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BoE: shock inflazione sarà peggiore di quanto temuto

BoE: shock inflazione sarà peggiore di quanto temuto

Dalla BoE arriva un messaggio preoccupante per il mercato: lo shock inflazionistico probabilmente sarà peggiore di quanto si potesse temere. A lanciarlo è il capo economista dell’istituto centrale Huw Pill in un discorso all’Association of Chartered Certified Accountants in Galles. Pill al riguardo segnala che tutto ciò richiede ulteriori aumenti dei tassi d’interesse, perché l’aumento vertiginoso dei prezzi al consumo rischia di radicarsi nella fissazione dei prezzi interni e di deprimere la crescita attraverso la contrazione dei redditi delle famiglie.

Pill era stato tra quelli che nell’ultima riunione ufficiale della Banca Centrale ha votato per un aumento più cauto dei tassi mentre 3 esponenti del Board spingevano per una stretta di mezzo punto percentuale. Ora però è convinto che vi sia molta strada da fare nell’inasprimento della politica monetaria, in modo da assicurarsi che l’inflazione possa tornare al target del 2%.

 

BoE: ecco cosa farà crescere l’inflazione

Secondo Pill vi sono alcuni fattori che stanno esercitando una pressione molto forte sui prezzi all’importazione, come i vincoli della catena di approvvigionamento globale e l’aumento dei prezzi energetici scaturito dalla guerra Russia-Ucraina. Questo perché il Regno Unito è un importatore netto di cibo, energia e altri beni che sono aumentati nei mercati. La compressione dei redditi in arrivo che ne deriva è un qualcosa di fronte a cui la Banca d’Inghilterra non ha strumenti di compensazione, sostiene Pill.

Inoltre, l’economista aggiunge che i salari stanno crescendo a un ritmo più ampio di quanto la BoE prevedesse e le aziende stanno trasferendo i costi più elevati nelle transazioni impresa a impresa, che finiscono per gravare sul consumatore finale. In considerazione di questo, l’esperto prevede che per almeno il prossimo anno l’impatto della determinazione dei salari e dei prezzi interni sarà evidente; quindi lo slancio negli sviluppi dell’inflazione primaria nel Paese sarà sostanziale.

 

BoE: per Goldman Sachs tassi al 2,5%

Le proiezioni della Bank of England oggi sono poco incoraggianti, dal momento che la banca stima un’inflazione raggiungere il 10,2% in ottobre, dal 9% attuale, comunque massimo degli ultimi 40 anni. Quest’anno l’istituto guidato da Andrew Bailey ha già alzato i tassi per 4 vote di seguito, portando complessivamente il costo del denaro all’1%, livello più alto da 13 anni. Il Governatore ha definito la minaccia inflazionistica come la sua più grande sfida nell’ultimo quarto di secolo.

Il mercato adesso scommette che entro i prossimi 12 mesi il tasso ufficiale di sconto possa raggiungere la quota del 2,5%. Goldman Sachs ha alzato le sue stime dal 2% al 2,5% in proposito, sostenendo che le pressioni salariali e inflazionistiche più persistenti portano a riconsiderare il percorso per i tassi della BoE. Secondo la banca d’affari statunitense, questi aumenteranno consecutivamente di 25 punti base per volta in tutti gli incontri fino a febbraio 2023.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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