Banco BPM: dividendo sale a 1 euro, Opa su Anima Holding a 7 euro

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Come previsto Banco BPM ha alzato l’offerta per l’acquisizione di Anima Holding. La banca milanese ha portato la posta a 7 euro per azione “cum dividendo“, ottenendo l’adesione di Poste Italiane e FSI, che insieme controllano circa il 21% dell’asset manager su base completamente diluita.

Nei giorni scorsi, il gruppo postale guidato da Matteo Del Fante si era espresso favorevolmente sull’Opa di Piazza Meda, confermando che avrebbe aderito all’offerta a condizione di un aumento del premio allineato ai prezzi di mercato. Nell’ultima seduta alla Borsa di Milano, le azioni Anima hanno chiuso le contrattazioni a 6,98 euro. Grazie al via libera di Poste e FSI, ora Banco BPM aggiunge altre azioni al suo pacchetto di circa il 22%, arrivando a una quota complessiva del 43% fully diluited. Ogni impegno è subordinato all’approvazione dell’assemblea degli azionisti della banca, che è stata convocata per il 28 febbraio 2025.

 

In questo articolo:

  • Banco BPM: cosa rappresenta l’Opa per Anima Holding
  • Banco BPM: l’upgrade del piano strategico
  • I risultati 2024

 

Banco BPM: cosa rappresenta l’Opa per Anima Holding

Banco BPM ha comunicato che l’Opa su Anima Holding rientra nel più ampio contesto del piano industriale, aggiornato oggi, che mira a una “forte crescita dei ricavi”. In tale contesto, l’offerta rafforzerebbe ulteriormente il modello di business attraverso una maggiore diversificazione e la creazione di valore. Tale modello potrà contare sulle sinergie della forza commerciale della banca e dei business relativi all’assicurazione vita e al risparmio gestito. Alla fine del piano, Banco BPM prevede tre obiettivi:

 

  • un aumento dal 40% al 50% dell’incidenza dei proventi diversi dal margine di interesse sul totale dei ricavi;
  • un maggior contributo delle fabbriche prodotto (da 1,18 miliardi previsti nel piano 2023-26 a 1,70 miliardi nel 2027);
  • un incremento del 10% dell’utile per azione rispetto ai dati del piano.

 

L’offerta inoltre, porterà ulteriori benefici grazie a tre ulteriori elementi: in primo luogo, lo sfruttamento dell’opportunità di incrementare il livello di penetrazione dei prodotti Anima all’interno della propria base di clientela. In secondo luogo, l’opportunità di far leva sulla rete di relazioni istituzionali di Banco BPM per promuovere l’attivazione di nuove partnership da parte di Anima nei segmenti retail e istituzionale. E infine, la valorizzazione delle rispettive best practice nella gestione della clientela private di Banca Aletti e Kairos nonché la valorizzazione degli investimenti alternativi.

 

Banco BPM: l’upgrade del piano strategico

Il Consiglio di amministrazione di Banco BPM ha anche aggiornato il Piano strategico al 2027. Quest’ultimo si fonda sui 7 pilastri del precedente piano 2023-2026, aggiungendone uno che tiene conto dell’integrazione di Anima Holding a partire dal secondo semestre dell’anno in corso. I 7 pilastri sono:

 

  • consolidamento di banca vicina alle imprese e alle PMI;
  • rafforzamento del risparmio gestito e dell’assicurazione vita;
  • sviluppo delle fabbriche prodotto in ottica di rafforzamento di un modello di business maggiormente diversificato e a più alto valore aggiunto;
  • potenziamento dell’omnicanalità per una banca sempre più digitale;
  • conferma dell’innovazione come una priorità a rendere la banca più lean e più sicura in ambito cyber;
  • obiettivo di vicinanza alle persone e alla comunità, supportandone la crescita;
  • conferma della volontà di ulteriore rafforzamento del profilo patrimoniale del gruppo.

 

In considerazione del quadro strategico delineato, Banco BPM si prefigge come obiettivo quello di raggiungere nel 2027 i seguenti obiettivi:

 

  • proventi operativi di 6,36 miliardi di euro (da 5,70 miliardi di euro del 2024), di cui 3,15 miliardi di euro derivanti da interessi (3,44 miliardi nel 2024) e 2,78 miliardi di euro da commissioni nette (2 miliardi nel 2024);
  • utile netto pari a 2,15 miliardi di euro (da 1,69 miliardi del 2024), che riflette un margine di interesse in decremento a fronte di uno scenario macro meno favorevole e una componente reddituale non da interessi in incremento per circa 0,45 miliardi di euro, di cui 0,28 miliardi di commissioni;
  • decremento della base dei costi totali, pari a circa 0,06 miliardi di euro, grazie alla rigorosa attività di contenimento costi per fronteggiare le dinamiche inflattive, già implementata dalla banca, in grado di compensare l’incremento degli ammortamenti in coerenza con il piano investimenti;
  • contributo di Anima all’utile netto per circa 0,2 miliardi di euro;
  • CET 1 ratio al 14,4 % (15% del 2024) a esito del riscontro positivo relativamente all’applicazione del trattato regolamentare del Danish Compromise.

 

Quanto alla remunerazione agli azionisti, il management si impegna a raggiungere oltre 6 miliardi di euro complessivi nel periodo 2024-2027, a cui si aggiunge 1 miliardo di euro per ulteriore distribuzione in seguito all’ottenimento di un riscontro positivo riguardo il Danish Compromise. Ciò si confronta con i 4 miliardi di euro previsti dal Piano strategico 2023-2026.

 

I risultati del 2024

L’istituto di credito guidato da Giuseppe Castagna ha presentato contestualmente i risultati finanziari relativi all’anno 2024, che hanno raggiunto record storici. Nel periodo la banca ha registrato ricavi complessivi per 5,70 miliardi di euro, in crescita del 6,8% rispetto ai 5,34 miliardi di euro del 2023. Delle entrate totali, 3,59 miliardi di euro riguardano il margine di interessi e 2,11 miliardi gli altri proventi operativi tra cui le commissioni nette. L’utile netto d’esercizio è balzato del 51,9% anno su anno attestandosi a 1,92 miliardi di euro.

L’eccellente performance ha permesso di incrementare i dividendi portandoli ai massimi storici, con un payout di circa l’80% rispetto all’utile netto (67% nel 2023). Più precisamente, i dividendi 2024 ammontano a 1,5 miliardi di euro, in aumento di 650 milioni di euro rispetto all’anno precedente, con un dividendo per azione pari a 1 euro. Il rendimento della cedola risulta dell’11,2%, considerando il prezzo di chiusura delle azioni Banco BPM all’11 febbraio 2025.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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