Azioni cinesi: gli investitori tornano a comprare - Borsa e Finanza

Azioni cinesi: gli investitori tornano a comprare

Azioni cinesi: gli investitori tornano a comprare

Gli investitori stanno tornando a comprare le azioni cinesi. Nell’ultima settimana nella Borsa di Hong Kong sono confluiti nuovi flussi per 28 miliardi di renminbi, pari a 4,2 miliardi di dollari. Il vento comunque è cambiato da un po’ di tempo come dimostra la risalita del 9% dell’indice azionario CSI 300 dai minimi di aprile.

I mercati cinesi hanno vissuto un 2022 all’insegna delle vendite innescate soprattutto dalle restrizioni governative per il riemergere del Covid-19, che hanno ventilato l’ipotesi, poi suffragata dai dati, che l’economia della Cina potesse rallentare in maniera considerevole. Pechino prevede che alla fine dell’anno il PIL avrà una crescita del 5,5%, ma sono in pochi a scommettere che questa stima si avveri.

A turbare notevolmente l’ambiente sono state anche le implicazioni derivanti dalla guerra Russia-Ucraina, che espongono il Dragone a una posizione scomoda: stare con l’alleato prediletto, ovvero il Premier russo Vladimir Putin, oppure accodarsi all’Occidente nel tentativo di fermare questo conflitto sanguinoso. Per ora la Cina ha deciso di non decidere, defilandosi in una posizione ambigua, sebbene abbia strizzato l’occhio a Mosca. Le azioni sono state turbate altresì dal perdurare di una certa repressione normativa, per quanto indubbiamente più leggera rispetto al recente passato.

 

Azioni cinesi: è il momento di comprare?

I cali che hanno subito i titoli nelle Borse cinesi nel 2022 però hanno prospettato una situazione che potrebbe essere interessante, quantomeno ragionando sotto il profilo delle valutazioni economiche. Di questo ne è convinto Vincent Mortier, Chief Investment Officer di Amundi Asset Management, che considera l’attuale debolezza dei prezzi una grande opportunità. A suo giudizio si è raffreddata la repressione normativa in ogni settore: dalla tecnologia, ai giochi e all’education.

Inoltre, Mortier scansa l’ipotesi che la Cina possa essere colpita come la Russia dalle sanzioni USA, in quanto si manterrà fuori da questi problemi. Quanto al possibile effetto domino che travolge l’intera economia e derivante dalla crisi del settore immobiliare, il CIO del più grande gestore europeo ritiene che la situazione sia molto diversa da quella che portò alla grande crisi del 2008.

Dello stesso avviso risulta essere Stéphane Moniet, Chief Investment Officer della banca privata Lombard Odier, che riferisce di aver aumentato l’allocazione nelle azioni cinesi poiché hanno cominciato a invertire. Ancor più che le misure di contenimento del Covid-19 cominciano ad allentarsi e alcuni grandi centri come Shanghai stanno riaprendo dopo 2 mesi di lockdown.

Al riguardo Gareth Colesmith, responsabile della ricerca macro presso Insight Investment, ritiene che il rimbalzo possa essere molto forte, come si è visto in altri Paesi allorché si rimuovono le restrizioni. A predicare cautela invece è Robert St Clair, strategist di Fullerton Fund Management a Singapore, in quanto a suo avviso il rischio è di non ottenere dalla riapertura quel vantaggio che si è visto da altre parti, poiché l’ambiente esterno è molto più debole.

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