Banche europee sotto pressione tra guerra e rischio tassi Bce

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Negli ultimi mesi, le tensioni geopolitiche legate alla guerra in Iran hanno riportato volatilità sui mercati globali. L’impennata dei prezzi energetici e l’incertezza sugli approvvigionamenti stanno alimentando nuovi timori inflazionistici, con effetti a catena anche sul sistema bancario europeo. In questo contesto, gli investitori tornano a interrogarsi sulla solidità del settore e sulle prossime mosse della politica monetaria.

 

In questo articolo:

 

  • Banche europee sotto pressione
  • Le banche europee da tenere d’occhio
  • Come investire con i certificati

 

Banche europee sotto pressione

Il sistema bancario europeo si trova oggi a operare in un contesto complesso, stretto tra rischi macroeconomici e incertezza geopolitica. La guerra in Iran ha provocato un forte aumento dei prezzi di petrolio e gas, con possibili ripercussioni dirette sull’inflazione dell’area euro. Questo scenario potrebbe costringere la Banca centrale europea a rivedere la propria strategia sui tassi di interesse: i mercati stanno già aumentando le scommesse su possibili rialzi nei prossimi mesi .

Un eventuale aumento del costo del denaro rappresenterebbe un’arma a doppio taglio per le banche. Da un lato, margini di interesse più elevati potrebbero sostenere i ricavi. Dall’altro, però, un contesto restrizioni monetarie rischia di comprimere il valore degli asset, in particolare quelli obbligazionari, e di rallentare la domanda di credito. Inoltre, una crescita economica più debole — possibile conseguenza di una crisi energetica prolungata — potrebbe aumentare il rischio di insolvenze.

Non a caso, diversi esponenti della Bce hanno sottolineato come il conflitto possa generare uno shock inflazionistico accompagnato da un rallentamento della crescita . In uno scenario estremo, l’eurozona potrebbe trovarsi di fronte a una forma di stagflazione, il che renderebbe ancora più difficile il compito delle Banche centrali e aumenterebbe la pressione sul settore finanziario.

 

Le banche da tenere d’occhio

In questo contesto incerto, alcune grandi banche europee meritano particolare attenzione da parte degli investitori. 

La prima è Banco Santander, uno dei principali gruppi bancari dell’Eurozona con una forte presenza internazionale, soprattutto in America Latina e negli Stati Uniti. Questa diversificazione geografica rappresenta un punto di forza in una fase di turbolenza europea, anche se l’esposizione ai mercati emergenti può amplificare la volatilità. L’istituto di credito spagnolo ha più che triplicato il suo valore negli ultimi tre anni, mentre da inizio 2026 le azioni sono in calo di quasi 5 punti percentuali alla chiusura del 17 marzo. Sulla base del fair value di Forecaster.biz, che prende a riferimento quattro parametri (Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added e EV/Sales), il valore intrinseco di Banco Santander è di circa 10 euro, poco superiore al suo prezzo di mercato.

Da monitorare anche Commerzbank, istituto tedesco particolarmente sensibile all’andamento dell’economia europea. Un rallentamento della crescita o un aumento dei tassi più rapido del previsto potrebbero incidere sulla qualità del credito e sulla redditività, rendendo la banca un indicatore interessante dello stato di salute del sistema. Attualmente, Commerzbank è nel mirino di Unicredit che pochi giorni fa ha lanciato un’offerta pubblica d’acquisto per impadronirsi del rivale. La banca italiana al momento possiede poco meno del 30%, soglia che per la legge tedesca equivale a un’Opa sul resto delle azioni. L’azienda di credito con sede a Francoforte è cresciuta molto in Borsa da quando per la prima volta Unicredit ha acquistato una quota, anche se da inizio anno il titolo è in calo intorno ai 10 punti percentuali. L’azienda comunque è sottovalutata, stando al Forecaster.biz. Il fair value infatti risulta di 38,14 euro, di circa 17 punti percentuali rispetto al suo valore di mercato.

Infine, Société Générale rappresenta un altro player chiave, con un business diversificato tra retail, investment banking e servizi finanziari. La banca francese è spesso considerata più esposta alle dinamiche dei mercati finanziari, e quindi potenzialmente più vulnerabile in fasi di elevata volatilità. Alla Borsa di Parigi, le azioni sono cresciute di oltre due volte nell’ultimo triennio, anche se quest’anno hanno preso terreno nella misura di oltre 5 punti percentuali. Il fair value di circa 121 euro, tuttavia, indica che le azioni hanno uno spazio di rialzo potenziale di oltre l’82%. 

 

Come investire con i certificati

Per investire in Banco Santander, Commerzbank e Société Générale, Vontobel mette a disposizione un certificato Multi Cash Collect con Barriera quotato al Sedex e identificato dal codice Isin DE000VJ7B248. Lo strumento segue le performance azionarie delle tre società prevedendo il pagamento di una cedola mensile di 1,45 euro su un valore nominale di 100 euro. Il rendimento annuo così risulta del 17,4%. Tutto ciò segue il meccanismo del worst-of, ossia pone la condizione che nessuna delle due azioni scenda mai sotto la barriera fissata al 60% del livello barriera. Se alla data autocall tutte le azioni sono sopra lo strike price, il certificato si chiude anticipatamente rimborsando il nominale più l’ultima cedola. Alla scadenza finale (02/03/2028), se anche una sola azione tocca la barriera o si trova al di sotto, il rimborso finale segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito. Se tutti i titoli che compongono il paniere quotano a un valore superiore o pari alla barriera, il certificato restituisce il valore nominale e il premio relativo all’ultimo mese. Il certificato attualmente poco sotto la pari, ma l’aspetto interessante è che il prezzo di tutte le azioni sottostanti si trova ben distante dalla barriera. (Inserzione sponsorizzata).

 

 
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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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