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Banche USA: come il calcio europeo sta generando affari d’oro

Banche USA: come il calcio europeo sta generando affari d'oro

Per le banche USA il calcio europeo sta diventando una miniera d’oro , soprattutto in un periodo in cui l’attività di M&A in generale è rallentata. Colossi finanziari come JP Morgan e Goldman Sachs stanno ottenendo entrate importanti dalla consulenza per le acquisizioni di club calcistici e dai finanziamenti ai più prestigiosi campionati di football. “Wall Street è entrata nel calcio. Le banche d’investimento più grandi si sono rese conto che è un’opportunità troppo grande per lasciarla scappare”, ha dichiarato David Bick, presidente di Square1 Consulting e consulente sulle operazioni di acquisizione delle squadre di calcio.

La situazione ha cominciato a evolversi con il nuovo millennio, allorché il Chelsea è stato acquistato dal miliardario russo Roman Abramovich e il Manchester United dalla famiglia americana Glazer. Adesso il club inglese è in vendita, e si è scatenata una guerra di offerte che vede in testa gruppi di investimento del Qatar, pronti a offrire fino a 5 miliardi di sterline per accaparrarsi la proprietà.

Questa è una grande occasione per le banche USA per guadagnare commissioni ricche sia sul fronte della consulenza che su quello del finanziamento. In particolare, Bank of America è in contatto con lo sceicco Jassim bin Hamad bin Jaber Al Thani, presidente della Qatar Islamic Bank; mentre Goldman Sachs e JP Morgan stanno consigliando l’altro pretendente, il miliardario britannico Jim Ratcliffe. “Molte banche americane sono coinvolte in affari calcistici a causa degli offerenti che vengono coinvolti, molti dei quali sono miliardari americani” ha detto Christina Philippou, docente di Contabilità, Economia e Finanza presso l’Università di Portsmouth.

 

Banche USA: il calcio un affare suggestivo ma rischioso

Secondo i dati di Bloomberg, lo scorso anno i valori dell’M&A nel settore calcistico hanno raggiunto un record di 18,6 miliardi di dollari, superando di slancio il record storico del 2021. Non si è trattato solo di attività di consulenza, ma anche di sostegno alle finanze dei club calcistici in difficoltà a causa delle minori entrate derivanti dai diritti televisivi. In particolare Italia, Francia e Spagna sono stati colpiti dalla crisi scaturita dal Covid-19, che li ha portati a chiedere a investitori esterni, private equity compresi, di stipulare accordi relativi ai diritti tv. All’inizio di quest’anno istituti come Deutsche Bank, Goldman Sachs e JP Morgan si sono offerti di fornire finanziamenti per colmare il debito del campionato italiano di serie A, prendendo in garanzia proprio i diritti televisivi, mentre in Spagna Goldman Sachs si sta adoperando per supportare la ristrutturazione dello stadio Nou Camp di Barcellona.

Finora l’apice del connubio banche-calcio si è raggiunto nel 2021, quando è stata messa al centro dell’attenzione l’ipotesi di creare una Super League europea riservata ai club più prestigiosi di ogni paese. Il piano avrebbe dovuto essere finanziato da JP Morgan, che avrebbe orchestrato anche tutto l’impianto organizzativo. Il progetto si è però disintegrato per l’opposizione dei tifosi delle squadre di calcio e dell’Uefa che hanno considerato la Superlega come un pericolo per lo sport più seguito del mondo.

Al di là del fascino esercitato dal calcio sulle banche USA l’affare rimane rischioso. In Europa si sono registrati numerosi casi di gestione finanziaria “allegra”, con grandi investitori esterni che hanno perduto denaro. Negli anni passati, per esempio, imprenditori cinesi si sono fatti avanti per club come Milan, Atletico Madrid, Southampton e Aston Villa, ma l’ondata di investimenti alla fine si è spenta nella consapevolezza che il ritorno economico non è conforme alle aspettative. Tutto questo per gli istituti di credito è una avvertimento da non sottovalutare.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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