BlackRock: ecco quanto ha perso con gli asset russi - Borsa e Finanza

BlackRock: ecco quanto ha perso con gli asset russi

BlackRock: ecco quanto ha perso con gli asset russi

La guerra Russia-Ucraina è stata una mazzata per BlackRock, il più grande gestore patrimoniale del mondo. Da quando Vladimir Putin ha dichiarato guerra invadendo il territorio ucraino, la società finanziaria ha perso circa 17 miliardi di dollari dalle sue partecipazioni russe. Alla fine di gennaio gli asset russi detenuti dai clienti ammontavano a più di 18,2 miliardi di dollari, ma poi le sanzioni imposte dall’Occidente e la chiusura della Borsa di Mosca hanno praticamente affossato il valore di tali titoli, con BlackRock che ha ridotto sensibilmente le attività.

Il 28 febbraio il fondo ha chiuso tutti gli acquisti, con le partecipazioni che erano meno dello 0,01% del totale degli asset in gestione, ammontante a circa 1 miliardo di dollari. La distruzione di valore va comunque rapportata al capitale enorme che BlackRock amministra, che oggi corrisponde a più di 10.000 miliardi di dollari. La società d’investimento con sede a New York non ha fornito una ripartizione dettagliata né dei titoli russi su cui ha investito, né su quali fondi abbiano conseguito perdite.

Tuttavia, ha ridotto il valore di ERUS, il suo più grande fondo quotato russo a 1 milione di dollari, dai 600 milioni che valeva al 31 dicembre 2021. Inoltre, ha comunicato di aver rinunciato alle commissioni di gestione su tutti i suoi ETF russi e su un fondo europeo che era fortemente esposto alla Russia e che ha diminuito il suo valore patrimoniale netto da 622 a 269 milioni di euro.

L’Amministratore Delegato di BlackRock, Larry Fink, ha affermato che l’azienda si terrà strettamente a contatto con le Autorità regolamentari, i fornitori di indici e gli altri operatori di mercato in modo da garantire che i clienti possano chiudere le loro posizioni in essere qualora le condizioni normative e di mercato lo consentano.

 

Debito russo: situazione sempre più precaria

BlackRock non è l’unico grande fondo con una certa esposizione nei confronti degli asset russi. Anche Janus Henderson, Ashmore e Western Assets rischiano di subire importanti perdite da un eventuale default del debito russo ad esempio. Oggi pure le grandi banche d’affari americane, Goldman Sachs e JPMorgan, hanno annunciato il ritiro delle loro attività da Mosca, recependo le istruzioni arrivate dalla Casa Bianca.

Insomma, la situazione continua a peggiore e sembra che il default della Russia sia una questione di giorni. L’agenzia di rating Fitch Ratings ha parlato di default imminente commentando il suo declassamento del debito russo. In questi ultimi giorni Putin ha provato alcune mosse disperate, come quella di emanare un decreto per consentire al fondo sovrano di comprare titoli di Stato e azioni russe. Già comunque cedole per 29 miliardi di dollari a investitori stranieri sono andati in fumo e un decreto governativo del 5 marzo ha stabilito che più di 50 giurisdizioni considerate ostili alla Russia potranno ricevere gli interessi sulle obbligazioni espressi in valuta straniera solamente in rubli.

Una scelta questa che accende grandi controversie a livello internazionale, le quali probabilmente finiranno in qualche tribunale. Difficile immaginare che i creditori possano rivolgersi ai tribunali russi, però le cedole dei buoni del Tesoro russo in scadenza il 16 marzo sono regolate dal diritto inglese, quindi è possibile che qualcuno prenda la strada della giustizia britannica. Per quanto in tempo di guerra ciò possa portare a qualche risvolto positivo.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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