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Banche europee: la BCE rassicura su dividendi e buyback

Banche europee: la BCE assicura su dividendi e buyback

Una delle grandi preoccupazioni da parte degli investitori delle azioni bancarie è che la BCE possa vietare nuovamente i dividendi e i buyback delle banche europee, a causa della guerra Russia-Ucraina. Tale timore deriva da quanto successe 2 anni fa con la pandemia, allorché l’Eurotower ordinò agli istituti finanziari di sospendere le cedole e i riacquisti di azioni per evitare di mettere ulteriore pressioni ai bilanci, già fortemente provati dallo stop delle attività produttive.

Il Presidente del Consiglio di Sorveglianza Andrea Enria sembra abbia rassicurato tutti dichiarando che non vi è alcuna preoccupazione in seno alla Banca Centrale Europea per i dividendi e i riacquisti. Inoltre, ha aggiunto che vi era una percezione errata del mercato secondo cui Francoforte sarebbe meno positiva sui riacquisti rispetto ai dividendi. Enria ne sottolinea la neutralità, semmai i riacquisti darebbero maggiore flessibilità non generando alcuna aspettativa sui pagamenti futuri, al contrario dei dividendi.

Tali affermazioni sono suffragate dal Vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, che ha precisato come la situazione attuale non è paragonabile a quella del Covid-19, perché qui la liquidità non è scomparsa. Alcuni funzionari hanno riferito che le Autorità regolamentari sono molto caute a introdurre misure restrittive come i divieti suddetti, perché il rischio di alterare ulteriormente i mercati è molto forte.

 

Banche europee: ecco chi ha sospeso il dividendo e chi no

La guerra Russia-Ucraina comunque ha lasciato il segno sui mercati azionari, facendo presagire una recessione in Europa. E questo si è riflesso attraverso il canale bancario, notoriamente più colpito nelle situazioni di crisi. Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, lo Stoxx Europe Banks ha perso circa il 15% di capitalizzazione ed è per questo che a molti è riaffiorato lo spettro del divieto pandemico rimasto in vigore fino a luglio 2021. Da allora è stato pianificato che 46 delle maggiori banche europee avrebbero destinato 90 miliardi di euro in dividendi e riacquisti nel 2022 e 83 miliardi nel 2023.

Alcuni istituti di credito che sono particolarmente coinvolte in quello che sta succedendo nell’Est Europa però sono ricorse a contromisure. Ad esempio la banca austriaca Raiffeisen ha sospeso il dividendo 2021 il 1° marzo per effetto di una consistente esposizione in Russia. UniCredit ha rassicurato gli azionisti ribadendo che il dividendo è al sicuro, però non ha escluso la sospensione del programma di buyback qualora il suo coefficiente di capitale dovesse scendere per via della crisi in Ucraina. La banca francese Société Générale invece ha affermato che la guerra Russia-Ucraina non avrebbe alcun impatto sui dividendi del 2021. Enria ha precisato che la BCE esamina le traiettorie patrimoniali delle singole banche e alcune potrebbero rivedere i loro piani se tali traiettorie fossero influenzate dalle ricadute della situazione bellica.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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