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Azioni cinesi: Bridgewater di Ray Dalio è moderatamente rialzista

Azioni cinesi: Bridgewater di Ray Dalio è moderatamente rialzista

Le azioni cinesi hanno raggiunto valutazioni interessanti per Bridgewater Associates di Ray Dalio, dopo le vendite delle ultime settimane sui mercati borsistici. Il gestore patrimoniale statunitense si è dichiarato “moderatamente rialzista” per effetto anche di una politica che rimarrà accomodante per sostenere la crescita economica, con tassi di interesse che potrebbero essere abbassati ancora.

Lo scorso anno, la strategia All Weather Plus di Bridgewater basata su azioni e obbligazioni ha reso il 10,8% lordo, sebbene il risultato delle partecipazioni azionarie sia stato negativo. Le buone performance hanno attirato gli investitori locali in Cina, con gli asset in gestione dell’asset manager che sono aumentati a 40 miliardi di yuan, pari a 5,6 miliardi di dollari.

 

Azioni cinesi: le autorità a salvaguardia del mercato

La situazione dei mercati azionari cinesi è molto delicata in quest’ultimo periodo. Recentemente, i listini sono crollati portando l’indice di riferimento CSI 300 al minimo di cinque anni all’inizio di questa settimana. Quanto accaduto ha mosso le autorità governative, che sono corse ai ripari deliberando un piano di salvataggio da 278 miliardi di dollari utilizzati per sostenere le quotazioni delle azioni cinesi. Le misure di Pechino, però, al di là degli effetti positivi a breve termine, sono considerati insufficienti da parte di molti economisti e investitori, i quali ritengono che il Paese abbia bisogno di riforme strutturali per far tornare la fiducia nei mercati.

Attualmente, la Cina è alle prese con una logorante crisi immobiliare, una repressione governativa a corrente alternata su alcune attività produttive come quelle tecnologiche e consumi che stentano a riprendersi dopo le chiusure Covid-19 del 2022. Tutto ciò ha contribuito ad aumentare il senso di incertezza e sconforto degli investitori nazionali e stranieri, che si stanno allontanando dai mercati cinesi per dirigersi verso altri come quelli indiani considerati al momento e in prospettiva molto più stimolanti.

 

Stop alle vendite allo scoperto di futures

Nel tentativo di frenare il sell-off delle ultime settimane sulle azioni cinesi, il China Financial Futures Exchange ha chiesto oggi ad alcuni gestori dei fondi di limitare le vendite allo scoperto dei futures sugli indici azionari. Le autorità di regolamentazione non hanno specificato limiti specifici nella loro guida informale, ma hanno solo lasciato intendere che lo short selling sarebbe stato arginato. Il provvedimento arriva dopo che martedì il presidente della China Securities Regulatory Commission, l’ente regolatore dei mercati, ha promesso di salvaguardare con forza il funzionamento stabile dei mercati dei capitali, mentre il Consiglio di Stato cinese ha detto che saranno attuate “misure forti ed efficaci” per ripristinare la fiducia.

Contestualmente, le autorità cinesi stanno inasprendo i limiti ai deflussi di capitali, contenendo in questo modo l’accesso ai fondi che investono in titoli offshore. Al riguardo, circa un terzo dei fondi cinesi che investono all’estero hanno annunciato di aver sospeso o limitato le vendite agli investitori retail “per mantenere operazioni stabili e proteggere gli interessi degli investitori stessi”.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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