Il boom dei miliardari: Trump spinge i 500 più ricchi a quasi 12.000 miliardi

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Nel 2025 il mondo dei miliardari ha registrato un fenomeno senza precedenti. Le 500 persone più ricche al mondo hanno aggiunto 2.200 miliardi di dollari alle loro fortune, portando il totale complessivo a quasi 12.000 miliardi di dollari. Questo balzo – certificato dal Bloomberg Billionaires Index come un record assoluto – non è stato solo una statistica da cronaca economica, ma la manifestazione visibile di una convergenza di mercati azionari in forte espansione, di asset alternativi in ascesa e di scelte politiche che hanno ridefinito l’orientamento degli investitori a livello globale.

Questa dinamica di concentrazione e crescita della ricchezza, definita da molti come “una nuova stagione dell’oligarchia patrimoniale”, non può essere compresa senza guardare all’onda lunga scatenata dalla elezione di Donald Trump nel 2024 e dalle conseguenze economiche delle sue politiche. La vittoria del tycoon ha acceso un’ondata di fiducia sui mercati globali, animando un rialzo diffuso di asset finanziari, valute alternative e materie prime strategiche. Allo stesso tempo, alcune delle sue iniziative, come la proposta e l’adozione di dazi commerciali su scala internazionale, hanno generato pause brusche e correzioni di mercato, mostrando chiaramente quanto la politica possa influenzare la ricchezza privata su scala globale.

 

In questo articolo:

 

  • Trump e i mercati mondiali: un binomio da cui nessuno è immune
  • Da Musk a Ellison: i guadagni dei miliardari
  • Non è solo un fenomeno americano e c’è anche chi perde
  • E i miliardari italiani?

 

Trump e i mercati mondiali: un binomio da cui nessuno è immune

La ricchezza dei miliardari non cresce in un vuoto, è profondamente radicata nello stato di salute delle Borse, nella fiducia degli investitori e nelle aspettative su crescita economica e regolamentazione dei settori chiave. Le settimane e i mesi successivi alla rielezione di Trump sono stati caratterizzati da una reazione molto netta da parte dei mercati: forti scorci di ripresa e correzioni improvvise si sono alternate mentre investitori e istituzioni cercavano di interpretare quale fosse il vero impatto delle promesse elettorali sulla politica commerciale, fiscale e industriale degli Stati Uniti.

Una delle manifestazioni più eclatanti di questa oscillazione è stata la creazione di un record giornaliero di incremento di patrimonio per i super ricchi, a seguito di una pausa improvvisa dei dazi. In quel giorno, i principali indici azionari statunitensi sono schizzati ai livelli più alti dagli anni successivi alla grande recessione, trascinando con sé i profitti di molte delle principali società tecnologiche e industriali.

Le politiche di Trump, in realtà, hanno avuto un effetto duplice. Da un lato, le misure pensate per stimolare l’economia americana – come alleggerimenti regolatori e tagli fiscali settoriali – hanno creato un ambiente favorevole alla crescita dei titoli di grandi imprese, in particolare negli ambiti dell’intelligenza artificiale, dell’energia e dell’industria tecnologica. Dall’altro, la minaccia di dazi generalizzati ha scosso i mercati globali, spingendo gli investitori ad adottare strategie di copertura e a muovere capitali verso asset alternativi come criptovalute, metalli preziosi e materie prime. Una fotografia dei mercati nel 2025 rivela così un paradosso: i patrimoni dei più ricchi sono cresciuti in modo record, ma la strada percorsa non è stata lineare né priva di turbolenze.

Da Musk a Ellison: i guadagni dei miliardari

Secondo Bloomberg, circa il 25% di tutti i guadagni registrati nel 2025 dalle 500 persone più ricche al mondo è stato attribuito a soli otto miliardari. In cima alla lista dei beneficiari troviamo figure leggendarie come Elon Musk, Larry Ellison, Jeff Bezos e Larry Page, ciascuno dei quali ha visto i propri patrimoni crescere a ritmi tali da consolidare o espandere il proprio ruolo nelle gerarchie mondiali dell’economia.

