La Bce gioca in difesa: i tassi rimangono invariati

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Nessuna sorpresa dalla riunione della Banca Centrale Europea. Il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento: il tasso sui depositi resta al 2,00%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,40%.

La presidente Christine Lagarde ha sottolineato che «l’inflazione resta prossima all’obiettivo del 2% a medio termine e la valutazione delle prospettive di inflazione condotta dal Consiglio direttivo si conferma pressoché invariata». L’economia dell’area euro continua a mostrare una buona capacità di tenuta, sostenuta dal vigore del mercato del lavoro, dalla solidità dei bilanci privati e dalle precedenti riduzioni dei tassi.

 

In questo articolo:

 

  • Eurozona, l’inflazione resta stabile
  • Le prospettive restano incerte
  • Euro digitale, possibile emissione entro il 2029

 

Eurozona, l’inflazione resta stabile

Secondo la stima preliminare Eurostat, il PIL dell’Eurozona è cresciuto dello 0,2% nel terzo trimestre. Il settore dei servizi, trainato dal turismo e dai comparti digitali, ha compensato il rallentamento della manifattura, frenata da dazi e incertezze geopolitiche. Nonostante la domanda di manodopera in calo, la disoccupazione resta ai minimi storici (6,3% a settembre).

Sul fronte dei prezzi, l’inflazione annuale è salita al 2,2% a settembre, dal 2,0% di agosto, principalmente per effetto di un minore calo dei prezzi energetici. L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari, è rimasta stabile al 2,4%. «Gli indicatori dell’inflazione di fondo restano coerenti con il nostro obiettivo del 2% a medio termine», ha ribadito Lagarde, aggiungendo che i costi del lavoro dovrebbero moderarsi ulteriormente nei prossimi mesi grazie al miglioramento della produttività e a un rallentamento delle retribuzioni.

 

Le prospettive restano incerte

La Bce riconosce tuttavia che «le prospettive restano incerte, soprattutto a causa delle tensioni geopolitiche e delle controversie commerciali internazionali». Secondo la presidente della Banca Centrale Europea, alcuni rischi al ribasso sono stati attenuati dall’accordo commerciale UE-USA e dal recente cessate il fuoco in Medio Oriente, ma la volatilità del commercio globale continua a rappresentare una minaccia per crescita e inflazione.

Lagarde ha confermato che la politica monetaria resterà «guidata dai dati», senza vincolarsi a un percorso prestabilito dei tassi. Le decisioni saranno valutate di volta in volta in base all’evoluzione dell’inflazione, ai rischi economici e alla capacità del sistema finanziario di trasmettere efficacemente la politica monetaria.

 

Euro digitale, possibile emissione entro il 2029

Tra le novità, la Bce ha anche annunciato il passaggio alla fase successiva del progetto sull’euro digitale, per garantire la preparazione tecnica in vista di una possibile emissione e rafforzare la sovranità monetaria europea.

La tempistica indicata prevede che, a condizione che entro il 2026 sia approvata la normativa europea necessaria, possa avviarsi un progetto pilota già “a partire dalla metà del 2027” e che il sistema sia pronto per una possibile emissione entro il 2029.

 

La BCE archivia così una riunione interlocutoria, confermando un approccio improntato alla cautela e alla dipendenza dai dati. L’attenzione ora si sposta al prossimo appuntamento del 18 dicembre 2025, quando il Consiglio direttivo presenterà le nuove proiezioni macroeconomiche, estese per la prima volta fino al 2028.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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