimenticare le tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti. Il governo americano ha imposto restrizioni molto forti per quanto riguarda le esportazioni di chip di fascia alta in Cina da parte delle aziende americane. Questa settimana l’amministrazione Biden annuncerà una serie di ulteriori dazi che colpiranno alcuni settori cruciali come le auto elettriche. Tutto ciò rischia di mettere sotto pressione molte aziende quotate che operano in comparti vitali per l’economia del Dragone.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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