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Azioni Eni: scoperta in Messico e buyback driver per nuovi rialzi?

Azioni Eni: scoperta in Messico e buy back sono i driver per nuovi rialzi?

A Piazza Affari in una seduta volatile si mette in luce il titolo Eni, che sfrutta positivamente alcune notizie giunte nelle ultime ore. Da una parte la nuova scoperta nelle sequenze del Miocene Superiore del prospetto esplorativo denominato Yatzil, situato nelle acque medio-profonde del Blocco 7 nel bacino di Sureste che si trova nell’offshore messicano. Secondo le stime preliminari, il ritrovamento può contenere quasi 200 milioni di barili di petrolio equivalente. La nuova scoperta trovandosi a 25-30 chilometri di distanza da altri progetti,  potrebbe offrire interessanti prospettive di sviluppo sinergico.

Ricordiamo che l’azienda guidata da Claudio Descalzi, opera e possiede una partecipazione del 45% nella joint venture del Blocco 7, mentre la britannica Capricorn Energy detiene una partecipazione del 30% e l’esploratore messicano Citla Energy il rimanente 25%. Grazie a questa nuova scoperta Eni prosegue la sua crescita in Messico, dove detiene interesse in otto blocchi di esplorazione e produzione tutti situati nel bacino di Sureste.

In questo contesto a rafforzare ulteriormente il sentiment giornaliero sul titolo anche le notizie arrivate nella serata di ieri, con la proposta da parte del cane a sei zampe di un buyback da 2,2 miliardi di euro da attuare nell’anno in corso, con la possibilità di aumentarlo fino a 3,5 miliardi di euro. Nel dettaglio Eni  prevede di riacquistare fino a 337 milioni di azioni, ovvero circa il 10% del suo capitale azionario nell’ambito del nuovo programma che sarà sottoposto all’assemblea degli azionisti.

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si sta comportando l’azione sul FTSE Mib.  una giornata volatile ma al momento col segno positivo quella odierna per il titolo Eni, con i prezzi che al momento però non riescono a confermarsi oltre le ex resistenze di agosto 2022 situate in area 12,50 euro. Nel breve periodo sarà solo con una ripresa di questi livelli che i corsi potrebbero interrompere quel trend discendente innescatosi dai top di periodo situati vicini all’area dei 15 euro ed evitare una prosecuzione delle vendite in direzione dei 12 euro e successivamente verso gli 11,70 euro. Nel caso in cui anche questi sostegni dovessero cedere il passo alle vendite, aumenterebbero le chance di ulteriori ribassi verso gli 11,30-11,20 euro, che rappresentano l’ultimo baluardo per evitare un ritorno dei corsi sui minimi del 2022 posti in area 10,50 euro.

Al contrario, la ripresa dei 12,50 euro potrebbe innescare un rimbalzo del titolo con primi obiettivi i 12,75 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo, e a seguire i 13,30-13,35 euro. Dal punto di vista operativo il break di quest’ultimi livelli, dove si trova l’indicatore del Supertrend, aprirebbe le porte per ulteriori allunghi verso i 13,80-13,85 euro e successivamente in direzione della soglia dei 14 euro. Sarà solo lasciandosi alle spalle queste aree resistenziali che si riattiverebbe il trend di fondo rialzista, con possibili ritorni del titolo fin verso i massimi di periodo situati nei pressi dei 15 euro.

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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