A Piazza Affari è un inizio di settimana all’insegna dei nuovi massimi di periodo per le azioni Eni, con i prezzi che rivedono la soglia dei 16 euro. A sostenere in queste ore gli acquisti è anche la nuova joint venture comunicata dalla società del cane a sei zampe prima dell’apertura delle contrattazioni. A distanza di 5 mesi, quando era stato comunicato un accordo quadro, Eni e Petronas hanno fatto il passo decisivo, firmando un’intesa vincolante per la nascita di una nuova società indipendente a partecipazione paritetica. Questa andrà a integrare gli asset delle due major energetiche in Malesia e Indonesia, dando vita a un nuovo polo energetico nel Sud-Est asiatico.
Con investimenti che nel corso dei prossimi 5 anni dovrebbero toccare i 15 miliardi di dollari, è prevista una produzione sostenibile nel medio termine di circa 500 mila barili equivalenti di petrolio al giorno, con una prevalenza di gas naturale. L’iniziativa integrerà riserve stimate in circa 3 miliardi di barili equivalenti e potrà contare su un potenziale esplorativo ulteriore di 10 miliardi di barili, con un focus particolare su aree a basso rischio geologico.
La NewCo, che nascerà grazie all’integrazione di 19 asset complessivi, prevede di sviluppare otto nuovi progetti e perforare nel corso dei prossimi anni 15 pozzi esplorativi. Uno dei punti di forza dell’alleanza sarà la complementarità tra gli asset di Eni e Petronas, unita alla capacità delle due aziende di operare in contesti complessi, integrando tecnologie, know-how e capitali. Un altro elemento chiave sarà l’impatto locale, con la creazione di valore per le comunità e i mercati domestici.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Eni sulla Borsa italiana. È un inizio di settimana in leggero territorio positivo, con i prezzi che si avvicinano alla soglia dei 16 euro. Dal punto di vista operativo, il superamento di tali aree andrebbe a rafforzare ulteriormente il quadro grafico, con prossimi target i top degli ultimi 7 anni situati sui 16,75-16,80 euro. Il superamento di tali aree resistenziali dovrebbe far proseguire gli acquisti fin verso i 17,50 euro, che il titolo non vede da 10 anni.
Al contrario, un ritorno delle quotazioni sotto i 14,50 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi tre mesi e dove transita l’indicatore daily del Supertrend, dovrebbe aprire la strada a una fase ribassista più marcata che potrebbe essere sfruttata con l’apertura di posizioni short.
In questo caso si avrebbe un primissimo target sui 14,05-14 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo, e successivamente i 13,70-13,60 euro. Nel caso in cui anche questi supporti non dovessero arrestare la spinta ribassista, si assisterebbe a una continuazione della discesa verso i 13 euro e a seguire i 12,50-12,40 euro. La perdita di tali supporti dovrebbe far proseguire la fase discendente in direzione degli 11,66 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 14 aprile, con target intermedi situati sulla soglia dei 12 euro.









