BoJ: tutto fermo sui tassi, ma il tapering rallenta

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La Bank of Japan (BoJ) ha tenuto fermi i tassi di interesse allo 0,50% come era nelle previsioni, mentre ha deciso di rallentare il piano di tapering. L’istituto monetario continuerà a ridurre i suoi acquisti mensili di titoli di Stato giapponesi di circa 400 miliardi di yen (2,76 miliardi di dollari) per trimestre a 3.000 miliardi di yen fino a marzo 2026. Dal mese successivo e fino a marzo 2027, i tagli saranno di 200 miliardi di yen a trimestre per arrivare – considerando l’importo totale del piano – a un importo di acquisto mensile di circa 2.000 miliardi di yen. L’obiettivo è quello di “migliorare il funzionamento dei mercati JGB (Japan Government Bond, n.d.r.) in modo da sostenere la stabilità dei mercati”, ha affermato la Banca del Giappone nel suo comunicato.

 

In questo articolo:

 

  • BoJ: cosa ha detto il governatore Ueda in conferenza stampa
  • La reazione dei mercati e il commento degli analisti

BoJ: cosa ha detto il governatore Ueda in conferenza stampa

Le scelte di politica monetaria da parte della BoJ sono arrivate in un contesto internazionale molto difficile, con l’escalation della guerra in Medio Oriente e i dazi statunitensi che hanno frenato l’istituto dall’aumentare ancora il costo del denaro e ridurre oltremodo il bilancio. “Per il momento, c’è un’incertezza estremamente elevata sulla politica commerciale di ciascun Paese”, ha detto il governatore della BoJ, Kazuo Ueda, in conferenza stampa dopo l’incontro. “Pertanto, c’è un rischio al ribasso maggiore sia per l’economia che per i prezzi del Giappone”.

I mercati stanno prestando molta attenzione a come la BoJ cercherà di bilanciare i rischi tariffari e la pressione inflazionistica. Ed è per questo che sono andati alla ricerca di indizi su quando i tassi potrebbero riprendere a salire. L’inflazione core giapponese ha raggiunto un massimo di oltre due anni al 3,5% nel mese di aprile, ben oltre l’obiettivo di lungo periodo della Banca centrale del 2%. “Insieme ai prezzi dei prodotti alimentari già in aumento, le oscillazioni dei prezzi del petrolio causate dalle tensioni in Iran e Israele, se persistenti, potrebbero influenzare le aspettative di inflazione e l’inflazione di fondo. Pertanto, dobbiamo analizzare attentamente gli sviluppi”, ha detto Ueda.

Per quel che riguarda l’allentamento del tapering, il numero uno della BoJ ha affermato che continuare il piano di riduzione degli acquisti obbligazionari è necessario per “consentire ai rendimenti di muoversi più liberamente, riflettendo le forze di mercato”. Tuttavia, “un tapering troppo rapido potrebbe avere un impatto indesiderato sulla stabilità di mercato”, ha aggiunto.

 

La reazione dei mercati e il commento degli analisti

La Borsa di Tokyo oggi ha chiuso in rialzo, con l’indice Nikkei 225 che ha registrato un aumento dello 0,67%. Gli investitori hanno metabolizzato la decisione, per quanto scontata, di non aumentare i tassi, il che crea sempre un ambiente positivo per l’azionario. Lo yen invece è rimasto stabile sul dollaro Usa, con il cambio Usd/Jpy che veleggia a 144,80. “La decisione di oggi è favorevole al mercato”, ha detto Saisuke Sakai, economista senior di Mizuho Research & Technologies a Tokyo. “Rallentare il ritmo del tapering funzionerebbe per evitare che i tassi a lungo termine aumentino troppo”.

Secondo Khoon Goh, responsabile della ricerca sull’Asia presso ANZ a Singapore, “la BoJ deve normalizzarsi perché l’inflazione sembra ostinatamente al di sopra dell’obiettivo del 2%”. A guardarla adesso sembra un’anomalia, dopo che per decenni il Giappone è stato tormentato dalla deflazione. Nella dichiarazione, l’autorità centrale ha ribadito che il costo della vita dovrebbe aumentare in maniera graduale a causa della carenza di manodopera. Goh ritiene che tra le cause della pressione al rialzo sull’inflazione vi siano “uno yen debole e soprattutto il recente aumento dei prezzi del petrolio dovuto all’incertezza geopolitica, dato che il Giappone è un importante importatore di greggio”.

A giudizio di Rodrigo Catril, strategist della National Australia Bank Ltd a Sydney, “la preoccupazione era che la BoJ potesse lasciare invariato il ritmo di riduzione a 400 miliardi di yen”. La riduzione a 200 miliardi di yen, invece, “allevierà le preoccupazioni per un ulteriore picco dei rendimenti dei JGB, in particolare a lungo termine”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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