Le azioni europee si sono mosse poco nella seduta che chiude la settimana borsistica. L’indice Stoxx Europe 600 si appresta a registrare la nona settimana consecutiva di guadagni, la più lunga serie positiva dal 2012. Quest’anno il benchmark ha già guadagnato circa il 20%, il doppio della performance dell’indice americano S&P 500. A livello settoriale, i guadagni sono stati trainati dal comparto delle telecomunicazioni, delle utility e dell’immobiliare. A rimanere sul posto invece sono stati i tecnologici e i titoli del lusso. Questi ultimi da anni sono diventati titoli difensivi che performano in modo particolare quando lo scenario economico-finanziario è incerto.
La striscia vincente delle azioni europee è determinata da prospettive ottimistiche e da una Banca centrale europea che si appresta a tagliare i tassi di interesse nei prossimi mesi. Un segnale che va in questa direzione è stato fornito indirettamente dalla Swiss National Bank, che a sorpresa ha abbassato il costo del denaro portandolo dall’1,75% all’1,5% e che potrebbe fare da apripista per le altre Banche centrali. Anche la Bank of England nella riunione di ieri ha utilizzato un tono accomodante che i mercati non si aspettavano e che potrebbe allinearla alla BCE quanto alle tempistiche di attuazione del primo taglio dei tassi di interesse.
Azioni europee: quanto potranno crescere ancora?
L’andamento delle azioni europee da inizio 2024 fa ben sperare per il resto dell’anno, alimentando l’ottimismo anche tra gli analisti e gli operatori di mercato. Gli strategist di Citigroup hanno alzato l’obiettivo di fine anno per lo Stoxx 600, portandolo da 510 a 540 punti, il che significa una crescita di circa il 6% dai livelli attuali. Il team guidato da Beata Manthey ritiene che la certezza che i tassi di interesse verranno tagliati, una visione più positiva riguardo la crescita globale e il probabile indebolimento del dollaro USA sono tutti fattori che giocheranno un ruolo fondamentale per la crescita delle azioni europee. “Anche dopo una buona corsa i rischi sembrano ancora sbilanciati verso l’alto, il che dovrebbe sostenere un ulteriore rialzo dell’azionario” hanno scritto gli strategist di Citigroup.
Non è altrettanto ottimista Gilles Guibout, gestore di portafoglio di Axa Investment Managers a Parigi, che solleva il rischio di un’eccessiva concentrazione dei mercati azionari. Alcune grandi società come ASML, SAP, LVMH, Novo Nordisk e qualche altra rappresentano circa il 40-50% dei guadagni azionari in Europa e questo “non è salutare”, secondo Guibout. “In Europa ci sono segnali di un rimbalzo economico per il secondo semestre, il che spiega parte dell’ottimismo, ma l’ascesa dei mercati azionari è stata ed è ancora molto concentrata” ha avvertito l’esperto.









