Azioni europee: ecco perché il rally recente non continuerà nel 2023

Azioni europee: ecco perché il rally recente non continuerà nel 2023

Azioni europee: ecco perché il rally recente non continuerà nel 2023

Le azioni europee sono sulla buona strada per chiudere il migliore trimestre dal 2015, con l’indice Stoxx Europe 600 che finora ha guadagnato il 13% nel periodo. Questo riesce a compensare in parte un anno disastroso, contrassegnato dalla crisi energetica scaturita dalle problematiche alla catena di approvvigionamento e aggravata dalla guerra Russia-Ucraina. Negli ultimi tempi vi è stata un’ondata di ottimismo, caratterizzata dalle aspettative che la Banca Centrale Europea non segua un ritmo aggressivo di rialzo dei tassi d’interesse e la Cina dia seguito alle promesse di riapertura dopo i numerosi blocchi anti-Covid che quest’anno ha messo in atto.

 

Azioni europee: per gli strateghi nel 2023 ci saranno vendite

Un sondaggio condotto da Bloomberg su 14 strateghi però non è molto rassicurante. Da quanto emerso dalle interviste, l’indice Stoxx Europe 600 chiuderà il 2023 a 449 punti, ossia con un guadagno inferiore al 2% rispetto all’ultima chiusura di Borsa. Questo implica che il rimbalzo non continuerà in maniera accentuata, incontrando gli stessi ostacoli che nel 2022 hanno contribuito a mandare al tappeto le quotazioni. In particolare, due grandi banche d’affari come Bank of America e Goldman Sachs si aspettano che le azioni europee precipitino nella prima parte del prossimo anno, per poi recuperare nella seconda frazione.

Milla Savova, strategist di BofA, ritiene che la crescita globale sarà indebolita dalla politica monetaria aggressiva da parte delle Banche centrali, con l’impatto sulle azioni che verrà attutito dal calo dei rendimenti reali. L’esperto vede lo Stoxx 600 scendere del 15% a 365 punti entro la fine del secondo trimestre, per poi rimbalzare fino a 430 punti prima della fine del 2023, con l’economia globale che inizia a risalire.

Sharon Bell, stratega di Goldman Sachs ha un’impostazione simile. A suo avviso, con una recessione in arrivo, sarà più difficile trasferire i costi più elevati dalle imprese ai consumatori, il che determina una riduzione dei margini aziendali e quindi un calo degli utili, che quest’anno si sono mostrati molto resilienti.

Un maggiore ottimismo viene manifestato dagli strategist di Deutsche Bank, che invece vedono il benchmark europeo a 495 punti, ossia in ascesa del 12% in confronto alle quotazioni attuali. Secondo il colosso bancario tedesco, le azioni europee hanno una valutazione a forte sconto rispetto a quelle americane e, con un dollaro USA che ha raggiunto il picco, ciò può generare uno spostamento di denaro verso i titoli del Vecchio Continente. Infatti, lo Stoxx 600 scambia sugli utili attesi a uno sconto record del 30% rispetto all’indice S&P 500.

Tali valutazioni però non sono sufficienti a giustificare il rally che si è visto negli ultimi mesi, secondo Ankit Gheedia di BNP Paribas. Lo stratega dell’istituto finanziario francese reputa che le azioni siano ancora costose; pertanto, con i tassi più alti e il declassamento degli utili del 10% nel prossimo anno, prevede un crollo del 19% dell’Euro Stoxx 50 nel 2023.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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