Azioni USA: il rally dell’EUR/USD amplifica le perdite per gli europei

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La sottoperformance delle azioni USA quest’anno è stato un brutto colpo per gli investitori, soprattutto dopo la grande euforia iniziale derivante dall’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Le dinamiche sono cambiate quando l’inquilino della Casa Bianca ha dato seguito alle sue minacce della campagna elettorale, applicando dazi pesanti sulle importazioni di merci da altre nazioni. Ciò ha scatenato una guerra commerciale, con il rischio che l’economia americana scivoli in recessione. Se gli Stati Uniti sono riusciti quasi miracolosamente a evitare una contrazione economica nonostante la sfilza di aumenti ai tassi di interesse della Federal Reserve a partire da marzo 2022 per combattere l’inflazione, ora potrebbe essere difficile ripetere l’impresa secondo gli investitori. Quanto è accaduto a Wall Street in questi ultimi mesi è il riflesso del caos e delle turbolenze a livello economico e geopolitico.

Tra coloro che stanno pagando maggiormente dazio nei mercati azionari americani in questo momento sono gli investitori europei. Il motivo? L’euro si è rafforzato sul dollaro USA. Da inizio anno, il cambio EUR/USD è salito di circa 4,6 punti percentuali. Quindi, chi ha in portafoglio azioni USA tra gli operatori di mercato europei registra una performance ancora più negativa. Questo perché se dovesse convertire i dollari ottenuti dalla vendita delle azioni in euro, otterrebbe un importo inferiore rispetto a quello che avrebbe ricavato, a parità di rendimento, quando ha effettuato l’investimento.

L’effetto cambio è stato in passato un ottimo alleato per gli investitori europei in azioni USA, in quanto il dollaro si stava avvicinando alla parità con la moneta unica. In sostanza, la forza della moneta americana permetteva di puntare su Wall Street senza preoccuparsi di effettuare le coperture dal cambio sfavorevole. Nell’ultimo trimestre del 2024, l’indice S&P 500 ha aumentato il suo valore del 2% in dollari, ma se lo si considera in euro, l’incremento è stato del 10%.

Il dollaro è stato inoltre considerato un ottimo rifugio nei momenti negativi del mercato. Quindi, anche quando le azioni scivolavano, la perdita veniva compensata da una salita della divisa statunitense. “Le proprietà di riduzione del rischio dell’esposizione al dollaro senza copertura hanno svolto un ruolo chiave nell’allocazione del portafoglio nell’ultimo decennio”, ha detto l’analista di Deutsche Bank, George Saravelos, aggiungendo che questo “ora sta cambiando”.

 

Azioni USA: e ora cosa succederà?

Con una prospettiva in cui l’economia statunitense rallenta e la Fed accelera il taglio dei tassi di interesse, esistono buone possibilità che il biglietto verde continui a perdere posizioni sull’euro. Se il fiber è diventato un nemico degli investitori europei in USA, a quel punto cosa succederà? “Il sell-off negli Stati Uniti di quest’anno ha portato a perdite per gli investitori europei simili a quelle della disfatta molto più profonda di Wall Street nel 2022, a causa del cambiamento di ruolo del dollaro”, ha detto Saravelos. “Se questa rottura della correlazione tra azioni e dollaro dovesse continuare, gli investitori europei potrebbero pensarci due volte prima di fare il pieno di azioni statunitensi senza coperture valutarie”, ha aggiunto.

Secondo un sondaggio di questo mese condotto da Bank of America, oltre il 20% dei gestori di fondi europei ha affermato di essere sottopesato sulle azioni americane. Si tratta della percentuale più alta da metà 2023. Qualora l’esodo europeo dovesse diventare più consistente, ci sarebbe il rischio di un’ulteriore pressione sulle azioni americane per il resto dell’anno. “I rischi al ribasso per l’S&P 500 a seguito delle vendite da parte degli stranieri sono significativi”, ha scritto il capo economista di Apollo, Torsten Slok, in una nota.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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