La Blockchain è entrata nel settore del private banking e della gestione patrimoniale, un ingresso temuto ma visto anche come una grande opportunità. In ogni caso, un ingresso che cambierà il modo in cui vengono custoditi, scambiati e gestiti gli asset finanziari e reali, dunque con un impatto determinante sul settore. È questo il messaggio emerso durante l’Innovation Forum di Franklin Templeton, che ha visto anche la partecipazione di Andrea Ragaini in qualità di presidente di Aipb, l’Associazione italiana private banking.
Ragaini ha lanciato subito un allarme, o un’esortiazione, perché “oggi il tema è un po’ troppo fuori dal radar dell’industria italiana”, anche se la traiettoria di crescita appare evidente. Gli asset tokenizzati globali restano sotto i mille miliardi di euro, ma le stime per il prossimo decennio indicano uno sviluppo potenzialmente esplosivo, con valori che potrebbero raggiungere tra 20 e 30mila miliardi entro il 2035. La blockchain, ha spiegato il presidente di Aipb, “rappresenta un cambio di infrastruttura tecnologica”.
Finora, tuttavia, soltanto il 15% dei clienti private italiani dichiara di conoscere bene blockchain, wallet digitali e tokenizzazione, mentre circa il 60% ne ha soltanto sentito parlare. “L’81% dei clienti ci dice che la propria cultura finanziaria è migliorata grazie al rapporto con il private banker”, ha ricordato Ragaini, sottolineando il lavoro di informazione e formazione che toccherà ai private bankers nei prossimi anni.
In questo articolo:
- Perché la Blockchain può rivoluzionare il private banking
- Come cambieranno i mercati privati
- Il nuovo ruolo dei private banker
Perché la blockchain può rivoluzionare il private banking
Uno dei punti centrali dell’intervento del manager riguarda il ruolo della blockchain come leva di trasformazione del modello operativo del private banking. Ragaini ha ricordato come la finanza abbia già attraversato in passato grandi cambiamenti infrastrutturali, dalla dematerializzazione dei titoli al trading elettronico. Oggi, però, la velocità dell’innovazione è molto più elevata. “Quando ho iniziato a lavorare in banca – ha raccontato – esistevano ancora i caveau con le cedole fisiche dei titoli”, nonostante Monte Titoli fosse già operativo da anni. Questo dimostra che in passato la diffusione tecnologica richiedeva tempi lunghi, mentre ora la trasformazione avviene molto più rapidamente.
Ma in che direzione si sta muovendo questa innovazione? La blockchain viene vista come la base di una nuova architettura finanziaria, capace di rendere più efficienti processi oggi complessi e costosi. In particolare, la tokenizzazione potrebbe aumentare liquidità e accessibilità di asset oggi difficili da negoziare, come infrastrutture, real estate, commodity o private market. “Oggi investire in quote frazionate di un immobile richiede strutture amministrative complesse, tempi lunghi di regolamento e costi elevati. Attraverso la blockchain gli asset possono essere rappresentati da token digitali scambiabili quasi istantaneamente, con una drastica riduzione delle frizioni operative” ha spiegato Ragaini.
Per tale ragione, la tokenizzazione può quindi favorire una democratizzazione degli investimenti: “La costruzione di un’infrastruttura di scambio dei token digitali può aprire un mercato che oggi non esiste”, ha spiegato, sottolineando come la liquidità sia spesso il fattore che determina l’espansione di un mercato finanziario.
Come cambieranno i mercati privati
Uno degli ambiti in cui la Blockchain potrebbe avere gli impatti più rilevanti è quello dei private market (mercati privati). Oggi, ha osservato Ragaini, meno dell’1% dei portafogli delle famiglie italiane è investito in asset privati, nonostante da anni l’industria ne sottolinei le opportunità. Il problema non è solo di ’accessibilità, ma anche di liquidità degli strumenti disponibili. Molti investitori privati restano riluttanti a immobilizzare capitale in asset difficili da vendere rapidamente.
In questo contesto, la blockchain può rappresentare una svolta. “La tokenizzazione può agevolare gli investimenti nei private market grazie alla possibilità di frazionare gli asset e creare mercati secondari più efficienti. La liquidabilità rappresenta il vero elemento disruptive della tecnologia”. La stessa logica potrebbe estendersi anche agli asset non tradizionali, come opere d’arte, auto da collezione o luxury asset. L’Aipb considera già l’arte come una vera asset class, e la blockchain viene vista come un fattore abilitante per rendere questi investimenti più accessibili e negoziabili.
Il presidente di Aipb ha anche citato l’esempio della Ferrari 499P vincitrice della 24 Ore di Le Mans nel 2023, tokenizzata in 100 quote assegnate ai primi cento clienti del marchio. Secondo il relatore il “pleasure asset”, è diventato in tal modo un investimento vero e proprio, destinato potenzialmente ad aumentare di valore nel tempo.
Il nuovo ruolo dei private banker
In tutto questo il private banker dovrà trovare un nuovo posizionamento per il suo ruolo. Finora, infatti, la consulenza patrimoniale si è sviluppata attraverso piattaforme separate, con differenti dossier per ogni tipologia di asset class: titoli, immobili, partecipazioni societarie, opere d’arte e altro. Con l’arrivo dei wallet digitali tutta la ricchezza del cliente potrebbe essere visibile e gestibile in un unico ambiente: “Non ci saranno soltanto asset digitali – ha precisato Ragaini – ma tutta la ricchezza del cliente”. Il private banker non sarà più soltanto il gestore di investimenti finanziari tradizionali, ma il consulente dell’intero patrimonio del cliente.
Un cambiamento, secondo il vicedirettore di Aipb, che può generare ansia tra i private banker, ma che deve essere intrapreso rapidamente. “Nel lungo termine, il wallet digitale potrebbe diventare il principale punto di accesso alla ricchezza personale. E chi controllerà la relazione con quel wallet, non soltanto dal punto di vista tecnologico ma anche consulenziale, otterrà un vantaggio strategico enorme”.
Per questo, ha concluso Ragaini, la blockchain potrebbe avere un impatto persino superiore a quello dell’intelligenza artificiale nel wealth management.









