Banco BPM cerca di rafforzare la barricate per difendersi dall’attacco di Unicredit. La terza banca italiana, con un esposto curato dai legali Michele Carpinelli, Filippo Troisi e Andrea Zoppini, ha chiesto alla Consob di rendere improcedibile l’OPS lanciata dal gruppo bancario di piazza Gae Aulenti al fine di “tutelare tutti gli stakeholder della banca e del mercato, nonché l’offerta pubblica di acquisto promossa sulle azioni di Anima Holding”. L’esposto è frutto di quanto deciso dal Consiglio di amministrazione della società guidata da Giuseppe Castagna, riunitosi ieri, che ha ribadito un secco no all’OPS depositata venerdì scorso da Unicredit presso l’autorità di regolamentazione.
La banca guidata da Andrea Orcel ha confermato la sua offerta con un concambio di 0,175 azioni Unicredit per ogni titolo del Banco BPM, per un valore di 6,65 euro, definendola “congrua”. La risposta di Banco BPM è stata netta: la proposta non può essere congrua in quanto non incorpora i risultati trimestrali, l’acquisto di una partecipazione del 5% in Banca MPS e l’avvio dell’OPA su Anima Holding. Quindi, il premio determinato sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Unicredit al 22 novembre rispetto a quello delle azioni Banco BPM al 6 novembre non è del 14,8% riportato da Gae Aulenti, ma del 3,9%. Tra l’altro, se si considerano le quotazioni di chiusura di lunedì 16 dicembre – giorno antecedente alla riunione del Cda di Banco BPM – si ricava uno sconto (e non un premio) del 14,2%. “Ogni riferimento al prezzo dell’azione al 6 novembre, definito da Unicredit undisturbed, è inappropriato e non pertinente”, ha comunicato il Banco. Pertanto, “non crediamo possa giovare alla trasparenza del mercato annunciare un corrispettivo facendo presupporre allo stesso tempo che potrebbe essere rivisto”. In sostanza, l’obiettivo di Unicredit sarebbe stato quello di proporre un prezzo basso per limitare lo spazio di manovra del Banco BPM con riferimento alla passivity rule, condizionando anche l’OPA su Anima.
Castagna è stato ancora più netto. “L’operazione proposta da Unicredit non riconosce un premio a favore dei nostri azionisti, come confermato dal giudizio del mercato che sin dal primo giorno valuta il concambio a sconto”, ha dichiarato. “Peraltro, non si comprende il motivo per cui il prezzo dell’azione non debba tenere conto delle operazioni straordinarie lanciate dalla banca, a partire dall’OPA su Anima, per non parlare degli ottimi risultati dell’ultima trimestrale annunciati proprio il 6 novembre”.
Banco BPM: cosa faranno gli azionisti Unicredit?
Castagna sta cercando di convincere gli azionisti a non cedere di fronte alla avances di Orcel, facendo leva sugli svantaggi che comportebbe per loro e per la banca un’operazione di fusione. “Siamo convinti che i nostri azionisti, con i quali il dialogo è costante e proficuo, ci supporteranno in questa scelta, certi che la banca possa continuare a crescere e generare profitti e dividendi, proseguendo il percorso di sviluppo concreto e credibile che abbiamo intrapreso”, ha affermato.
Il top manager ha cercato di evidenziare alcune zone grigie della seconda banca italiana, come l’esposizione in Russia e l’operazione in Germania su Commerzbank. “Ritengo che i nostri azionisti abbiano il diritto di conoscere quali sono i possibili sviluppi, i rischi e i costi associati, sia in riferimento all’operazione Commerzbank sia all’eventuale dismissione delle attività in Russia, peraltro già richiesta dalle autorità europee”.
Unicredit, dal canto suo, per ora sta provando a superare lo scoglio Crédit Agricole, che detiene una quota del 9% e può arrivare al 15,1% con l’esercizio degli strumenti derivati, in Banco BPM. Prima della fine dell’anno è atteso un vertice tra i due amministratori delegati Orcel e Philippe Brassac, per discutere delle contropartite alla eventuale cessione della quota che riguardano il risparmio gestito, il credito al consumo e l’assicurazione danni.
Unicredit sale al 28% di Commerzbank
La contromossa di Unicredit alle decisioni del Cda di Banco BPM si è concretizzata con un comunicato di questa mattina in cui Piazza Gae Aulenti ha annunciato la sottoscrizione di nuovi strumenti finanziari che danno il diritto di arrivare fino al 28% di Commerzbank. La banca milanese è in attesa dell’autorizzazione della Banca centrale europea per oltrepassare la quota del 10% e arrivare al 29,9%. Intanto detiene una partecipazione diretta del 9,5%, a cui si aggiunge un 18,5% tramite derivati. In una nota, Unicredit precisa che “il prezzo medio di ingresso per l’intera posizione è inferiore alle attuali quotazioni e soddisfa tutti i parametri finanziari che la banca si è impegnata a rispettare nei confronti degli azionisti”. Inoltre, l’istituto precisa che la sua esposizione economica “è quasi completamente coperta, dimostrando prudenza nell’approccio e garantendo piena flessibilità e opzionalità”.
Tra l’altro, aggiunge Unicredit, l’operazione conferma la convinzione che “all’interno di Commerzbank vi sia un valore significativo che deve essere consolidato”, e “la fiducia nella Germania, nelle sue imprese e nelle sue comunità, nonché l’importanza di un settore bancario forte nel sostenere lo sviluppo economico del Paese”. Ad ogni modo, Unicredit puntualizza che la posizione al momento rimane di puro investimento e non ha alcun impatto sull’OPS su Banco BPM. “L’obiettivo principale del team manageriale di Unicredit rimane la prosecuzione del piano Unicredit Unlocked e la realizzazione di una crescita e una distribuzione agli azionisti che siano sostenibili. Infatti, è qui che Unicredit continua a credere di poter estrarre il massimo valore per tutti i suoi stakeholder”, ha riferito il gigante finanziario italiano.









