Azioni europee meglio di Wall Street da quando c’è Trump

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Da quando Donald Trump ha fatto il suo ingresso alla Casa Bianca il 20 gennaio scorso, le azioni europee hanno sovraperformato quelle americane. L’indice Stoxx Europe 600 ha guadagnato il 5,6%, mentre l’S&P 500 è salito di circa il 2,5%. L’aspetto più interessante è che il migliore andamento delle Borse del Vecchio continente si è realizzato nonostante i numerosi venti contrari che affliggono la regione.

A partire dai dazi minacciati dal presidente USA. Già durante la sua campagna elettorale, Donald Trump aveva affermato di voler colpire  l’Europa con tariffe generalizzate, ma finora non è andato al di là dei proclami. In settimana ha dichiarato che ad aprile annuncerà imposizioni su auto, chip e farmaci, ma senza specificare quali saranno i Paesi assoggettati.

Gli investitori, quindi, si stanno convincendo che le mosse del magnate siano una strategia per mettere pressione, ma poi troveranno applicazione molto più blanda di quanto temuto. Quanto successo con Messico e Canada ne è una dimostrazione. Trump aveva deciso tariffe del 25% sulle merci impodtate dai due Paesi nordamericani, salvo poi congelarle per un mese in vista di un possibile accordo sui temi dell’immigrazione e del fentanyl.

Le azioni europee sembrano immuni anche dalle tensioni geopolitiche. Si dibatte sull’aumentare le spese militari per rafforzare le strutture di difesa al confine con l’Ucraina in vista di un accordo di pace con la Russia. Tuttavia, la prospettiva che la guerra ai confini orientali dell’Europa possa terminare ha rasserenato gli animi degli investitori, nonostante il Vecchio continente sia stato messo da parte nella preparazione delle trattative di pace.

 

I settori più forti

Le azioni europee non hanno mai registrato un inizio d’anno così forte dalla fine degli anni ’80, hanno osservato gli analisti di Bank of America in una nota di questa settimana. E inoltre, la sovraperformance su Wall Street è la più forte in quasi un decennio. Tra i settori in grande spolvero ne figurano tre in particolare: il finanziario, il lusso e la difesa.

Il comparto finanziario è stato favorito dalle ottime trimestrali. Le aziende di credito hanno mostrato una grande resilienza ai cinque tagli consecutivi dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea. Da giugno 2024, il costo del denaro in Europa è passato dal 4,5% al 3%. Tuttavia, le banche non hanno sofferto più di tanto in relazione al loro core business, rappresentato dalla redditività netta da interessi, registrando nel contempo una crescita sostenuta in altri segmenti come l’asset management e l’investment banking. Un altro catalizzatore importante per il settore è stato il risiko che potrebbe portare al consolidamento auspicato dalle principali istituzioni europee.

Il lusso si è ripreso dopo alcuni anni bui caratterizzati dal rallentamento della spesa degli acquirenti cinesi e americani. Le ultime trimestrali hanno indicato che potrebbe essere in atto una svolta importante nel settore sotto il profilo della crescita dei ricavi e degli utili.

Sul fronte della difesa, infine, molti titoli come Rheinmetall, BAE Systems, Thales e Leonardo, hanno sfoderato un eccezionale stato di forma grazie alle aspettative di maggiori spese militari dei governi. Trump ha posto come condizione di permanenza degli Stati Uniti nella Nato l’aumento delle spese europee per la difesa e diversi Stati si stanno adoperando con piani che comprendono una maggiore esposizione.

 

Azioni europee: il rally durera?

La domanda a questo punto diventa se le azioni europee vadano ancora comprate o meno. La scorsa settimana gli analisti di UBS hanno alzato la loro allocazione all’Europa continentale a sovrappesata. Gli esperti hanno citato alcuni fattori in grado di sostenere il rally: il calo dei prezzi dell’energia se il conflitto Russia-Ucraina terminasse, l’allentamento della politica fiscale e il rafforzamento degli utili societari. Tuttavia, hanno avvertito che “la maggior parte degli investitori ricorda che la sovraperformance delle azioni europee può avvenire solo per periodi molto brevi”.

Il monito si unisce a quello di altri analisti che hanno espresso dubbi sul fatto che la corsa dell’Europa in Borsa possa durare per tutto l’anno, specialmente se i dazi trumpiani dovessero essere semplicemente ritardati. A giudizio degli strategist di Barclays, “i guadagni facili sono finiti per le azioni europee”. In una nota, il team della banca londinese guidato da Emmanuel Cau ha affermato che affinché le valutazioni siano più elevate di adesso, c’è bisogno di “un miglioramento della crescita economica e dell’abbassamento dei tassi di interesse”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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