Borsa Milano: ecco su chi puntare con asse Mattarella-Draghi

Borsa Milano: ecco su chi puntare con asse Mattarella-Draghi

Borsa Milano: ecco su chi puntare con asse Mattarella-Draghi

La Borsa di Milano ha accolto bene la fumata bianca del fine settimana che ha sancito la rielezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. Quando ci si avvia a fine seduta Piazza Affari segna un rialzo dello 0,97%, dopo che nelle prime ore di contrattazione il FTSE Mib era salito fino all’1,8%. La fine della telenovela, che ha visto i partiti del Parlamento italiano non riuscire a trovare un nome per il Colle per 7 sedute consecutive, determina un passaggio importante nella nostra Repubblica in un momento così delicato.

In sostanza, si dà continuità al quadro istituzionale nell’ottica di portare il Paese fuori dalla pandemia e nel contempo di sostenere il rilancio sfruttando gli oltre 200 miliardi di euro che arriveranno dall’Europa. I mercati apprezzano particolarmente l’asse Draghi-Mattarella: il primo indicato come l’uomo più carismatico per poter attuare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; il secondo come figura istituzionale in grado di gestire le intemperanze delle forze politiche che si trovano nello stesso tavolo di Governo e che sono tra di esse profondamente disomogenee.

 

Borsa di Milano: per analisti ripartenza con duo Draghi-Mattarella

Quindi bisognerà comprare le azioni italiane adesso, prefigurando un rally degli indici di Piazza Affari? Bank of America ha pubblicato un report oggi intitolato “Buy Italy”, nel quale ricorda che sotto l’effetto Draghi la capitalizzazione di mercato dei titoli finanziari è passata da 99 a 142 miliardi di euro. Per la banca d’affari adesso è il momento di comprare le azioni finanziarie per diversi motivi: in primis perché l’Italia è uno dei maggiori beneficiari degli aiuti dell’Unione Europea; in secondo luogo perché le sofferenze bancarie si sono abbassate drasticamente, grazie anche al fatto che molti crediti rischiosi sono garantiti dallo Stato; infine per l’effetto aumento tassi che si manifesterà in maniera positiva sulle banche, le quali vedranno crescere il loro margine d’intermediazione.

Guardando tra le azioni quotati alla Borsa di Milano, gli analisti di Bank of America puntano in particolare sui titoli Azimut, Banca Mediolanum, Banco BPM, Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Poste e UniCredit. In testa alle preferenze comunque vi sono Intesa Sanpaolo e UniCredit. Intesa per via di una gestione solida grazie alla presenza del suo Amministratore Delegato, Carlo Messina, alla quale si aggiunge una redditività elevata con l’aumento delle commissioni e la riduzione di costi e accantonamenti.

A corredo del favoloso quadro generale per la principale banca italiana, vi è secondo gli analisti di BofA la possibilità di una premialità forte agli azionisti tramite la crescita dei dividendi e i piani di buyback azionari. Un altro catalizzatore potrà essere anche la pubblicazione del nuovo piano industriale che avverrà venerdì 4 febbraio. Anche UniCredit è molto apprezzata dalla banca d’affari americana, in virtù di un business plan molto ben congegnato, una valida gestione e un titolo che finora è stato molto sottovalutato.

Con l’elezione di Sergio Mattarella al Quirinale e la permanenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi, gli analisti di UniCredit prevedono un mini-rally del BTP a 10 anni, che dovrebbe ridurre lo spread rispetto al Bund decennale tedesco di almeno 5 punti base da circa 125 attuali. Gli esperti di Piazza Gae Aulenti hanno scritto che il risultato che si è configurato nella scena politica italiana garantisce quella stabilità per proseguire nell’attuale Governo di unità nazionale.

Meno ottimisti risultano gli analisti della banca britannica Barclays, che considerano l’opposizione da parte dei partiti di maggioranza all’elezione di Draghi come prossimo Capo dello Stato un atto di sfiducia. Questo potrebbe avere ripercussioni negative per l’esecutivo e creare una certa instabilità con l’avvicinarsi delle elezioni 2023. In definitiva, un Draghi sfiduciato potrebbe sparire dalla scena politica dopo le urne del prossimo anno, il che sarebbe una grave perdita per il Paese.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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