Elon Musk ha continuato a dominare l’immaginario collettivo, pur vivendo oscillazioni significative. Il suo patrimonio ha raggiunto 622,7 miliardi di dollari, con un aumento di 190,3 miliardi rispetto all’anno precedente. Il ruolo politico di Musk è stato centrale: donazioni record alla campagna di rielezione di Trump, impegni diretti nell’amministrazione per la razionalizzazione delle spese e dei dipendenti federali, e la gestione di SpaceX e Tesla come strumenti non solo economici ma anche politici. Questi interventi hanno generato momentanee perdite di valore delle azioni, dimostrando quanto l’influenza politica possa avere effetti immediati sui mercati, ma successivamente, grazie a strategie azionarie mirate e a manovre di valorizzazione del capitale privato, Musk ha consolidato una posizione tale da proiettarlo verso il traguardo storico del trilionario, una soglia finora irraggiungibile.

Anche Larry Ellison, ottantunenne cofondatore di Oracle, ha visto il suo patrimonio schizzare a 249,8 miliardi di dollari, grazie a un incremento di 57,7 miliardi in un solo anno, spinto da un’impennata delle azioni Oracle legata agli investimenti massicci nell’AI. Ma Ellison non si è fermato qui: il suo coinvolgimento nel tentativo di acquisizione di Warner Bros da parte di suo figlio David ha dimostrato come la ricchezza contemporanea sia anche potere operativo e influenza diretta sui media, un settore strategico tanto quanto la tecnologia.

Non è solo un fenomeno americano e c’è anche chi perde

L’espansione della ricchezza è stata globale: il Ftse 100 del Regno Unito è cresciuto del 22% e l’Hang Seng di Hong Kong del 29%, superando anche l’S&P500 (+17%). Anche asset alternativi hanno registrato performance straordinarie: metalli preziosi ai massimi storici, rame e terre rare al centro di tensioni geopolitiche che hanno premiato magnati come Gina Rinehart in Australia e la famiglia Luksic in Cile.

Le criptovalute, inizialmente protagoniste assolute, hanno subito una parabola più turbolenta: Bitcoin ha raggiunto massimi storici post-elezione Trump, solo per crollare a partire da ottobre, con conseguenze dirette sui patrimoni di gemelli Winklevoss, Changpeng Zhao e Michael Saylor. Quest’ultimo, per esempio ha subito una flessione di 2,6 miliardi di dollari. 

Allargando lo spettro, possiamo anche trovare altri miliardari che nel 2025 hanno visto ridurre i propri patrimoni. Manuel Villar nelle Filippine ha visto evaporare 12,6 miliardi di dollari in pochi giorni; Bob Pender e Mike Sabel hanno perso 17,7 miliardi ciascuno a causa di ipo fallite; Wang Xing, cofondatore di Meituan, ha visto la propria ricchezza ridursi di 3,5 miliardi a fronte di perdite aziendali e rallentamento della domanda interna cinese. 

 

E i miliardari italiani?

Come si evince dai dati di Forbes, anche in Italia la ricchezza privata ha continuato a crescere in modo sostenibile. A fine 2025 i 79 miliardari italiani hanno registrato  un patrimonio aggregato di circa 357,2 miliardi di dollari. La leadership è saldamente nelle mani di Giovanni Ferrero, con 41,3 miliardi, seguito da Andrea Pignataro (36,9 miliardi) e Giancarlo Devasini (22,4 miliardi), quest’ultimo maggior azionista e presidente di Tether.

Francesco Gaetano Caltagirone, Massimiliana Landini Aleotti, Paolo Ardoino, Piero Ferrari e gli eredi della famiglia Del Vecchio completano la top 10, con patrimoni tra 7 e 10 miliardi ciascuno. Peraltro, bisogna evidenziare che anche l’Italia non è immune dagli effetti della politica americana: l’onda lunga delle decisioni di Trump, dalle politiche commerciali ai flussi di capitale verso tech e materie prime strategiche, influenza anche i patrimoni degli miliardari italiani, in particolare quelli degli imprenditori con esposizione internazionale.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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