Un’assolata domenica di agosto è diventata improvvisamente incandescente con la nuova accelerazione del risiko bancario italiano. Al tavolo il cui gioco prevede come posta più ricca Il 13,3% di Assicurazioni Generali controllato da Mediobanca, recentemente conquistata da Banca Mps si sono seduti il Banco Bpm e Intesa Sanpaolo in collaborazione con Bper. Nel mentre Unicredit, silente, rimane, secondo il canovaccio disegnato dalle intenzioni, possibile interessata alla partecipazione di Delfin in Generali (10,01%, da aggiungere al suo 8,8%.
In questo articolo:
- Banco Bpm muove per primo: proposta di integrazione a Banca Mps
- I vantaggi strategici dell’operazione proposta da Banco Bpm a Banca MPS
- Banca Intesa-Bper: via libertà a operazione su Banca Mps
- Perché le Assicurazioni Generali sono così importanti
- E Unicredit?
Banco Bpm muove per primo: proposta di integrazione a Banca Mps
Al centro della contesa c’è Banca Monte dei Paschi di Siena (Banca Mps), l’istituto senese che, dopo una profonda e complessa ristrutturazione e la recente, clamorosa acquisizione di Mediobanca, è diventato il fulcro del panorama finanziario nazionale, grazie alla quota del 13,3% di Generali controllata proprio da Mediobanca.
Banco Bpm, già azionista di Banca Mps con il 3,7%, ha messo sul tavolo una proposta di integrazione con Mps. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, ha deliberato all’unanimità l’invio di una proposta formale di aggregazione al cda di Banca Monte dei Paschi di Siena. L’operazione verrebbe strutturata come un merger of equals (fusione alla pari).
Il nuovo gruppo combinato supererebbe i 50 miliardi di euro di capitalizzazione complessiva a Piazza Affari e poggerebbe su tre pilastri industriali evidenziato nella proposta di Bpm:
- Forte complementarità geografica: il nuovo istituto sarebbe primo leader per quota di mercato e numero di filiali in regioni italiane ricche e dinamiche come la Lombardia, la Toscana e il Veneto, ma si rafforzerebbe anche nel Centro-Sud.
- Convergenza e ottimizzazione delle fabbriche prodotto nel settore del risparmio, mediante l’unione delle attività assicurative, di risparmio gestito e del Banco Bpm con le piattaforme di distribuzione di Banca Mps, incluse quelle derivanti dalla recente integrazione con Mediobanca.
- La quota azionaria del 13,3% detenuta in Assicurazioni Generali, un asset dal valore geopolitico ed economico elevato, come testimoniato dallo stesso risiko bancario.
I vantaggi strategici dell’aggregazione proposta da Banco Bpm a Banca Mps
Il comunicato di Banco Bpm evidenzia anche gli obiettivi finanziari e sinergici dell’operazione. L’entità combinata genererebbe sinergie superiori a 1,1 miliardi di euro lordi all’anno grazie all’ottimizzazione dei processi, all’integrazione dei sistemi informatici e all’efficientamento delle strutture centrali (650 milioni di euro), mentre le sinergie di ricavo sono invece stimate in circa 450 milioni di euro complessivi, di cui 250 milioni generati dall’estensione dell’offerta commerciale sulle rispettive reti di vendita e 200 milioni derivanti proprio dalla razionalizzazione delle fabbriche prodotto e del wealth management.
I costi di integrazione una tantum sarebbero invece pari a circa 1,1 miliardi di euro al lordo delle imposte. La creazione di valore complessiva per il mercato e per i soci è stimata in almeno 5,5 miliardi di euro.
Sotto il profilo della redditività, il nuovo gigante bancario si proietterebbe verso un utile netto consolidato vicino ai 6 miliardi di euro annui, garantendo una crescita dell’utile per azione (9eps) superiore al 10% rispetto alle traiettorie dei piani stand-alone delle singole banche, con un conseguente incremento della capacità di distribuzione dei dividendi.
Infine, secondo i calcoli del Banco Bpm, il Common Equity Tier 1 (CET1) ratio pro-forma del gruppo aggregato rimarrebbe ampiamente sopra i livelli di guardia richiesti dai regolatori della Vigilanza Bce.
Banca Intesa-Bper: via libera a operazione su Banca Mps
La proposta di Banco Bpm ha avuto una conseguenza immediata, quella di risvegliare il can che dorme, ovvero il primo gruppo italiano, Intesa Sanpaolo. Rimasta finora alla finestra, essendosi mossa per prima con l’acquisizione di Ubi Banca, Intesa Sanpaolo ha riunito il cda in sessione straordinaria (lo stesso ha fatto Bper) per rispondere alla mossa del Banco e avanzare una proposta di acquisizione di Banca Mps.
