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Azioni europee: chi vince e chi perde con taglio tassi BCE

La sede della BCE a Francoforte, in riva al fiume Main

Le azioni europee non hanno avuto scossoni dopo l’ultima riunione della Banca centrale europea (BCE) nella quale i tassi di interesse sono stati tagliati per la prima volta dopo cinque anni. Le Borse del Vecchio continente hanno chiuso la seduta di ieri al rialzo mentre oggi viaggiano poco sotto la parità. L’istituto guidato da Christine Lagarde non ha sorpreso i mercati, evitando di delineare un percorso chiaro sulle prossime mosse. In conferenza stampa, la presidente della BCE si è limitata a dire che tutto dipenderà dai dati macroeconomici – ma questo si sapeva già – sottolineando come l’inflazione sia scesa notevolmente dall’ultima stretta di settembre 2023 ma che potrebbe risalire con la crescita dei salari. Il messaggio di fondo, insomma, è che la BCE difficilmente si imbarcherà in una campagna di accomodamento monetario, almeno per quest’anno.

 

Azioni europee: chi vince e chi perde dopo la mossa della BCE

Il taglio del costo del denaro, comunque, rappresenta un punto di svolta dopo la politica monetaria aggressiva durata quasi due anni, in cui i tassi di riferimento erano arrivati al 4,5%. Gli investitori a questo punto si interrogano su chi saranno i vincitori e i perdenti tra le azioni europee. Nella prima categoria si potrebbero individuare:

 

  • small cap;
  • utility;
  • immobiliari.

 

Le small cap sono particolarmente sensibili ai tassi di interesse e infatti durante il ciclo dei rialzi iniziato nel luglio del 2022 hanno sofferto oltremodo. “Spesso si tratta di società a leva finanziaria che devono pagare finanziamenti, mentre le mid cap e le large cap hanno tonnellate di liquidità e possono accedere al mercato del debito abbastanza facilmente” ha osservato Fabio Di Giansante, responsabile delle azioni europee a grande capitalizzazione di Amundi. Questo significa che con rendimenti più bassi, le small cap potrebbero iniziare a sovraperformare. Anzi, secondo Goldman Sachs lo stanno già facendo perché “rappresentano la fetta di mercato più ciclica e sensibile ai tassi”.

Le utility sono altrettanto dipendenti dai tassi. Secondo analisti e investitori, le azioni del settore potrebbero essere spinte anche dalle valutazioni convenienti dopo i ribassi registrati quest’anno e dal ruolo importante dell’energia nella transizione verso l’intelligenza artificiale e le auto elettriche.

Le società immobiliari provengono da un periodo disastroso e un calo dei tassi potrebbe spingere la domanda di mutui per l’acquisto di una casa. Ciò aiuterebbe ad avviare nuovi progetti, oltre che ad aumentare il valore degli asset e a ridurre il peso del debito. “Le utility e il real estate sono i due settori con le peggiori performance dall’inizio dell’anno in Europa, pertanto è probabile un’inversione di tendenza dopo i tagli dei tassi” ha affermato Chiara Robba, responsabile LDI equity di Generali Asset Management.

I grandi perdenti rischiano di essere le banche. Finora gli istituti finanziari sono stati i più performanti in Europa, con l’indice MSCI delle banche europee salito di quasi il 20% quest’anno. I tassi di interesse alti in questi anni hanno permesso alle aziende di credito di rafforzare il loro core business rappresentato dalla redditività netta da interessi. Ora però la festa potrebbe finire, a meno che le banche non riescano a compensare con altri business come l’investment banking e l’asset management. “Le banche hanno avuto una buona dinamica degli utili negli ultimi due trimestri, sulla base di premi di rischio più bassi e rendimenti obbligazionari più elevati” ha affermato Sebastian Raedler, responsabile della strategia azionaria europea di Bank of America Merrill Lynch. “Se la situazione si dovesse invertire, le banche dovrebbero essere sottopesate”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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