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Banche regionali USA: azioni in picchiata, torna l’incubo?

Banche regionali USA: azioni in picchiata, torna l'incubo di marzo 2023?

A Wall Street sta tornando l’incubo delle banche regionali USA. A preoccupare gli investitori è la situazione della New York Community Bancorp (NYCB), che ha evidenziato una posizione allarmante sulle sue attività immobiliari commerciali. Nell’ultima seduta alla Borsa americana, le azioni della banca hanno chiuso con un disastroso -11,13%, che si aggiunge al passivo del 37,67% del giorno prima. Quest’anno le perdite in Borsa per l’istituto di credito di Hicksville sono arrivate al 43,79%. Il sell-off della NYCB ha trascinato al ribasso l’indice bancario regionale KBW del 2,3%, il più grande crollo giornaliero da marzo 2023, allorché scoppiò la crisi delle banche regionali USA.

 

NYCB: cosa rischia davvero?

Le acquisizioni di Signature Bank dello scorso anno e di Flagstar Bank del 2022 potrebbero essere pagate a caro prezzo da NYCB. Con queste operazioni le sue attività hanno superato la soglia di 100 miliardi di dollari, dove scattano requisiti patrimoniali e di liquidità più severi. Questa settimana la banca ha pubblicato i dati del quarto trimestre 2023, riportando una perdita determinata da accantonamenti per perdite su crediti di 552 milioni di dollari. L’istituto finanziario crede che in corso vi sia un deterioramento del credito nei mercati immobiliari e questo tiene in apprensione il mercato.

Anche sul fronte del reddito netto da interessi la situazione non è troppo rosea. NYCB prevede nel 2024 un risultato compreso tra 2,8 e 2,9 miliardi di dollari, al di sotto nel punto medio dei 2,88 miliardi di dollari stimati dagli analisti. La banca è tra quelle che pagano tassi di interesse più elevati sui depositi e questo, secondo investitori e analisti, finirà per erodere il reddito netto da interessi  con i rendimenti che andranno a calare quest’anno.

Moody’s è pronta a declassare il rating sul debito NYCB in territorio “spazzatura”, dopo averlo messo in revisione. Morgan Stanley invece sta rivedendo le stime degli utili per la banca, mentre Bank of America e UBS hanno tagliato gli obiettivi di prezzo delle azioni. Una voce fuori dal coro è quella di Steven Alexopoulos, analista di JP Morgan, che ha mantenuto il suo rating “overweight” sul titolo NYCB, affermando che rimane la prima scelta per il 2024.

 

Banche regionali USA: cosa può succedere adesso?

Il sell-off sulle azioni delle banche regionali USA è stato alimentato da una valanga di vendite da parte dei trader in opzioni. Lo SPDR S&P Regional Banking ETF è stato preso di mira ieri, con un volume di opzioni balzato a 490 mila contratti, sette volte superiore alla media (dati di Trade Alert). Le opzioni put passate di mano sono state quasi il doppio di quelle call, a testimonianza del sentiment ribassista da parte degli investitori. Per i venditori allo scoperto tutto ciò si è tradotto in 685 milioni di dollari di profitti, secondo i dati della società di analisi Ortex.

Ma quanto è reale il rischio che si possa rivivere la situazione di marzo 2023? Le preoccupazioni sull’erosione del margine di interesse e sull’esposizione al travagliato settore immobiliare non delineano un quadro rassicurante. Senza contare che gli investitori stanno ancora smaltendo la delusione derivante dall’ultima riunione della Federal Reserve, che ha rinviato il momento in cui taglierà per la prima volta il costo del denaro dopo un lungo periodo di strette.

Tuttavia gli analisti non credono che si possa ripetere quanto accaduto lo scorso anno. “L’anno scorso c’è stata una fuga dei depositi. Quest’anno c’è una maggiore qualità del credito”, ha affermato Alexander Yokum, analista azionario senior di CFRA Research. “L’esposizione di NYCB al settore immobiliare è maggiore rispetto ai concorrenti” ha aggiunto. Secondo Stuart Kaiser, responsabile della strategia di trading azionario di Citigroup, in questo momento “c’è un po’ di stress che viene scontato, ma non si avvicina nemmeno lontanamente all’ansia dello scorso anno”.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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