I robot umanoidi di Hexagon sbarcano nelle catene di montaggio Bmw in Europa. La casa automobilistica tedesca ha annunciato l’impiego per la prima volta di modelli Aeon della società meccatronica svedese nella sua produzione in Germania. L’esperimento arriva sulla scia di quello inaugurato nel 2024 con la startup Figure per mettere al lavoro i robot Figure 02 nello stabilimento statunitense di Spartanburg, in South Carolina.
Sviluppato in Svizzera e lanciato nel 2025, Aeon è un robot bipede progettato specificamente per l’industria, nato con l’obiettivo di promuovere l’autonomia e affrontare la carenza di manodopera in settori come l’automotive, l’aerospaziale, la produzione, lo stoccaggio e la logistica. Il progetto pilota di Bmw sperimenta gli Aeon di Hexagon Robotics sulla linea di produzione di Lipsia, un centro già all’avanguardia nell’uso di idrogeno verde.
In questo articolo:
- Perché Bmw sperimenta i robot umanoidi
- Cosa fa Aeon, l’umanoide per l’industria di Hexagon Robotics
- A Lipsia il primo progetto con robot umanoidi in Europa
- I risultati dei test nello stabilimento di Spartanburg
- L’Ai ruberà il lavoro umano in Europa?
Perché Bmw sperimenta i robot umanoidi
Bwm introduce per la prima volta in Europa la cosiddetta Physical Ai, l’intelligenza artificiale integrata nei sistemi fisici (in particolare robot, droni e veicoli a guida autonoma) per permettere alle macchine di interagire direttamente con il mondo reale. “La sinergia tra competenze ingegneristiche e intelligenza artificiale apre possibilità del tutto nuove nei processi produttivi”, spiega Milan Nedeljkovic di Bmw in una nota.
L’introduzione dei robot umanoidi nello stabilimento di Lipsia consentirà al gruppo tedesco di rafforzare la competitività della produzione in Europa e nel mondo. Bmw sottolinea che i cyborg di Hexagon “mostrano un elevato potenziale nelle attività ripetitive, ergonomicamente gravose o rilevanti sotto il profilo della sicurezza”. Grazie al loro utilizzo, sarà possibile “alleggerire il carico di lavoro dei collaboratori e migliorare ulteriormente le condizioni operative”.

Cosa fa Aeon, l’umanoide per l’industria di Hexagon Robotics
Progettato su misura per le esigenze concrete dei clienti, il modello Aeon ha capacità innovative in termini di agilità, consapevolezza, versatilità e autonomia energetica. Gli umanoidi combinano i sensori multimodali di Hexagon e una profonda consapevolezza spaziale a sistemi di mobilità avanzata, progettazione, validazione e controllo delle operazioni basati sull’intelligenza artificiale. I partner di progetto per il lancio sul mercato sono stati Nvidia, Microsoft e Maxon.
Alto 165 cm e pesante 60 kg, Aeon è alimentato a batteria con un’autonomia fino a quattro ore. Inoltre, grazie ad un avanzato meccanismo di sostituzione della batteria scarica, il robot non ha bisogno di ricaricarsi per continuare a funzionare. La sua capacità di sollevamento è di 15 kg, la velocità massima è di 8,6 km/h (superiore alla media della camminata umana) e possiede 34 gradi di libertà, ovvero il numero di movimenti indipendenti che può compiere nello spazio.
Nel caso di Bmw, Aeon è chiamato a sostituire operaie e operai umani in compiti faticosi, pericolosi e ripetitivi. La robotica di Hexagon viene utilizzata nella produzione in serie di automobili, con la possibilità di valutare ulteriori applicazioni nella produzione di batterie e componenti. Il lavoro degli agenti autonomi è facilitato dagli ambienti complessi in cui si muovono, dove sono impiegati sistemi intelligenti in quasi tutte le fasi della produzione.
A Lipsia il primo progetto con robot umanoidi in Europa
L’impiego di prova dei modelli Aeon è cominciato nel dicembre 2025 dopo una prima fase di valutazione teorica e test di laboratorio conclusi con successo. La seconda tappa è prevista a partire da aprile: l’avvio della fase pilota vera e propria è programmata per l’estate 2026. La scelta è ricaduta sull’impianto di Lipsia perché particolarmente all’avanguardia: è caratterizzato dall’elevata automazione nonché il primo stabilimento automobilistico al mondo a ricevere idrogeno attraverso una pipeline.
Bmw sonderà un’applicazione multifunzionale del robot di Hexagon. Al corpo antropomorfo del sistema è infatti possibile collegare in modo flessibile elementi manuali, pinze e strumenti di scansione per svolgere un’ampia gamma di attività ed eseguire compiti che richiedono precisione millimetrica. Combinando destrezza e locomozione, l’umanoide si muove rapidamente nello spazio e verrà testato anche il suo utilizzo dinamico su ruote.

I risultati dei test nello stabilimento di Spartanburg
Nell’esperimento avvenuto nell’impianto in South Carolina, durato dieci mesi, il robot Figure 02 ha supportato la produzione di oltre 30.000 X3, lavorando dal lunedì al venerdì su turni giornalieri di dieci ore. L’umanoide si è occupato della rimozione e del posizionamento di componenti in lamiera per il processo di saldatura. Complessivamente, ha movimentato più di 90.000 pezzi e percorso 1,2 milioni di passi in 1.250 ore di funzionamento.
Bmw rivela che “il passaggio dal laboratorio all’ambiente produttivo reale è avvenuto più rapidamente del previsto”. A favorire questo procedimento sono stati l’integrazione nell’ecosistema smart robotics realizzata tramite interfacce standardizzate, che hanno permesso alle parti di comunicare e interagire subito tra loro, e l’elevato grado di automazione dello stabilimento di Spartanburg, dove l’approvvigionamento dei materiali lungo la linea avviene già quasi esclusivamente tramite Str (smart transport robots) automatizzati.
Parallelamente all’introduzione dei robot umanoidi in fabbrica, Bmw ha avviato il suo Center of Competence for Physical Ai in Production, un centro in cui “riuniamo le competenze necessarie per rendere il know-how su intelligenza artificiale e robotica ampiamente fruibile all’interno dell’azienda”, spiega il responsabile Felix Haeckel. In questa sede saranno definiti tutti gli standard di integrazione tra software, sistemi di controllo e infrastrutture.
L’Ai ruberà il lavoro umano in Europa?
La clamorosa novità in casa Bmw è arrivata nelle ore immediatamente precedenti l’annuncio delle stime della Banca Centrale Europea sulle trasformazioni future del lavoro legate agli sviluppi dell’intelligenza artificiale. Due terzi delle oltre 5.000 imprese dell’area euro raggiunte dagli economisti della Bce usano già l’Ai, ma solo un quarto vi investe attivamente, ossia riprogetta un intero processo produttivo attorno a un sistema di Ia.
In media, le aziende di dimensioni medie e piccole che fanno un uso intensivo dell’intelligenza artificiale assumono di più e licenziano di meno. Nelle grandi imprese, l’effetto è invece neutro. Chi adotta l’Ai con l’obiettivo esplicito di tagliare il costo del lavoro registra effetti negativi sulle assunzioni e un aumento dei licenziamenti. Nel breve periodo, gli economisti della Bce non vedono ondate di licenziamenti.
Il discorso cambia sul lungo periodo: sono soprattutto i dipendenti delle aziende tedesche ad aspettarsi tagli nell’arco di cinque anni. Ad oggi l’intelligenza artificiale non ha ancora trasformato i processi produttivi su larga scala, ma alcuni segnali sui cambiamenti che gli strumenti di Ai stanno avendo sull’occupazione – i casi statunitensi di Block e Target che puntano a team piccoli e snelli – sono forti e inequivocabili.









