BoJ: Kuroda sorprende tutti e cambia la politica monetaria, è la svolta?
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BoJ: Kuroda sorprende tutti e cambia la politica monetaria, è la svolta?

BoJ: Kuroda sorprende tutti e cambia la politica monetaria, è la svolta?

La BoJ oggi ha spiazzato i mercati cambiando a sorpresa la sua politica monetaria sul fronte del controllo della curva dei rendimenti obbligazionari. La Banca centrale giapponese ha affermato che permetterà ai rendimenti a 10 anni di oscillare tra ±0,5%, modificando la precedente banda di oscillazione di ± 0,25%. I tassi d’interesse overnight sono stati mantenuti al livello di -0,1%. Perché è importante questa mossa? Il Governatore Haruhiko Kuroda aveva in precedenza affermato che qualora dovesse modificare il controllo della curva dei rendimenti, ciò equivarrebbe di fatto a una stretta sul costo del denaro. Tuttavia, oggi il Presidente della BoJ ha precisato che questo aggiustamento ha la funzione di limitare la volatilità dei mercati finanziari e di migliorare il funzionamento del mercato obbligazionario, con lo scopo anche di favorire la sostenibilità dell’allentamento monetario. “Questa misura non è un rialzo dei tassi e non segna la fine di una politica monetaria espansiva o una strategia di uscita”, ha sottolineato Kuroda.

La reazione nei mercati finanziari però è stata molto forte. Lo yen è saltato del 3,5% sul dollaro USA e ora l’USD/JPY è scivolato a 132. Il Nikkei 225 ha chiuso la seduta con un tonfo del 2,46% a 26.568 punti. Mentre il rendimento delle obbligazioni decennali è salito al massimo dal 2015. Il cambiamento riporta alla memoria altre due date: il 2014, quando la BoJ aumentò a sorpresa l’acquisto delle obbligazioni; e il 1989, allorché ci fu un inatteso rialzo dei tassi durante le festività. “È stato più o meno in questo periodo, 33 anni fa, che, insoddisfatta del dollaro-yen, la BOJ ha alzato i tassi di 25 punti base al 4,5% il giorno di Natale”, ha scritto in una nota Martin Whetton, responsabile del reddito fisso e della strategia valutaria presso la Commonwealth Bank of Australia.

 

BoJ: è arrivata la svolta tanto attesa?

A lungo la Bank of Japan è stata ferma nel mantenere un largo accomodamento monetario, mentre tutte le principali Banche centrali alzavano i tassi d’interesse. Questo ha contribuito ad affondare lo yen, che ha toccato quest’anno i minimi degli ultimi 32 anni, costringendo per ben due volte il Governo giapponese a intervenire direttamente sul mercato valutario. Oggi la BoJ possiede oltre la metà delle obbligazioni in circolazione, una cifra di quasi cinque volte quella del 2013, quando Kuroda divenne Governatore dell’istituto centrale. Ciò ha determinato quella che gli analisti hanno descritto come una specie di disfunzione nel mercato dei titoli di Stato.

Tuttavia, Kuroda ha sempre sostenuto che un inasprimento nella politica della Banca sarebbe stato prematuro con salari che non crescono abbastanza. La decisione di modificare le regole sul controllo della curva dei rendimenti però è sorprendente, perché gli analisti si aspettavano che tutto sarebbe rimasto inalterato fino ad aprile, quando scadrà il mandato dell’attuale Presidente della BoJ.

 

Cosa pensano gli opinionisti

Gli economisti cominciano a vedere quanto stabilito oggi dalla Banca del Giappone come il tanto atteso pivot. “Consideriamo questa decisione come una grande sorpresa, poiché ci aspettavamo che qualsiasi ampliamento della banda tollerabile sarebbe stato fatto sotto la nuova leadership della BoJ dalla primavera del prossimo anno”, ha affermato Naohiko Baba, capo economista giapponese di Goldman Sachs. Masamichi Adachi, capo economista giapponese di UBS, considera questo come “un atto di generosità di Kuroda nei confronti del prossimo Governatore delle BoJ” e avverte che l’istituto centrale potrebbe essere spinto ad aumentare i tassi.

A giudizio di Kyohei Morita, capo economista giapponese di Nomura Securities, più che di una svolta completa si tratta di una modifica politica per “ridurre gli effetti collaterali negativi della politica di controllo della curva dei rendimenti”. L’esperto sottolinea come la Banca vuole “riattivare il mercato dei titoli di Stato giapponesi che hanno perso liquidità, a costo anche di apprezzare lo yen”. Secondo Benjamin Shatil, stratega dei cambi di JPMorgan, il mercato potrebbe iniziare ora a scontare ulteriori mosse politiche. “Questa dinamica può avviare un altro ciclo di rendimenti giapponesi più elevati e rinnovati picchi di forza dello yen”, ha affermato l’esperto.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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