Azioni cinesi: ecco 2 motivi per comprare ora

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Le azioni cinesi continuano a balbettare anche nel 2025, dopo tre anni di agonia. Dal 1° gennaio, l’indice CSI 300 ha registrato una performance negativa di circa l’1%, alternando sedute brillanti a brusche ritirate. Le Borse del gigante asiatico non si sono ancora scrollate di dosso i venti contrari che le hanno tenute sotto pressione negli ultimi anni. La crisi immobiliare ha devastato l’economia ed è stata poi inasprita dal Covid-19, mentre la repressione del governo soprattutto nei confronti delle grandi aziende tecnologiche del Paese – come nel caso di Alibaba – ha inferto un taglio profondo al cuore pulsante dell’economia.

Finora, le misure di stimolo monetario e fiscale messe in campo dalle autorità di Pechino a partire da settembre dello scorso anno non hanno prodotto risultati entusiasmanti. Tuttavia qualcosa si muove e la speranza è che nel corso del 2025 si possano raccogliere dei frutti. Il problema attuale sono i dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Le tariffe del 10%  sulle merci cinesi esportate negli Stati Uniti rischiano di innescare una guerra commerciale, i cui effetti sono ancora tutti da determinare ma che non promettono nulla di buono, salvo un accordo tra Washington e Pechino.

 

Azioni cinesi: per Deutsche Bank è il momento di comprare

Da diverso tempo gli investitori aspettano una vera inversione di rotta delle azioni cinesi, ma le attese sono state sistematicamente frustrate dalla reazione fiacca dei mercati. L’analista di Deutsche Bank, Peter Milliken, è però ottimista e ritiene che nel medio termine gli indici azionari cinesi sovraperformeranno il resto del mondo. “Pensiamo che il 2025 sia l’anno in cui il mondo degli investimenti si renderà conto che la Cina sta superando gli altri”, ha scritto in una nota.

A suo avviso, sono soprattutto due i catalizzatori per le azioni cinesi: il modello di intelligenza artificiale Deepseek e l’innovazione nei veicoli elettrici. All’inizio della scorsa settimana, la startup cinese ha rilasciato il suo prodotto sconvolgendo il mercato dell’AI (Artificial Intelligence). La sua piattaforma, chiamata R1, è in grado di ottenere le stesse performance ma con costi inferiori rispetto ai modelli dei giganti americani come OpenAI e Meta Plaforms. Questo potrebbe rappresentare un enorme vantaggio competitivo per le aziende cinesi, messe all’angolo dalle strette del governo USA sulla fornitura di chip di fascia alta utilizzati per l’intelligenza artificiale.

Sul fronte delle auto elettriche, i concorrenti della Cina stanno lottando con i margini sempre più risicati, mentre alcune case automobilistiche come BYD riescono a mantenersi avanti grazie all’integrazione verticale e all’innovazione tecnologica.

“Deepseek e i progressi dei veicoli elettrici sono tutto”, ha affermato Milliken. “Riteniamo che gli investitori dovranno orientarsi bruscamente verso la Cina nel medio termine e faranno fatica ad accedere alle sue azioni senza farle salire”. L’esperto ha detto anche di mantenere una visione rialzista sulle azioni cinesi da diverso tempo e di aver faticato a capire cosa avrebbe spinto il mercato a “svegliarsi e comprare”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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