Si sono concretizzate, in tal modo, le indiscrezioni avanzate dal Financial Times. Il quotidiano britannico aveva svelato poche ore prima l’esistenza di un piano orchestrato da Intesa Sanpaolo e Bper Banca, controllata da Unipol, volto a conquistare Mps. Secondo i rumors, ricondotti a persone informate dei fatti, Intesa Sanpaolo e Bper stavano da tempo studiando il dossier e sarebbero state costrette ad accelerare dalla mossa del gruppo guidato da Giuseppe Castagna.
L’operazione approvata dai cda di Intesa Sanpaolo e Bper Banca prevede la sostituzione degli asset di Banca Mps. Il gruppo guidato da Carlo Messina incorporerebbe Mediobanca e le sue controllate, Compass e la rete CheBanca!/Mediobanca Premier. Ma è alla quota del 13,3% in Assicurazioni Generali che Messina, come tutti gli altri, punta. A Bper andrebbero invece le attività commerciali e del credito, la rete di sportelli, i conti correnti, i mutui e i finanziamenti retail e corporate, segmenti dove Intesa Sanpaolo non può crescere per problemi di soglie antitrust. Bper farebbe un salto dimensionale notevole, divenendo il secondo gruppo bancario italiano e permetterebbe alla controllante Unipol di rafforzare la leadership nella bancassurance.
Intesa Sanpaolo, che ha già acquisito il 3% di Mps secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, ha messo sul piatto 16 azioni ordinarie di nuova emissione per ogni 10 azioni Mps portate in adesione (rapporto di concambio pari a 1,6) nonché di un euro cash per ogni azione Mps portata in adesione, con un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale di chiusura al 5 giugno 2026 e con premio del 17,4% e 18,7% rispetto agli ultimi VWAP a 3 e 6 mesi, rispettivamente.
L’operazione include un accordo vincolante sottoscritto in data odierna da Intesa Sanpaolo con Unipol Assicurazioni, che prevede la cessione di una entità giuridica bancaria comprendente il brand Mps, circa 635 filiali di Mps.
L’accordo prevede che Intesa Sanpaolo mantenga Mediobanca e il suo marchio, circa 625 filiali di Mps e una componente limitata di strutture centrali (con relative attività e passività di Mps, complessivamente rappresentanti circa l’ 80% dell’utile netto 2025 di Mps + Mediobanca.
Perché le Assicurazioni Generali sono così importanti
In tutto quanto sta accadendo nella finanza bancaria italiana non si può non scorgere un disegno politico, la difesa dell’italianità delle Assicurazioni Generali. Il governo italiani, gabbie il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha ancora una partecipazione del 4,9% nel capitale di Banca Mps, in via di cessione secondo quanto concordato con l’Unione europea, e guarda con sospetto alla presenza del Crédit Agricole nel Banco Bpm in qualità di socio rilevante con il 22,8%. Il timore che un unione con Banca Mps possa portare il gruppo francese a influire sul fulcro del risparmio italiano (Generali) potrebbe aver agito in favore dell’accelerazione di Intesa Sanpaolo e Bper Banca.
Ma perché controllare le Assicurazioni Generali è così importante? Il Leone di Trieste gestisce un patrimonio di oltre 650 miliardi di euro (premi delle polizze vita e dai fondi pensione). Di questa immensa liquidità, una fetta enorme è investita in titoli di Stato italiani.
Per qualunque governo e per il sistema bancario, l’indipendenza e la stabilità di Generali sono una questione di sicurezza nazionale.
Se la compagnia finisse sotto l’influenza di gruppi esteri con interessi non allineati a quelli del paese, la gestione del debito pubblico italiano potrebbe subirne conseguenze.
Inoltre, Generali è titolare di partecipazioni nelle principali infrastrutture, società immobiliari e multinazionali italiane. Avere influenza o comandare in Generali significa essere nella cabina di comunicazione del capitalismo finanziario e industriale italiano.
E Unicredit?
Unicredit e il suo amministratore delegato, Andrea Orcel, non sono apparsi nelle prime pagine dei quotidiani finanziari di ieri, ma sicuramente non sono rimasti disinteressati da quanto sta avvenendo. Attualmente Unicredit controlla circa l’8,8% delle Assicurazioni Generali è verrebbe superato dalla rivale Intera Sanpaolo in caso di acquisizione di Banca Mps.
Che anche Unicredit guardi al Leone con interesse è testimoniato dalle indiscrezioni sulla possibile acquisizione della partecipazione in Generali di Delfin, la cassaforte di EssilorLuxottica. Delfin ha il 10,1% di Generali. Controlla inoltre il 17,5% circa di Banca Mps.
Andrea Orcel, impegnato da mesi in una difficile scalata alla tedesca Commerzbank, avrebbe inoltre un altro motivo per non gradire un’operazione Intesa-Bper-Mps: Unicredit aveva cercato di crescere in Italia con un’ops sul Banco Bpm. Il governo, tuttavia, ha esercitato il Golden Power sull’operazione, facendola naufragare ma aprendo le porte a un’aumento della presenza del Crédit Agricole nella banca guidata da Castagna. Quella stessa Agricole che, si teme, potrebbe essere favorita dall’aggregazione proposta dal Banco Bpm a Mps.
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