BCE verso un taglio dei tassi, sarà l’ultimo della serie?

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Sale l’attesa per la riunione di oggi della Banca centrale europea, che dovrebbe tagliare i tassi di interesse per la seconda volta quest’anno. Il mercato ha completamente scontato una riduzione di un quarto di punto, con il tasso sul rifinanziamento principale che dovrebbe scivolare al 2,65% e il tasso sui depositi al 2,5%. Rispetto al picco dello scorso anno, si arriverebbe a una sforbiciata complessiva di 150 punti base.

Il punto però è un altro. Se finora il Consiglio direttivo è stato concorde sulla direzione della politica monetaria in funzione dell’inflazione e della crescita, oggi spuntano disaccordi su dove si trovi esattamente il livello neutrale del tasso di riferimento, ovvero quel tasso con cui l’economia non si espande né si contrae. Nel mese di gennaio, la governatrice della BCE, Christine Lagarde, sosteneva che l’intervallo del tasso neutrale fosse compreso tra l’1,75% e il 2,25%, ma da allora non ha fornito altre indicazioni. Si tratta di un tema è importante, perché andrebbe a condizionare tutta la politica futura dei tassi.

 

BCE: come si muoverà nell’attuale fase di incertezza

Se fino a questo momento ci sono stati pochi dubbi sull’allentamento della Banca centrale, è perché l’inflazione dell’eurozona era diretta verso l’obiettivo del 2% e la crescita si mostrava anemica. Oggi però sono subentrati alcuni elementi nuovi che andranno considerati. La Commissione europea ha proposto un gigantesco piano di spesa per la difesa fino a 800 miliardi di euro, mentre la Germania vuole cambiare la sua Costituzione avanzando un progetto di investimenti militari e per le infrastrutture da 1.000 miliardi. Tutto questo finirebbe per rilanciare la crescita e arrestare il regresso dell’inflazione. Che motivo ci sarebbe di schiacciare sull’acceleratore per allentare la politica monetaria?

Una tale incertezza diventa ancora più rilevante se si considera l’impatto che potrebbero avere gli eventuali dazi sull’Europa da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’inquilino della Casa Bianca ha già avvertito che il Vecchio continente non sarà risparmiato, ma secondo molti osservatori è la solita strategia per spuntare accordi il più possibile vantaggiosi. Crhistine Lagarde probabilmente sarà incalzata sull’argomento oggi nella conferenza stampa che chiude il meeting della BCE. In particolare, i giornalisti le chiederanno come cambierà la politica monetaria a seconda dei vari scenari che si potrebbero presentare sul fronte dei dazi.

Alla luce di tutti questi elementi di incertezza, quello di oggi potrebbe essere “l’ultimo taglio dei tassi facile, poiché i disaccordi (all’interno del comitato direttivo della BCE, n.d.r.) crescono”, hanno affermato gli analisti di Bank of America. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, i responsabili politici hanno intensificato il dibattito nelle ultime settimane e si concentreranno sul fatto che “le condizioni finanziarie generali e dei prestiti bancari, i rapporti aziendali e i prestiti indichino che i tassi sono ancora restrittivi”. A giudizio degli analisti di Citigroup, la BCE effettuerà “una comunicazione più cauta, che non affermi più una politica monetaria restrittiva. I cambiamenti geopolitici potrebbero alla fine generare politiche fiscali reflazionistiche, ma nel breve termine probabilmente aumenteranno l’argomento a favore dell’allentamento monetario”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari