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BCE: 5 punti chiave nella riunione di questa settimana

BCE: 5 punti chiave nella riunione di questa settimana

La riunione di giovedì 25 gennaio della Banca centrale europea (BCE) potrebbe rappresentare una tappa fondamentale per determinare l’orientamento sui tassi di interesse per il 2024. Le dichiarazioni dei vari funzionari dell’Eurotower la scorsa settimana al World Economic Forum di Davos hanno soffocato le speranze degli investitori su massicce riduzioni del costo del denaro quest’anno e su una prima mossa già ad aprile. Il governatore Christine Lagarde ha detto chiaramente che difficilmente l’istituto centrale si muoverà prima dell’estate, sebbene molto dipenda dai dati macroeconomici che saranno rilasciati nei prossimi mesi.

Sotto questo aspetto, finora i risultati sull’inflazione e sul mercato del lavoro non sono troppo rincuoranti. L’indice dei prezzi al consumo è tornato a salire nel mese di dicembre, anche se bisogna considerare che il raffronto con lo stesso periodo dell’anno precedente è viziato dal venire meno dei contributi statali alle componenti essenziali di cibo ed energia. Sul fronte del mercato del lavoro il tasso di disoccupazione è al minimo storico e ciò assume maggiore valenza in rapporto a un’economia dell’eurozona in deciso rallentamento. I funzionari della BCE vogliono vedere la crescita dei salari in calo prima di abbassare i costi di finanziamento e questo è uno degli aspetti che Lagarde probabilmente sottolineerà giovedì durante la conferenza stampa.

 

BCE: ecco cosa aspettarsi giovedì

Nella riunione di questa settimana della Banca centrale ci saranno cinque punti chiave che saranno osservati con attenzione da parte di analisti e investitori.

Il primo riguarda le decisioni sui tassi. Non ci dovrebbero essere modifiche, dopo l’interruzione dei rialzi avvenuta a ottobre. Le aspettative degli analisti sono che Lagarde ribadisca che è ancora troppo presto per discutere dei tagli. Una prospettiva quella di grandi sforbiciate che è stata respinta non solo dai falchi del Board, ma anche dai funzionari che finora si erano mostrati più accomodanti.

Il secondo punto sarà la rapidità di azione della BCE. Gli operatori di mercato continuano a scontare che il primo taglio avverrà questa primavera, sebbene rispetto al passato la tempistica sia stata posticipata da marzo ad aprile. A marzo Francoforte pubblicherà le nuove previsioni sull’inflazione e sulla crescita. Da lì si potrebbero trarre maggiori spunti circa l’avvio di una discussione su un eventuale allentamento. Per il momento il Consiglio direttivo non intende muoversi prima dell’estate.

Il terzo punto si basa è inflazione, ovvero quanto essa debba scendere prima che arrivino i tagli dei tassi. L’obiettivo sarebbe quello di giungere in maniera stabile al target di lungo periodo del 2%, con un’inflazione core – depurata dalle componenti volatili di cibo ed energia – al 2,5%. Le tensioni nel Mar Rosso potrebbero però essere un grosso ostacolo perché rischiano di riaccendere pericolose spirali inflazionistiche. I mercati sono fiduciosi e scontano un costo della vita di poco superiore all’1,5% nell’arco di un anno.

Il quarto punto concerne i salari. Per la BCE rappresentano il più grande rischio di risalite dei prezzi. La crescita delle retribuzioni si è attestata al 3,8% a dicembre, in calo netto rispetto al 5,2% di ottobre ma in risalita mese su mese. Questo è avvenuto per via degli accordi tra imprese e sindacati, che dovrebbero continuare nella prima fase del 2024. L’autorità monetaria vuole che il ritmo di crescita dei salari non superi il 3% prima di attuare il primo taglio dei tassi.

Il quinto punto riguarda l’economia dell’eurozona. La Germania è in recessione e altre Big potrebbero seguirla. Il punto è quanto sarà profonda la contrazione economica dell’eurozona. Le previsioni sono per una flessione lieve, ma gli economisti ritengono che l’entità della recessione non farà una grande differenza nella decisione se iniziare a tagliare il costo del denaro ad aprile oppure in estate.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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