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BCE: 3 punti focali dalla riunione di oggi

BCE: 3 punti focali dalla riunione di oggi

Tra poco la BCE svelerà le sue decisioni di politica monetaria nel consueto meeting periodico. L’appuntamento è alle ore 14:15, mentre mezz’ora dopo il Governatore Christine Lagarde parlerà in conferenza stampa davanti ai giornalisti. Con un’inflazione al 9,9%, praticamente cinque volte il target della Banca Centrale Europea, è difficile immaginare qualsiasi forma di accomodamento monetario, sebbene i Governi europei siano molto preoccupati per le dinamiche della crisi conseguenti a una stretta eccessiva. Tuttavia, quanto emerge dal Consiglio Direttivo della banca andrà visto ad ampio raggio, anche in prospettiva delle misure che l’Eurotower sarà in grado di prendere se la situazione dovesse precipitare. Gli osservatori di mercato presteranno attenzione su tre grandi punti essenziali, vediamoli di seguito.

 

Tassi d’interesse

Gli economisti si aspettano un rialzo dello 0,75% e su questo obiettivamente ci sono pochi dubbi. Dove invece ancora la discussione è rovente è sul seguito e su dove far andare i tassi di deposito. I falchi all’interno del Board come il Governatore della Bundesbank Joachim Nagel pressano affinché il ritmo delle strette sia mantenuto elevato fino a quando l’inflazione non si abbasserà sensibilmente. La BCE però dovrà anche affrontare la pressione di alcuni Governi nell’Eurozona che temono un crollo della domanda con tassi troppo alti. Il nuovo Primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha contestato la politica di Francoforte nel suo primo intervento da premier in Parlamento. E anche il Presidente francese Emmanuel Macron ha appoggiato la linea meloniana di favorire lo stimolo all’economia.

In questo momento, quindi, Lagarde si trova stretta tra due fuochi e da dicembre potrebbe optare per un aumento più cauto dello 0,5%, a meno di altri dati catastrofici sull’inflazione. Quanto al tasso sui depositi, se verrà raddoppiato all’1,5% dallo 0,75% in questa riunione, si arriverebbe a un “livello di neutralità”, ovvero dove l’impatto sull’economia dovrebbe essere nullo e senza alcun effetto sull’inflazione.

 

Denaro parcheggiato presso la BCE

Durante la pandemia, la BCE ha messo in piedi operazioni TLTRO per un totale di 2.100 miliardi di euro. Questa enorme liquidità ora rischia di essere parcheggiata presso la Banca Centrale sfruttando tassi d’interesse più alti. Ciò non è molto gradito ai funzionari dell’Eurotower, che temono per le famiglie e le imprese devastate dall’inflazione. A quel punto le soluzioni potrebbero essere o la modifica dei termini di deposito o la riduzione dei tassi riconosciuti alle banche. Entrambe le opzioni hanno delle controindicazioni che dovranno essere pesate dall’istituto monetario.

 

Quantitative tightening

La BCE ha in bilancio la quantità enorme di 5.000 miliardi di obbligazioni accumulati durante la pandemia, quando ha rafforzato il quantitative easing. Il problema adesso è come smaltirli in ottica di ridurre la circolazione di denaro per combattere l’inflazione. Gli economisti si aspettano che una stretta quantitativa non inizierà prima del terzo trimestre del 2023, quindi difficilmente il Board darà indicazioni precise oggi. Anche in questo caso, tuttavia, le pressioni dei falchi si fanno sempre più insistenti, il che non esclude che magari in conferenza stampa Lagarde fornirà qualche cenno al riguardo.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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