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Azioni Eni: cosa fare dopo i dati del primo trimestre?

Eni: cosa fare con le azioni dopo i dati del primo trimestre?

È una seduta contrassegnata da vendite quella odierna per le azioni Eni, che reagiscono in questo modo ai dati del primo trimestre comunicati dalla società poco prima dell’apertura di Piazza Affari. Nello specifico, nel periodo gennaio-marzo 2023 il cane a 6 zampe ha visto un utile adjusted attestarsi a 2,9 miliardi di euro, risultando in calo dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2022 quando era risultato a 3,27 miliardi di euro. Su questi numeri impattano sia la significativa contrazione dei prezzi delle materie prime energetiche che l’effetto dell’imposta sui profitti del settore energetico nel Regno Unito. In questo contesto l’utile per azione scende dagli 0,91 euro registrati nel primo trimestre dello scorso anno all’attuale 0,86 euro.

Nel corso della presentazione dei dati la società guidata da Claudio Descalzi ha rivisto al ribasso l’utile operativo rettificato per l’anno in corso, che scende a 12 miliardi di euro rispetto ai precedenti 13 miliardi di euro. Numeri che scontano l’effetto sia del cambio euro-dollaro che la discesa dei prezzi del gas. Per quanto riguarda il flusso di cassa è invece atteso a 16 miliardi di euro, in miglioramento rispetto alle previsioni iniziali a scenario costante. Rimane invece confermata la produzione di idrocarburi  tra gli 1,63-1,67 milioni di barili equivalenti al giorno, con le quotazioni del petrolio a 85 dollari al barile e un obiettivo esplorativo di 700 milioni di nuove risorse. Infine, Eni ha modificato l’intervallo dell’ebit adjusted della divisione GGP a 2–2,2 miliardi di euro, rispetto alla previsione iniziale di 1,7–2,2 miliardi, mentre vengono confermati sia il dividendo da 0,94 euro che il buy-back per un massimo 3,5 miliardi di euro.

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si sta comportando l’azione dopo questi dati. In un contesto generale impostato al ribasso, quella odierna è una giornata all’insegna della debolezza per il titolo Eni con i prezzi che, proseguendo quella fase correttiva innescatasi nelle ultime giornate, passano di mano sotto l’area dei 13,40 euro. Con minimi e massimi decrescenti le attese sono ora per una continuazione delle vendite in direzione dei 13,20-13,25 euro, dove troviamo l’indicatore del Supertrend giornaliero. Nel caso in cui questi sostegni dovessero essere violati al ribasso, aumenterebbero  le possibilità di ulteriori deprezzamenti dei corsi fin verso gli ex massimi di agosto 2022 in area 12,50 euro e si verificherebbe un pericoloso indebolimento della struttura grafica di fondo.

Al contrario solo con la tenuta dei 13,20 euro l’azione potrebbe arrestare le vendite e aprire le porte a un recupero dei prezzi che avrebbe un primo obiettivo a 13,70 euro e successivamente sui massimi del mese posti sulla soglia dei 14 euro. Dal punto di vista operativo l’eventuale superamento di queste aree resistenziali andrebbe a riattivare l’ultima gamba rialzista partita nella seconda parte del mese di marzo, con un primissimo target sui 14,50 euro e a seguire i massimi di periodo situati vicino alla soglia dei 15 euro. Inutile sottolineare che lasciandosi alle spalle queste aree resistenziali si aprirebbero le porte per ulteriori acquisti che sarebbero capaci si spingere le quotazioni in direzione dei 15,50 euro e a seguire la soglia dei 16 euro, che rappresentano i top degli ultimi 4 anni.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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