Azioni europee: per Bernstein batteranno quelle americane - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Azioni europee: per Bernstein batteranno quelle americane

Azioni europee: per Bernstein batteranno quelle americane

Le azioni europee faranno meglio di quelle americane. Ad affermarlo sono gli strategist di Stanford C. Bernstein, che ritengono l’equity a stelle e strisce più vulnerabile a una recessione economica. “Anche se riteniamo che ci sia un rialzo limitato da qui per le azioni europee in caso di rallentamento, sosteniamo che possano sovraperformare gli Stati Uniti. O per lo meno, riteniamo che le azioni europee rappresentino un’interessante fonte di diversificazione dal rischio di concentrazione nelle azioni statunitensi”, hanno scritto gli strategist Sarah McCarthy e Mark Diver in una nota.

Quest’anno gli strateghi della società d’investimento con sede a Londra avevano previsto un rally delle azioni europee e si può dire che le previsioni siano state pienamente soddisfatte. Ora, gli esperti reputano che le valutazioni attuali riflettano una maggiore possibilità di rallentamento rispetto agli Stati Uniti per via dell’esposizione spiccata della regione ai settori ciclici sensibili all’economia. Bernstein osserva che ciò che ha caratterizzato la corsa più accelerata delle azioni USA rispetto a quelle europee in questi primi sette mesi dell’anno sia relativa al rumore che si è creato intorno all’intelligenza artificiale. Ciò nonostante, la società britannica è convinta che ci sarà un’inversione di performance.

 

Azioni europee vs azioni americane: ecco cosa bisognerà valutare per Bernstein

Bernstein non è l’unica che punta sull’azionario del Vecchio Continente. All’inizio di luglio anche gli strateghi di Citigroup avevano consigliato di acquistare i titoli a rischio europei, in virtù di valutazioni più basse rispetto a quelle oltreoceano. Tuttavia, la partita probabilmente si giocherà sul terreno delle Banche centrali. Questa settimana sarà cruciale, con la discesa in campo della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea, in quanto le decisioni prese in tema di politica monetaria potrebbero determinare il corso delle azioni almeno per questa estate.

Stasera si concluderà la due giorni di riunione della Fed, in cui l’istituto centrale dovrebbe annunciare l’aumento di un quarto di punto dei tassi d’interesse al 5,5%. Il mercato si aspetta (o forse spera) che si tratti dell’ultima stretta, prima di una pausa più o meno lunga che precede il primo taglio dei tassi dalla pandemia. Domani invece toccherà alla BCE, che dovrebbe ammorbidire un po’ la linea tenuta in questi ultimi mesi dal suo governatore Christine Lagarde alla luce di un sensibile raffreddamento dell’inflazione nella zona euro.

Sicuramente le politiche delle Banche centrali prevarranno sul resto in ordine di importanza, ma non bisognerà sottovalutare anche gli utili societari. Gli analisti prevedono la peggiore performance delle trimestrali dal 2020 tanto in Europa quanto negli Stati Uniti. Il team di Bernstein si aspetta però un rimbalzo del 2024 maggiore nel continente americano.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *