BoE: domani il più forte rialzo dei tassi d'interesse dal 1989
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BoE: domani il più forte rialzo dei tassi d’interesse dal 1989

BoE: domani il più forte rialzo dei tassi d'interesse dal 1989

Domani andrà in scena la penultima riunione del 2022 della BoE che dovrebbe decidere per l’ottavo rialzo consecutivo dei tassi d’interesse. Secondo le previsioni, l’istituto monetario stavolta opterebbe per una stretta di 75 punti base, che sarebbe la più grande da 33 anni. In tal caso, il tasso di riferimento passerebbe dal 2,25% attuale al 3%. Al riguardo ci sono pochi dubbi, in quanto l’inflazione britannica relativa al mese di settembre è arrivata al 10,1%, livello massimo degli ultimi 40 anni.

Tuttavia, il tono adottato dal Governatore Andrew Bailey potrebbe avere un’inclinazione accomodante. Le ragioni derivano sia dalle prospettive più deboli di crescita del Paese per i prossimi mesi, con una possibile recessione in vista, sia dalla politica fiscale più sobria del nuovo Premier Rishi Sunak rispetto a quella del suo predecessore, che non costringerebbe la Banca d’Inghilterra a intervenire per contrastare l’ulteriore impatto inflazionistico di un’allegra spesa governativa.

 

BoE: ecco cosa pensano gli economisti per la riunione di domani

Gli economisti sembrano sposare la linea sopra descritta, ossia di una BoE aggressiva ma dalla retorica accomodante nel meeting di domani. Goldman Sachs ritiene che l’istituto centrale avrà meno pressioni per agire in modo aggressivo. Tuttavia, scommette in un aumento del costo del denaro di 0,75 punti percentuali per tre motivi: in primis in quanto la politica fiscale rimane più espansiva rispetto a quanto ipotizzato nel mese di agosto; in secondo luogo poiché non ci sono state novità positive riguardo il mercato del lavoro e il tasso d’inflazione; e infine perché i commenti del Comitato di politica monetaria della BoE indicano una solida risposta alla riunione di novembre. Per la forward guidance gli economisti di Goldman si aspettano che la Banca Centrale segua l’approccio “riunione per riunione”.

Anche Deutsche Bank è convinta che la stretta di domani sarà di 75 punti base, con la Bank of England che trasmetterà tre messaggi. Il primo riguarda il fatto che l’economia britannica affronta una recessione più profonda e prolungata di quanto si aspettasse; quindi, le prospettive economiche risultano essere ulteriormente deteriorate. In questo contesto, le pressioni sui prezzi si faranno sentire nel breve periodo e inizieranno a crollare entro la fine del 2025.

Il secondo messaggio verte sul fatto che, anche se la politica monetaria non seguirà un percorso prestabilito, la gestione del rischio giustifica un ulteriore inasprimento e anticipo dei rialzi dei tassi. Questo per effetto di maggiori pressioni inflazionistiche e un aumento della crescita dei salari. Il terzo messaggio consiste nel limite comunque alla politica restrittiva, per evitare uno stress eccessivo per famiglie e imprese che già sono in difficoltà. In altri termini, la Bank of England farà di tutto affinché una correzione eccessiva dei tassi non riporti l’economia più indietro rispetto a dove si trovava prima della pandemia. E ciò avverrebbe se il costo del denaro salisse fino al 5%, sottolineano gli esperti di Deutsche Bank.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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