Le azioni europee hanno visto evaporare il vantaggio che avevano accumulato quest’anno sulle colleghe americane. Alla chiusura di Borsa di ieri, l’indice Stoxx 600 mostrava invece un guadagno 6,60% a fronte del 6,76% dell’S&P500. Un sorpasso clamoroso e inaspettato, se si pensa che nel mese di marzo il benchmark europeo sovraperformava di circa 10 punti percentuali quello americano. Le probabilità di vedere, dopo decenni, le azioni del Vecchio continente battere Wall Street si sono ridotte e questo spinge gli investitori a riprogrammare la loro allocazione di portafoglio per la seconda parte del 2025. In questo articolo:
- Wall Street: cosa spiega il recupero sulle azioni europee
- L’euro può essere un alleato per le Borse europee?
Wall Street: cosa spiega il recupero sulle azioni europee
Molti hanno dato per morto troppo presto l'”eccezionalismo americano“, ossia una situazione in cui gli investitori di tutto il mondo preferivano acquistare asset statunitensi rispetto a quelli di altre regioni. Il modello Usa è stato messo in discussione nel momento in cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha innescato una guerra commerciale a colpi di dazi facendo temere una recessione dell’economia americana. Tuttavia, il cambio di rotta verso un atteggiamento meno aggressivo – come dimostrano gli accordi commerciali siglati con alcuni Paesi – si è riflesso positivamente su Wall Street. Per il rimbalzo degli indici americani, però, non basta l’allentamento delle tensioni commerciali. In verità, le Big tech – che rappresentano circa un terzo della capitalizzazione dell’S&P500 – hanno ripreso a galoppare grazie a trimestrali solide e alle aspettative stellari sull’intelligenza artificiale. “Le azioni di Wall Street hanno iniziato a rimbalzare a metà aprile, in parte perché la guerra commerciale si è trasformata in negoziati commerciali”, ha affermato Marija Veitmane, responsabile della ricerca azionaria presso State Street Global Markets. Ma il “vero punto di svolta è stata la stagione degli utili societari, quando gli amministratori delegati del settore tecnologico hanno ribadito con forza che i guadagni saranno molto forti”, ha aggiunto.
Un altro fattore che ha inciso sul recupero è il fatto che gli investitori hanno acquistato le azioni europee dei settori difesa e banche. I titoli della difesa sono stati favoriti dal piano di investimenti della Germania, 1.000 miliardi di dollari di cui almeno la metà in ambito militare. Le azioni bancarie, invece, hanno trovato sostegno nell’attesa di un rafforzamento dell’economia europea grazie sia ai programmi di spesa tedeschi sia alle riduzioni dei tassi di interesse operate dalla Banca centrale europea. Secondo le stime di Bnp Paribas, i due settori hanno rappresentato oltre il 50% del rendimento dello Stoxx 600, nonostante costituiscano solo il 16% dell’indice. Difficilmente un rally è sostenibile a lungo in uno scenario del genere.
L’euro può essere un alleato per le Borse europee?
A questo punto è lecito domandarsi se nella seconda metà del 2025 le azioni europee avranno la forza per riprendere il comando rispetto a quelle americane. Il punto è che mancano veri nuovi catalizzatori, se non facendo affidamento alla possibilità che Trump torni alla ribalta con i dazi e la stagione delle trimestrali che si aprirà tra poco negli Stati Uniti deluda fortemente .
In realtà, un vantaggio per le Borse europee potrebbe essere la forza dell’euro. Se sull’azionariato c’è stato un recupero degli Usa rispetto all’Europa, sul fronte valutario non se n’è vista l’ombra. Quest’anno la moneta unica conserva un vantaggio di quasi 14 punti percentuali sul dollaro Usa. Il motivo è che gli investitori europei che detenevano asset statunitensi hanno dovuto coprirsi acquistando euro per paura che il biglietto verde si indebolisse.
Tutto ciò potrebbe avere implicazioni sull’azionario. Infatti, gli operatori di mercato europei che normalmente investono nelle azioni Usa, troverebbero meno conveniente farlo con un dollaro che si indebolisce in quanto convertendo i guadagni in euro, questi sarebbero compensati dalle perdite nel cambio. Giocoforza, sarebbero più propensi a tenere i capitali in Europa. “Per gli investitori in euro, la valuta quest’anno si è mangiata i rendimenti degli asset statunitensi “, ha detto Madeleine Ronner, senior equity portfolio manager presso l’asset manager Dws. “Se ci sarà un’altra delusione (con riferimento alle azioni Usa, n.d.r.), in euro la situazione peggiorerà ulteriormente”.









