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BCE: 5 questioni nella riunione di oggi

BCE: 5 questioni nella riunione di oggi

Tra poche ore la Banca Centrale Europea (BCE) farà sapere la decisione che ha preso sui tassi d’interesse e le linee tracciate della sua politica monetaria per i prossimi mesi. L’aspettativa non è delle migliori, sulla base di quanto nei giorni scorsi il Governatore Christine Lagarde ha dichiarato al World Economic Forum a Davos. Il numero uno dell’Eurotower ha ribadito con convinzione che è necessario mantenere la rotta circa la strada intrapresa per portare l’inflazione all’obiettivo del 2%. Il punto è che di strada da fare ce n’è ancora molta, dal momento che ancora i prezzi crescono per più di 4 volte rispetto al target delineato. E se questo vuol dire che i tassi saranno aumentati con durezza fino a che il traguardo non venga raggiunto, è facile pensare che una recessione possa essere alle porte.

Tuttavia, i dati sulla crescita del quarto trimestre della zona euro non danno queste preoccupazioni. Anzi, stando a quanto emerso, è più probabile che una contrazione sia scongiurata. C’è da dire che le asperità sono parecchie, perché in primis l’aggressività della BCE non si è ancora fermata e in secondo luogo gli effetti delle strette sui tassi finora attuate non si sono ancora del tutto riflessi sull’economia.

 

BCE: ecco su cosa prestare attenzione nel meeting di oggi

La riunione di oggi avrà comunque un’importanza estrema, anche in considerazione di come potranno reagire i mercati finanziari alle scelte dell’istituto centrale e alle parole da passare al setaccio che dirà Lagarde in conferenza stampa. Saranno cinque le questioni sotto osservazione.

La prima allude ovviamente a quanto aumenteranno i tassi d’interesse. Sembra scontato che il costo del denaro salirà di 50 punti base, ma ciò che interessa veramente è cosa dirà il Presidente della BCE in merito al picco. Le aspettative sono di un tasso terminale al 3,5% dal 2,5% attuale, in un contesto in cui Francoforte continuerà la linea dura. “La BCE deve essere aggressiva”, ha dichiarato Eoin Walsh, partner di TwentyFour Asset Management. “Non so se Lagarde dirà che i prezzi di mercato del tasso terminale sono troppo bassi, ma mi aspetto che ribadisca che la BCE continuerà ad aumentare i tassi”.

La seconda questione concerne i segnali che la BCE invierà per i prossimi mesi. L’ala più intransigente del Consiglio Direttivo spinge per un altro grande aumento a marzo, membri di Olanda e Slovacchia in testa. Anche Lagarde sarebbe dello stesso avviso. Le colombe invece fanno leva sul fatto che l’inflazione complessiva sia in discesa per portare avanti l’attuazione di una linea più morbida. Fabio Panetta è convinto che la Banca Centrale non dovrebbe prendere alcuna posizione per il momento, con riferimento ai prossimi mesi.

La terza questione si riferisce al quantitative tightening (QT). Il programma di acquisto di assets sarà ridotto di 15 miliardi di euro al mese a partire da marzo fino a giugno. Ma poi cosa succede? Secondo Patrick Saner, responsabile della strategia macro di Swiss Re, “la BCE fornirà ulteriori indicazioni sul bilancio, anche su come saranno gestiti i diversi programmi APP e, soprattutto, anche sulla prevista liquidazione delle partecipazioni cross-country”. Mentre gli analisti di UBS si aspettano che il ritmo del QT dopo giugno sarà deciso in un secondo momento.

La quarta questione allude alla previsione del percorso inflazionistico. Le proiezioni aggiornate della BCE non saranno disponibili prima del meeting del prossimo mese, ma con ogni probabilità Lagarde sarà pressata in conferenza stampa riguardo a come vede l’inflazione core, che non considera l’andamento volatile dei beni alimentari ed energetici. Non è sicuro che l’ex-FMI si sbottonerà in proposito, ma qualsiasi segnale sarà di importanza vitale per capire il percorso che adotterà l’Eurotower in tema di politica monetaria.

Infine, bisognerà vedere quanto la BCE sia ottimista sulle prospettive di crescita dell’Eurozona. Il Governatore della Banca Centrale portoghese Mario Centeno sostiene che la recessione possa essere evitata. Allo stesso modo, alcune banche d’affari come JP Morgan e Goldman Sachs vedono più probabile una crescita che una flessione dell’economia nel primo trimestre 2023.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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